Archivio mensile:febbraio 2014

Dave Van Ronk o Llewyn Davis: un libro e un film

Van Ronk COPERTINA
di Guido Michelone

Quanta realtà o quanta fiction nel pur bellissimo film dei fratelli Coen dal titolo A proposito di Davis Ecco che in aiuto giunge puntuale l’autobiografia di Dave Van Ronk dal titolo Manhattan Folk Story pubblicata dalla BUR di Rizzoli per l’occasione, quasi in concomitanza con uscita del lungometraggio medesimo (non a caso il tomo di oltre 400 pagine in vendita ha pure la faccetta con la locandina del film). Continua a leggere

Silloge dell’abbandono, di Claudia Fofi

Mare
Tutte le donne felici hanno ritrovato il loro marito.
Egli torna dal sole tanto è il calore che porta.
Ride e dice buongiorno dolcemente, prima di dare un bacio alla sua meraviglia.
(Paul Eluard)

Ho scritto queste brevi poesie durante l’abbandono da parte di mio marito. Era un bisogno di trasferire in parole un dolore inaccettabile, accecante. Non solo il dolore della perdita, legato per lo più a una dipendenza e a un bisogno che in qualche modo si può rielaborare, ma anche e soprattutto per la sconfitta, così banale, così imperante oggi, del senso dello stare insieme. Stare insieme, resistere insieme, nonostante le difficoltà, per me è un vero gesto poetico oggi, quasi rivoluzionario, in un mondo che perde ogni giorno pezzetti di valore, assumendo come dato di fatto un consumismo dei sentimenti che nulla ha a che vedere con l’amore inteso come comprensione dell’altro, compassione, accettazione. Nulla dell’amore è sostituibile, ma integralmente e radicalmente la sua Verità non a che fare con compravendite e marketing. Non posso andare al negozio, guardare una vetrina e dire a me stessa: va bene, mi sono stufata, adesso mi compro un nuovo amore. Il mio non è un assunto moraleggiante, non implica un giudizio. E’ la constatazione che il fallimento della relazione è un fallimento di dimensioni epocali che partendo da individui e storie piccole diventa un fenomeno universale, che accade e che si accetta come se niente fosse e del quale si prende atto come se fosse ineluttabile.

*** Continua a leggere

39. Lo sbocco

da qui

Quella mattina mi alzai prima dell’alba, come da tempo avevo preso a fare. Pregavo e meditavo, cercando di trovare il filo smarrito chissà quando, o chissà come. In realtà lo sapevo: fu la paura della libertà, il senso di vertigine che provi quando sei su una ferrata di montagna, o ti affacci all’ultimo piano di un palazzo altissimo. Non mi fidai: temevo di cadere, e quel che temi, spesso, si realizza. Il crollo successivo dipese dall’assenza di fiducia, di autostima: m’era già capitato di lasciare una ragazza nel dubbio che l’avrebbe fatto lei. Continua a leggere

Giuseppe Panella, “Introduzione all’opera di Vittorio Vettori”: giovedì 20 febbraio alle 16.30, Firenze

Saggio celebra Vittorio Vettori nel decennale della morte

FIRENZE. Sarà presentato giovedì 20 febbraio alle 16.30 al Palagio dell’Arte della Lana (via Arte della Lana, 1) il libro di Giuseppe Panella Introduzione all’opera di Vittorio Vettori. Civiltà filosofica, poetica “etrusca” e culto di Dante, edito da Polistampa. L’incontro, organizzato dalla Società Dantesca Italiana in collaborazione con l’Istituto Culturale “Mircea Eliade”, fa parte delle celebrazioni per i dieci anni della scomparsa di Vittorio Vettori, e vedrà la partecipazione Ruth Cárdenas, Marino Biondi e Mariagrazia Orlandi. Interverrà Eugenio Giani, presidente della Società Dantesca, e saranno presenti autore e editore.
Continua a leggere

Mauro Germani, “Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero”

E’ uscito di recente con l’editore Zona Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero di Mauro Germani. Uno studio su Giorgio Gaber attraverso la presa in esame di 10 temi: teatro, musica, pensiero, corpo, amore, società, potere, morte, Dio, uomo. Qui si può visionare l’indice, la prefazione di Mauro Gaffuri e il primo capitolo. Riportiamo una dichiarazione di Mauro Germani, un breve brano dalla prefazione, una selezione di recensioni.

Un “filosofo ignorante”
di Mauro Germani

Gaber si definiva “un filosofo ignorante”. Questa espressione – che rimanda al sapere di non sapere di Socrate – rivela non solo la continua volontà di ricerca intorno all’uomo ma anche il proposito di non arrendersi mai di fronte a presunte verità “confezionate”. Continua a leggere

Amore mio non so dove sei

am

Amore mio non so dove sei

esci dalle acque esci da un citofono

se credi esci da un tombino

striscia se devi fino a me

e ridammi la mia piccola corona di fiori.

Fuori è l’alba di un tempo nuovo

e se anche qui non c’è la guerra

è una guerra continua contro noi stessi

e tra poco forse un tifone di niente

ci spazzerà via.

Io aspetto la mia piccola corona sulla testa

a far brillare il mio sorriso per le strade.

 

Emanuele Kraushaar

I LIBRI DEGLI ALTRI n.68: Ancora un manoscritto… Francesco Recami, “Il segreto di Angela”

Francesco Recami, Il segreto di AngelaAncora un manoscritto… Francesco Recami, Il segreto di Angela, Palermo, Sellerio, 2013

_____________________________

di Giuseppe Panella

.

Al centro del terzo dei romanzi che andranno a comporre il ciclo dedicata alla Casa di ringhiera (e del quale sono attesi almeno altre due apparizioni nel corso dei prossimi anni) c’è un manoscritto in cui viene narrata la storia parossistica e avventurosa dell’ex-professoressa Angela Mattioli, una delle inquiline dell’immobile milanese e al momento compagna di letto di Amedeo Consonni.

Non si tratta, come di consueto, di un manoscritto autografo “dilavato e graffiato” come quello che costituisce il punto di partenza dei Promessi Sposi di Manzoni o del testo di un Anonimo Lombardo (come nel caso della splendida quanto parodica narrazione contenuta nel romanzo di Alberto Arbasino uscito nel 1959) ma di un manoscritto firmato con nome e cognome anche se contiene parti censurate e tra parentesi quadra apposte da parte del suo curatore nei punti in cui il racconto si arricchisce di particolari piuttosto scabrosi.

Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 261

Un tempo, quando avevo tempo per queste cose, me ne andavo a leggere in un parco cittadino sufficientemente tranquillo e silenzioso. Un giorno che stavo appunto leggendo (un poeta, qui non importa quale) su una panchina, la sola occupata da me fra molte deserte, comparve un uomo e mi si sedette accanto. Era un barbone, peraltro dall’aspetto abbastanza pulito e in ordine, come appurai sbirciandolo con la coda dell’occhio, anche se non mandava un buon odore. Sedeva dritto, guardando avanti, come se non mi avesse visto, come se io non esistessi. Trascorsero alcuni minuti di silenzio durante i quali cercai di proseguire la lettura. Alla fine l’uomo, sempre guardando avanti, sempre all’apparenza ignorandomi, aprì la bocca e incominciò a parlare:
Continua a leggere

Vivalascuola. Incantesimi a scuola

Incantesimi a scuola
di Mauro Germani

Da qualche anno propongo ai miei alunni di scuola secondaria di primo grado un’attività di scrittura creativa finalizzata alla realizzazione di brevi testi fantastici o del mistero, che sappiano creare atmosfere d’inquietudine o di paura partendo da situazioni di normale quotidianità, oppure testi in grado di sorprendere il lettore, magari con un colpo di scena finale. I ragazzi solitamente accettano la sfida con impegno ed entusiasmo perché mettono in gioco la loro fantasia e la loro creatività. I risultati raggiunti sono spesso sorprendenti, come credo dimostrino i brevi racconti qui presentati. Continua a leggere

Sospesi in un oceano di luce e riflessi

treehouse1

“Intorno al tronco di una grande quercia maestoso come l’albero maestro di un veliero, si avvolgono le scale a chiocciola: una spirale danzante che prende il volo per portarci nel regno dei rami frondosi e dell’immaginazione. È una casa sugli alberi o il nido di un uccello quello nel quale siamo appena entrati?”
Alain Laurens descrive così l’ascesa verso una delle innumerevoli case sugli alberi realizzate dal suo studio d’architettura “La Cabane Perchée” negli ultimi tredici anni, ed è con questa fiabesca didascalia, che introduce una delle tante immagini da sogno in esso contenute, che comincia anche il volume Exceptional TREEHOUSES.
Pubblicato dall’editore Abrams di New York, e corredato dalle brevi descrizioni di Laurens stesso e del suo team, Exceptional TREEHOUSES è un grande libro fotografico che racchiude gli scatti ralizzati da Continua a leggere

La scoperta dell’orrore (una esperienza taoista).

tumblr_mifk3fOM9G1qb5t88o1_r1_500Il mio battesimo con la morte avvenne quando avevo meno di dieci anni.
Mio padre, mentre eravamo in vacanza nel paese dov’era nato, mi portò un giorno al mattatoio locale.
Non so quale fosse lo scopo che l’animava.
Forse era semplicemente curioso, o forse aveva in mente di impartirmi una lezione, di farmi prendere confidenza con quello che non riusciva a spiegarmi a parole. Continua a leggere

Ci sei

da qui

Mancava solo questo per finire.
Ho imparato a innalzare grattacieli,
cattedrali dai nobili pinnacoli,
persino ponti sospesi sul nulla;
volavo e facevo volare, come
certi aeroplani che si lasciano
dietro una scia lucente d’illusioni.
Mancava solo un piccolo dettaglio
che ho scoperto per caso, disperando
d’oltrepassare il muro che isolava
me da lei. Basta poco per trovare
la porta: ecco, un po’ più in là, ci sei.

Le avventure di Bellatrix. I racconti di Annaraffaella Farao

Copertina2

di Max Ponte

Ricordo di aver passato il periodo delle Olimpiadi a Torino nel 2006 a tradurre “La planète Bleu Myosotis” il racconto francese di Annaraffaella Farao pubblicato in versione bilingue nel 2009 col titolo “Il pianeta Blu Myosotis” da una piccola casa editrice bolognese (pubblicazione sofferta e con vari problemi di promozione e distribuzione).
Tradurre, come sappiamo, è una grande responsabilità e per me è stato impegnativo e allo stesso tempo gratificante lavorare a questo libro. Un testo di prosa poetica ricco di neologismi, onomatopee e colpi di scena, invenzioni e particolari sospesi tra il reale e il fantastico. Per cui ho deciso di tradurre anche la suite che si intitola “L’Isola della Sorpresa”, tutt’ora inedita.
Continua a leggere

Rossana Rossanda. Il film del secolo

Nadia Agustoni

Come parlare di film e raccontare un secolo di cinema? L’impresa è tale che può compierla solo chi di film ne ha visti tanti e ha lo sguardo, e lo ha sempre avuto, sulle cinematografie più lontane o diverse. Questo libro Il film del secolo (2013) è una lunga conversazione di Rossana Rossanda con due critici del Manifesto, Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri, che sul quotidiano comunista hanno scritto di cinema e lo hanno fatto a modo loro, rompendo alcuni tabù su Hollywood e portando in primo piano cinematografie non sempre conosciute. Tre voci, appassionate, colte, interamente partecipi, ci parlano di film e attori e attrici, ma lo fanno parlando di maschilismo, politica, rivoluzione e maccartismo. Del resto, Rossana Rossanda, nel recente passato, ci ha dato un’autobiografia che è il racconto di un partito, il P.C.I, e di ideali, presenze e fatti che vanno ben al di là di vicende personali. Gliene siamo grati, perché ha diradato nebbie e dubbi su una storia della sinistra, comunista e non solo, che molti di noi conoscono solo in parte, per età e/o marginalità. Continua a leggere

Giobbe

da qui

Fino a quando? si chiedeva il profeta.
Ingenuamente, forse, perché il fondo,
con Dio, non è mai fondo a sufficienza:
se c’è qualcosa che deve morire
e invece è ancora in piedi, stanne certo,
prima o poi morirà. Ma un po’ alla volta,
a fuoco lento, lasciandoti il tempo
di struggerti fino all’ultimo grammo
d’infelicità.

GAETANO VARI, PITTORE DELL’INFORMALE FABULISTICO

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli

Gaetano Vari, pittore dell’informale fabulistico

Nato a Manziana, in provincia di Roma, nel 1959, Gaetano Vari è un pittore estremamente originale, che con la sua arte fuoriesce dagli schemi consueti. Ha esposto in tutto il mondo. Oggi ci ha gentilmente concesso un’intervista, insieme alle immagini di alcuni suoi dipinti.

Gaetano Vari. 2009-2011. "Sogni". Cm 100x150, olio e acrilico su tela

Gaetano Vari. 2009-2011. “Sogni”. Cm 100×150, olio e acrilico su tela

1. Come si è manifestata in lei la vocazione artistica e quali fasi ha seguito?

La mia vocazione, posso dire che è nata con me, o meglio, è nata molto presto! Fin dalla scuola materna facevo lavori di ogni genere con matite colorate, pongo, argilla. Le maestre della scuola elementare affidavano a me il compito di illustrare i racconti, le favole, i brani di storia con disegni e cartelloni vari, e i miei disegni venivano esposti sulle pareti della classe. Alcuni se li portavano a casa le insegnanti.

Ricordo che rimanevo incantato, all’età di sette-otto anni, a guardare i pittori che venivano a Manziana per la Festa della Primavera: una festa che vedeva la partecipazione di artisti per lo più romani. Rimanevo ore in silenzio a osservare come il pennello, sotto le agili mani degli artisti, tirasse fuori dal nulla forme, colori… La natura veniva riprodotta sulla tela con maestria e magia, diversa con lo stile di ognuno. Queste osservazioni mi trasmettevano uno stimolo, così andavo a casa e provavo, disegnavo, osservavo. Continua a leggere

Leggere a San Valentino

In un bacio saprai tutto COPERTINA
Già molti giorni prima di San Valentino (14 febbraio) le librerie italiane rinnovano le proprie vetrine facendo sfoggio di libri sull’amore o di volumi appositamente dedicati dalle case editrici a ogni tipologia di innamorati desiderosi di festeggiare la loro ricorrenza anche mediante una buona lettura. Continua a leggere