35. La violenza necessaria

da qui

Tornava spesso, in quel periodo, il brano sul regno dei cieli e sui violenti che se ne impadroniscono. Come interpretarlo? Consultavo i commenti che avevo sottomano, ma ne uscivo ogni volta più perplesso. Lo compresi all’improvviso, riflettendo sulla nostra storia: lei si lamentava del tormento causato dall’assistermi; non mi credeva colpevole di quello che viveva, ma tra i grami successi del mio impegno e il suo strazio crescente c’era un nesso evidente e misterioso. Non che io me la passassi meglio: capitavano tutti i possibili accidenti; le persone difficili diventavano moleste, i conflitti si acuivano, le pressioni arrivavano al limite della sopportazione. Insomma, ognuno era vessato a modo suo, ma la sostanza era la stessa: le potenze visibili e invisibili si opponevano con ogni mezzo al miracolo della guarigione. Non c’è niente di peggio che soffrire senza spiegarsene il motivo; si è assaliti da un istinto di fuga, dal dubbio logorante che il gioco non valga la candela.
Un giorno, tuttavia, fui illuminato. Osservavo gli attacchi del nemico, turbato dalla sua granitica efficienza, e registravo, nello stesso tempo, la mia incapacità di ribellarmi, la debolezza dei gesti e dei pensieri. L’intuizione fu che il male radicato sarebbe stato vinto soltanto da un energico intervento del principio opposto. I santi ne sapevano qualcosa; Teresa d’Avila diceva: capisco, Signore, perché hai così pochi amici. In questa luce, tutto si spiegava: anche il Dio del Primo Testamento – scandalo per le menti fiacche dei borghesi d’ogni tempo -, che ordinava lo sterminio dei nemici, diventava comprensibile. Per estirpare il male si rendeva indispensabile un fuoco divorante, come quello che investì Gesù di Nazaret sul patibolo infame dei Romani, perché patisse la violenza necessaria a distruggere gli effetti del peccato.

11 pensieri su “35. La violenza necessaria

  1. “Mai abbiamo predicato la violenza.
    Solo la violenza dell’amore, quella che lascio’ Cristo inchiodato su una croce, quella che ognuno fa a se stesso per vincere i suoi egoismi”

    Oscar Romero

    Mi piace

  2. Mentre vi leggo,ho come l’impressione di vedervi uno di fronte all’altra ,seduti sui piatti di una bilancia…avete sulle spalle lo stesso peso,siete in equilibrio, ma e’ pesante….e’ venuto il momento di disfarsi della zavorra, di estirpare questo male, forse non si puo’ usare la gentilezza,ma piccoli passi ,piccoli colpi ben decisi e assestati, si, si puo’ fare…

    Mi piace

  3. Spesso capita,che proviamo capire il motivo di questo che si sta succedendo a noi; proviamo analizzare,ragionare,indovinare. Ma il Progetto di Dio è difficile capire- noi non abbiamo lo scguardo così lontano.
    A volte capita, quando non vogliamo affrontare nostro destino, proviamo scappare via, però qualcosa più grande ci riporta noi in dietro,sulla stessa strada.
    Si domandiamo- ma questo che ci è capitato viene da Dio o da avversario.
    Spesso dobbiamo affrontare le strade difficili nella vita, dolorosi ma anche belli. Spesso veniamo messi alle prove difficili dove hai voglia di urlare dalla disperazione perché ti trovi in questa situazione,ma non hai la possibilità di fuggire, perché “le potenze visibili e invisibili” ti tengono stretto e devi passare atraverso questo fuoco che ti brucia e riscalda contemporaneamente. E dipende solo da te,la tua forza,tua fede, se esci vincitore.

    Mi piace

  4. “”anche il Dio del Primo Testamento – scandalo per le menti fiacche dei borghesi d’ogni tempo -, che ordinava lo sterminio dei nemici, diventava comprensibile”” ah sì?? La mia fiacca mente questo non lo capisce proprio. Penso invece che chi scrisse quei capitoli (uno per tutti il famoso passo di Giosuè che fa fermare il Sole per sterminarli tutti, i nemici cattivi) del vecchio testamento fosse un — o forse più d’uno — uomo cattivo e feroce, vendicativo e spietato. No?

    Mi piace

  5. Sparz, ahimè si.
    E solo la visione borghese ed edulcorante di un certo cattolicesimo può affermare, mentendo per il proprio tornaconto, il contrario.

    Mi piace

  6. LA VIOLENZA NECESSARIA
    La violenza necessaria alla redenzione è una porta stretta, come la via all’orto degli “ulivi, trasparenti e miti”, sulla terra imporporata di sangue e come l’ albero, senza rami, a consumare le ore della Vita.
    Gesù: divino segreto, sacrificio vicario “crudele e violento” perchè : “nessuno può pagare il prezzo del proprio riscatto”.
    A noi rimane il prodigio dell’essere nelle catene della carne, il dolore della conversione, un desiderio che ti desidera e lo stupore dell’Amore, che preme con gioia divina, nelle radici del cuore.

    Mi piace

  7. Un pezzo davvero molto forte. Devo dire che pronunciare le parole “violenza necessaria” mi fa un certo effetto. Di primo acchito, infatti, mi verrebbe da pensare ad una repressione decisiva, necessaria, appunto, per i tanti crimini cui quotidianamente siamo costretti ad assistere, non ultimi le violenze sulle donne o sui bambini. In questi casi, ad esempio, il maligno, che veste alla perfezione i panni del carnefice, non può che essere annientato da un altrettanto gesto di violenza, simile a quello inflitto da lui sulla povera vittima. Certo è che la Croce sul monte non potrà mai giustificare un’azione del tipo ‘occhio per occhio, dente per dente’, ma sarà piuttosto l’insegnamento necessario per andare oltre, per vedere questi disgraziati, caduti negli artigli di tali bestie, creature che hanno attraversato la loro porta stretta e quindi più vicine all’abbraccio della nuova vita. Mi rendo conto che non è così facile per chi vive certe esperienze, tantomeno rispettoso parlarne in maniera così superficiale. Io non so quanto sarei in grado di vedere oltre! In questo post emerge comunque/soprattutto anche un altro tipo di “violenza necessaria”, quella da praticare su noi stessi per arrestare le nostre debolezze che probabilmente, con le “buone maniere”, difficilmente riusciremmo mai ad estirpare in maniera definitiva. E in questo contesto, penso sia importante una prerogativa, benché impegnativa o forse improbabile, quella di agire solo ed esclusivamente su di noi, evitando per quanto possibile, lacerazioni dolorose per il mondo che abbiamo intorno. Ma anche in questo caso, quando la ferita si renderà inevitabile, sarà ancora una volta la Croce a spiegare molte cose. E anche di più.

    Mi piace

  8. “Non ci si libera di una cosa evitandola ma soltanto attraversandola.”
    (Cesare Pavese)

    Siamo portatori di luci ed ombre, di ferite, a nostra volta ricevute, di egoismi e debolezze radicati fin nel profondo della nostra storia. Li affrontiamo parzialmente, o li rimuoviamo; restano latenti per ricomparire ciclicamente, nelle fasi di criticità; e, in pratica, finiamo per ripetere gli stessi errori. Un po’ come la storia umana nel suo complesso fino ad ora, a ben vedere. “Stanare” le nostre zone d’ombra con una fiammata per farle emergere, interpellare il male, problematizzarlo, è forse proprio il primo passo per iniziare a smantellare vecchie strutture, ed annunciarci ed annunciare un progetto di pace.

    Mi piace

  9. “Ultimamente si sono accavallate molte cose,il dolore,la fatica, tutto si è depositato nel cuore e nelle arterie,fino a causare l’inevitabile black out. Troppe tensioni,troppi traumi. Così arriva, prima o poi,l’incomprensione più evidente,lo scontro più insanabile. Il silenzio. (…) In quel silenzio puoi ritrovare il filo, la prova chiara di un’insufficienza: non siamo fatti per la solitudine. Anche se veniamo spinti con violenza in quella direzione, in fondo al cuore sappiamo che è il braccio della morte,il reparto dov’è scritta la parola fine. Solo allora ti accorgi che qualunque cosa è meglio del lasciarsi scivolare. Che occore alzarsi e gettare le catene, protendere le mani e bussare con forza, con tutte le forze che rimangono,alle porte invisibili del cielo.”
    Fabrizio Centofanti “Pret(re) à porter”

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.