43. Sogni

da qui

L’e-mail arrivò puntuale: questa volta più sfumata, confermando la mia sensazione di una svolta. La questione era posta sotto forma di domanda: a che punto ti senti? La tentazione sarebbe durata finché sarei stato sensibile alle insidie. Sapevo che occorreva evitare di prendere di petto la faccenda: come Perseo, avrei dovuto affrontare la medusa in modo indiretto, come in uno specchio. Anche l’e-mail aveva un tono più sereno, come se lei avesse colto lo scatto di maturazione e ormai mancasse poco allo sciogliersi dei nodi: un messaggio precedente prevedeva che nel tempo di Natale ci sarebbero stati progressi decisivi. Intanto, ripetevo senza tregua la mia formula: don Mario, prega con me e per me. Mi dava sicurezza, come fossi ancora lì, sulla via centrale del quartiere, o nel santuario ai bordi del raccordo, a strofinare i grani del rosario: le tensioni si allentavano, le membra non erano più fredde e irrigidite come quando scendevo dalla macchina, col collo e le spalle che arrivavano a dolere per lo spasimo. Se mi fosse stato dato di ricominciare, mi sarei risparmiato tutte queste sofferenze, conoscendo in anticipo i danni del peccato e le fatiche necessarie per disfarsene. Eppure, evitando tutto questo, non avrei desiderato così intensamente la salvezza, non avrei cercato il Cristo come l’unico bene della vita; avrei vissuto un’esistenza normale, senza scosse, condita con le gioie modeste della media borghesia. Sarei stato un buon padre di famiglia, un professore dagli orari sempre uguali; avrei percorso ogni giorno il tratto di strada tra la casa e l’Università, poggiato la cartella sulla cattedra e cominciato a intrattenere un uditorio di studenti più o meno interessati. Sarei tornato a casa, avrei sorriso a mia moglie e ai miei bambini, e dopo il dibattito in Tv, mi sarei addormentato pensando alla lezione del mattino dopo. Di notte, invece, avrei sognato le montagne russe, le battaglie all’ultimo sangue con nemici irriducibili, i colpi di scena e le corse a perdifiato per salvare la pelle dall’assalto di mostri sconosciuti.

14 pensieri su “43. Sogni

  1. Allora una vita da sogno … oppure il sogno di una vita.

    “Se i tempi non chiedono la tua parte migliore inventa altri tempi”
    Stefano Benni

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  2. Così come l’e-mail ricevuta dal protagonista del diario, leggero e sfumato è anche il sospiro di sollievo che si prova leggendo questo post.

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  3. QUANTO SCRIVI:
    “è una meditazione sulla tua vocazione..
    e sei certo che la resurrezione coinvolge la stessa vocazione, perciò sei beato della tua scelta”.
    (D.M.Turoldo)

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  4. “…a che punto ti senti?”
    mi si è ricordato, come da dentista è arrivato un paziente con dente che li facceva male. Il dentista tocca questo dente e lo chiede:
    – lo senti questo dente?
    E il paziente risponde:
    – No. Ho messo tappi nel oracchie per non sentire dente.

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  5. ” A che punto ti senti ?”, e’ una domanda non banale, un invito partecipato all’ascolto ,una presa di mano consistente…esattamente l’opposto del terribile “tutto bene ? ” dove non c’e’ “un punto, un appiglio “d’aiuto. Provare a rispondere a questa domanda aiuta voi-noi a non perdere aderenza col vostro-nostro sentire..

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  6. Eppure, evitando tutto questo, non avrei cercato cosi intensamente la salvezza……

    ” Ali d’Argento ”

    Il mio sogno più bello;
    al chiaro di luna il fiume e la città attraversavo,
    non ero un uccello , e volavo
    in alto.
    Libero nel cielo, veloce come il vento
    atterravo e risalivo,
    gli altri erano li tenacemente attaccati
    alla terra.
    Ali d’Argento fluttuano verso le stelle
    in una delle tante notti in cui la luna
    ha realizzato il mio sogno!
    1997.

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  7. A volte atraversando inferno nella nostra vita, avendo la coscienza che tutto questo è la strada sbagliata, ti dà il desiderio di Vivere, vivere sulla strada illuminata dallo Spirito che ti porta nella salvezza da Dio, che ti dà piena libertà. Perché vivere nel peccato è come vivere nella prigione, che ti mette una pietra sul cuore, che ti schiaccia, e desideri, desideri sempre più forte a liberarti, togliersi questo peso, desideri sentirsi libero, pulito e leggero, e questo che ti dà la strada giusta, soltanto verso Dio.

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  8. SOGNO
    Si riconosce l’Amore:
    circonda e invade,
    pienezza si raccoglie
    in ogni atomo dell’ essere
    non manca in nessuna parte
    più certo di ogni certezza,
    più pietoso delle mie lacrime,
    nel mio giardino segreto
    è carne al mio desiderio.
    E’ troppo oltre:
    è Bene che effonde, Bellezza che conquista,
    Amore che riconquista.
    Amore:
    così divinamente Amante.

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  9. “Prima le croci mi spaventavano: mi veniva la pelle d’oca al pensiero di soffrire. Ora, invece, abbraccio la sofferenza ancor prima che arrivi…”

    “Ora mi rallegro davvero quando qualcosa non va come vorrei, perche’ vedo che Lui vuole la nostra fiducia: per questo, quando subiamo qualche danno, lodiamo Dio come se avessimo tutto.”
    Madre Teresa

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  10. Quando non siamo soddisfatti dalla nostra vita,oppure in momenti di debbolezza con problemi,come la via di fuga si immaginiamo nostra vita diversa, pensando che con vita diversa potrebbemo essere felici. Poi, la mattina si alziamo dal letto e proseguiamo la nostra vita quotidiana.

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  11. A me piace la frase: prendere il toro tra le corna. Non c’è da fugire, nascondersi, ma bisogna affrontare i problemi anche se questo può essere doloroso, però prima si affronta, prima si finiscono.

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  12. Fino in fondo
    “Comprendi che il destino della folla che ti assedia e’ legato inestricabilmente al tuo,
    e che se ti limitassi a camminare sulle strade d’Israele, a insegnare della roccia del monte, se ti lasciassi impressionare dalle spine delle tentazioni e degli attacchi, se insomma non andassi fino in fondo, allora si, sarebbero perduti.”
    Fabrizio Centofanti “Il Vangelo come non l’avete mai letto”

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  13. “Eppure, evitando tutto questo, non avrei desiderato così intensamente la salvezza,”

    Dalla decapitazione della medusa, infatti, insieme al sangue usciranno Crisaore e Pegaso, un guerriero dalla spada aurea e un cavallo alato.

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  14. Se per la famiglia si può pensare al “Mulino Bianco”, per un sacerdote è pronto “Don Matteo”….
    Sogni e guerre accomunano ogni esistenza, parlano la stessa lingua anche se hanno volti diversi. E le notti e i giorni sono molto simili, immagini rovesciate, ma hanno salite, cammini, lotte, grandissime gioie, dubbi, frustrazioni allo stesso modo. Bella riuscirsi a mettere nei panni dell’altro, nei suoi veri panni di dolore, di bellezza, di guerre. Sogni compresi.

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