A CASA DI ARRIGO LORA TOTINO

totok

di Max Ponte

Sabato 1 febbraio io e Bruno Rullo siamo stati ricevuti da Arrigo Lora Totino e la sua famiglia. Una visita che desideravamo fare da tempo al poeta e artista nostro concittadino. Arrigo Lora Totino è considerato uno dei padri viventi della poesia sonora e visiva italiana. A lui sono state dedicate varie mostre fra cui, a Torino, “Il teatro della parola” a cura di Mirella Bandini nel 1996. Inoltre sia io che Bruno abbiamo avuto modo di collaborare con Arrigo, e collaborare intendo alla maniera sabauda, con tutta quella cortese e distaccata partecipazione, ad eventi ed interventi performativi. Tra questi ricordo la serata poetica che organizzai alla Galleria Narciso nel 2009 per il Centenario del Futurismo, davanti alle opere delle futuriste donne dello scomparso Elio Pinottini.
La nostra visita è stata la visita al poeta-artista e allo stesso tempo a chi sapevamo non godere di ottime condizioni di salute. Il colloquio con la moglie Luciana ha sottolineato inoltre una non facile situazione economica. Arrigo Lora Totino nonostante tutto ci è parso lucidissimo ed è stato rapidamente coinvolto da me e Bruno in uno scambio dialettico che ha toccato la sua produzione, il Gruppo ’63 e come se non bastasse anche Pasolini.
L’interesse nei confronti della produzione di Totino è costante e ravvivato da esposizioni in tutto il mondo, pubblicazioni e tesi di laurea. Tra le mostre collettive quella intitolata “Visual Poetry” che si è tenuta a Venezia da pochi giorni e proseguirà Pavia. Fra le pubblicazioni in cantiere un testo a cura di Renato Barilli ci annuncia Luciana. Infine segnalerei l’ottima e voluminosa tesi di laurea “Crisi della parola e dell’Io nella rivista Antipiugiù (1961/1966)” discussa da Filippo Agostino con Giovanni Tesio.
Il dialogo con il poeta ha portato alla luce alcuni particolari inediti. Abbiamo scoperto quanto Totino abbia apprezzato colleghi come Balestrini e Pagliarani e abbia invece ritenuto la ricerca di Sanguineti poco autentica a differenza di quella di Spatola in cui “la sincerità era un dato di fatto”. La mia domanda ha riguardato i rapporti dell’artista con la politica. Totino è stato vicino al Partito Liberale e in particolare alla corrente facente capo a Manlio Brosio.
Il poeta (classe 1928) proveniente da una famiglia dell’imprenditoria tessile ha vissuto una carriera di successo in cui ha potuto fare l’artista senza preoccupazioni economiche. La situazione si complica ora in cui oltre alla malattia, le sostanze non son più le stesse. Marinetti nacque benestante e trascorse gli ultimi anni privo dei beni materiali (ereditati dal padre) ma ricco delle sue creazioni. Una concidenza possibile? In ogni caso la casa-atelier di Totino continua a risplendere della sua arte e con la moglie si sta valutando l’opportunità di richiedere l’applicazione della Legge Bacchelli. Il libro che vedete nella foto è un dono che mi è stato fatto (Verbale 1987, Edizioni Morra), fra le sue pagine ritrovate una curiosa immagine che ho scattato ad Arrigo Lora Totino.

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