Vivalascuola. Dossier diplomifici: fermare l’incultura e il malaffare

La scuola paritaria è uno dei punti del sistema che funziona meglio: parola della ministra dell’Istruzione Stefania Giannini. Pertanto “scuole statali e scuole paritarie devono avere uguali diritti“. In realtà chi conosce la scuola sa che le scuole “paritarie” sono quelle che hanno risultati peggiori alle indagini Ocse e – in molti casi – sono un covo di illegalità e malaffare. Lo sappiamo perché ci abbiamo insegnato, perché certi annunci sono sotto gli occhi di tutti, perché certe trasmissioni tv sono indimenticabili. E così certi scandali da nord a sud. Adesso un dossier di Paolo Latella sui diplomifici giace sul tavolo della ministra. Noi non smetteremo di documentare e denunciare questa vergogna, per intanto ci domandiamo, con Marina Boscaino: “Cosa si aspetta a intervenire?“.

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L’avventura di Napoleone in Russia, o della follia umana

 

di: Guido Tedoldi

Qualche riflessione intorno a «Marcia Fatale, 1812 Napoleone in Russia», saggio di Adam Zamoyski, Utet, 2013, pp. 486, € 20,00 (1ª edizione Usa, 2004).

I libri di storia possono essere concepiti come cronache delle imprese dei governanti. La Campagna di Russia di Napoleone del 1812, vista in tale ottica, è stata raccontata come una baruffa tra Napoleone imperatore dei francesi e Alessandro zar di tutte le Russie. Il loro scopo: spartirsi l’Europa, oppure prendersela tutta soggiogando militarmente l’avversario.
Lo storico statunitense di origine polacca Adam Zamoyski ha provato a guardare in un’altra direzione, compiendo una imponente ricerca d’archivio nei diari personali e nei resoconti pubblicati da centinaia di persone che a quella baruffa parteciparono a vario titolo e con vari ruoli, e che ebbero la sorte di sopravvivere per poterla raccontare.
Il risultato del suo lavoro è parecchio lontano dal solito resoconto ammirato di manovre militari impersonali e quasi artistiche. Perché in quella guerra morirono circa 1 milione di persone. Un milione di vite umane sacrificate praticamente per niente.

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Wiliam Farnesi, 5 poesie

wiliam farnesi

1.
la luna di Brema

la luna è
senza fissa dimora

questa notte vorrebbe
trovare casa in una isola
del mare del nord
ma è troppo grande

la luna di Brema
si nasconde
nell’impossibilità
di occultarsi Continua a leggere

Guido Michelone intervista Valentina Diana

diana valentina FOTO
Valentina Dina è un’artista genuina, diretta, spiazzante e tale rimane anche prima, durante e dopo quest’intervista con risposte spesso brevi, che non lasciano spazio ad eventuali repliche, merito forse della sua attività multidisciplinare, con risultati espressivi sempre ad alto livello tanto nelle scritture quanto nelle arti performative. Ultima fatica è ora il romanzo Smamma, il cui titolo indica già la duplice valenza del libro: ‘smamma’ è voce del verbo smammare (= andare via, gergo usato dai giovani quando vogliono che un adulto prenda il largo) e smamma con la ‘s’ davanti a mamma diventa una non-mamma o una anti-mamma, ossia una madre con difficoltà nel rapporto con il figlio adolescente come accade alla protagonista del libro, del quale l’Autrice parla volentieri. Continua a leggere

57. Il destino

da qui

Fino a Natale, il Signore non si fece più sentire. Un silenzio annunciato – la verità, diceva, dovrà emergere da sola -, che lasciava sospesi sopra il nulla, costringendoci a vivere una prima, acerba autonomia. Continua a leggere

Filippo Ravizza, Nel secolo fragile

Giovedì 27 marzo, alle ore 18, alla Casa del Manzoni, Via Morone, 1, a Milano, presentazione della nuova raccolta poetica di Filippo Ravizza, Nel secolo fragile, LVF, 2014. Partecipano Gianmarco Gaspari e Mauro Germani. Sarà presente l’Autore. Presentiamo un assaggio della raccolta e due brani della prefazione e della postfazione.

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.73: Giovani e già maledetti? Aa. Vv. “Toscani maledetti”

Aa. Vv. Toscani maledettiGiovani e già maledetti? Aa. Vv. Toscani maledetti, a cura e con un’ Introduzione di Raoul Bruni, Prato, Piano B Edizioni, 2013

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di Giuseppe Panella

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Ventuno giovani scrittori under quaranta si allineano in ordine alfabetico in questo interessante volume antologico coordinato e introdotto da Raoul Bruni. Si va da Simona Baldanzi a Marco Simonelli in un’alternanza di storie più o meno lunghe (nel caso di Simonelli si riscontra l’eccezione di un poemetto narrativo) che intendono fare il punto su una generazione di “scrittori precari” e sulle loro potenziali variabili stilistiche e diegetiche.

Nella sua buona introduzione, Bruni dichiara esplicitamente di rifarsi alle intuizioni contenute in un ormai classico (quanto ormai non troppo facilmente reperibile) volume di saggi di Carlo Dionisotti[1]:

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La Bambina pugile a Pavia

La Bambina pugile di Chandra Livia Candiani prosegue il suo viaggio. Qui di seguito Andrea Cirolla ci racconta la presentazione del libro alla libreria Il Delfino di Pavia. Nel frattempo segnalo e invito vivamente a leggere un bellissimo testo di Livia Candiani sulla sua formazione, proposto in questi giorni da Giulio Mozzi su Vibrisse.

Il viola porta bene
di Andrea Cirolla

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La freccia e il cerchio. Intervista a Edoardo Sant’Elia

La freccia e il cerchio (The arrow and the circle), La scuola di Pitagora editrice, 2014

La freccia e il cerchio (The arrow and the circle), La scuola di Pitagora editrice, 2014

Puoi raccontarci il progetto “La freccia e il cerchio”?

La scintilla prima del progetto è stata una suggestione, l’eco, fermentato a lungo, di un aforisma della poetessa russa Marina Cvetaeva: “Il pensiero è una freccia. Il sentimento – un cerchio”. E’ partito tutto da qui, da questa sintesi estrema, fulminea: la freccia del pensiero che colpisce al cuore il cerchio del sentimento. Un’arma letale e chiarificatrice: la freccia; un oggetto piatto e misterioso: il cerchio. Un dualismo dialettico su cui ho costruito il percorso di una rivista internazionale bilingue (italiano/inglese) di filosofia, letteratura, linguaggi che, in otto tappe, volta a volta ruota attorno ad un duplice tema, altrettanto dialettico. La griglia, scandita dagli anni di uscita, va a comporre due quartine:

2010. Automa/Anima
2011. Memoria/Limite
2012. Festa/Famiglia
2013. Specchio/Maschera

2014. Assenza/Voci
2015. Destino/Numeri
2016. Illusione/Indizio
2017. Nemico/Scelta

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E dicono

da qui

E dicono che non esiste, quando
il sole sorge senza giudicare
i buoni ed i cattivi, quando il campo,
arido d’estate, bagna la pioggia,
riempiendolo di fiori, quando il vecchio
questuante col bastone ti sorride,
chiedendo come stai. E ancora vanno
dicendo che non c’è, sebbene il mondo
seguiti a girare come se niente
fosse, come se il potente cessasse
di prevaricare, come se l’alto
non schiacciasse il basso, l’uomo la donna,
il ricco il povero. Ancora dicono
che non esisti, nella frenesia
di fare e di comprare, ma sei lì,
come la pioggia e il sole, lì, poesia.

Le latitudini del metodo: Ezio Raimondi e la critica letteraria

Raimondi
di Giuseppe Panella

«Il nesso storico in cui si manifesta un’opera letteraria non è una sequenza di eventi fattizia, autonoma, in grado di esistere anche indipendentemente da un osservatore. Il Perceval diviene un evento letterario solo per il suo lettore, per chi legge quest’ultima opera di Chretien ricordando quelle da lui scritte prima, osservando ciò che vi è in esso di caratteristico in rapporto a queste o ad altre opere che già conosca, e che in questo modo acquisisce un nuovo metro di giudizio che potrà applicare alle opere successive. Esso può continuare ad agire solo dove è ancora o di nuovo recepito dai posteri: dove si trovano lettori che fanno nuovamente propria l’opera del passato o autori che vogliono imitarla, superarla o rifiutarla»
(Hans Robert Jauss, Perché la storia della letteratura?) Continua a leggere

Gualtiero Jacopetti. Graffi sul mondo

Graffi sul mondo
di Stefano Loparco

Gualtiero Jacopetti «Fascista», «razzista», «sadico» e ancora, «cronista della feccia del mondo», «necroforo dell’immagine» e «manipolatore della realtà»: al di là di un lunghissimo curriculum professionale, gli strepitosi incassi dei suoi film e la popolarità raggiunta, per la critica cinematografica di mezzo mondo, Gualtiero Jacopetti è stato e resta un ‘fascista’. Punto e a capo. Continua a leggere