Giobbe

da qui

Fino a quando? si chiedeva il profeta.
Ingenuamente, forse, perché il fondo,
con Dio, non è mai fondo a sufficienza:
se c’è qualcosa che deve morire
e invece è ancora in piedi, stanne certo,
prima o poi morirà. Ma un po’ alla volta,
a fuoco lento, lasciandoti il tempo
di struggerti fino all’ultimo grammo
d’infelicità.

5 pensieri su “Giobbe

  1. Il desiderio sovrasta ogni lacrima e anche se l’attesa non è poi così dolce e a volte ti delude ancor prima di sperare, e sembra resti solo pioggia arida a coprire ogni domani, il sogno saprà aspettare, quella carezza che renderà vano ogni dolore e sarà compagna immensa per ogni solitudine.

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  2. “Lo sguardo di Qohèlet, libro detto Ecclesiaste, riconosce un tempo per piangere e un tempo per ridere. Elihu sa che il tempo delle lacrime non è un tratto perduto, da far passare in attesa dei giorni di risarcimento. Salvarsi dal dolore implica per lui salvare il dolore, scandirne il tempo stando senza attesa. Aggràppati ad esso, Giobbe, apprendi la voce che corre un rigo sotto le lacrime ed è per te. Non invocare tregua, apri l’udito, taci…a quel confine dove Giobbe smette Dio comincia”.
    (Erri De Luca, Una nuvola come tappeto, cap. “la sciarada incatenata”)

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