Chandra Livia Candiani, La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore

E’ in libreria dal 4 marzo La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore di Chandra Livia Candiani (Einaudi 2014). E’ mia intenzione seguire con cura questo libro e tornare a parlarne, per intanto ne do con gioia l’annuncio e segnalo che così ne saluta l’uscita Andrea Cirolla su Minimaetmoralia:

… esce un bel libro… un libro importante per me e per il raccolto séguito dell’autrice, un gruppo di lettori fedeli e accaniti…

Sono anch’io tra coloro che pensano che La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore sia non solo il libro più alto di Livia Candiani, ma anche uno di quei libri ci saranno cari non per il posto che andranno a occupare negli scaffali delle biblioteche, ma per lo spazio che avranno nella nostra vita. E’ mia convinzione infatti che con la sua nuova raccolta Livia Candiani ci abbia dato la poesia di cui il nostro tempo ha bisogno.

Non è un’opera letteraria di quelle rappresentabili solo “come un oggetto linguistico chiuso, autosufficiente, assoluto” (Tzvetan Todorov, La letteratura in pericolo), è un libro da portare con noi nel mondo e in cui il lettore ritroverà una sensibilità sorgiva e una grande libertà formale che, per dire dolori e gioie del mondo, traggono dal silenzio parole di profonda e penetrante bellezza.

Quando la poesia ci dà libri come questo, appaiono come pura accademia i discorsi sulla crisi della poesia e perdono senso i conflitti delle poetiche, torniamo allora all’evidenza che davvero la poesia, quando è vera poesia, “salva la vita“.

Ma “Tutto può essere detto, e di conseguenza scritto, a proposito di tutto…” ci avverte George Steiner. “Il discorso non può essere né verificato né rifiutato in modo rigoroso… Questa rottura del patto tra parola e mondo costituisce una delle poche rivoluzioni autentiche dello spirito nella storia occidentale e definisce la modernità stessa” (Vere presenze). Quale criterio di verità, allora, se non bastano le parole, se si rischia il chiacchiericcio che rende tutto uguale a tutto?

Io suggerisco un fatto. “La poesia ricordata, lo spartito che suoniamo dentro di noi, sono i guardiani… di ciò che è durevole” dice ancora Steiner. Lo stesso dice Marina Cvetaeva: “Il giudice: il futuro” (Il poeta e il tempo). Allora un criterio che propongo è questo: facciamo un esperimento. Leggiamo questi versi e, proiettandoci con l’immaginazione nel futuro, proviamo, se riusciamo, a dimenticarli.

L’universo non ha un centro,
ma per abbracciarsi si fa cosí:
ci si avvicina lentamente
eppure senza motivo apparente,
poi allargando le braccia,
si mostra il disarmo delle ali,
e infine si svanisce,
insieme,
nello spazio di carità
tra te
e l’altro.

*

Dalla quarta di copertina

Le poesie di Chandra Livia Candiani si rivolgono spesso a un tu variabile, che di volta in volta si riferisce a persone presenti o assenti, prossime o lontane nello spazio e nel tempo, o ancora: comunità in potenziale ascolto, entità non individuabili, la morte, parti dell’io poetante («Io ti converto in fame / mio silenzio»).

Ma questo tu assomiglia molto a un noi creaturale che accomuna dèi, uomini e cose in una sorta di fratellanza universale in cui l’insistenza pronominale funge più da invocazione che da individuazione. O da «istruzioni per l’uso», come nella splendida Mappa per l’ascolto («Dunque, per ascoltare / avvicina all’orecchio / la conchiglia della mano») o la corrispondente Mappa per pregare.

Della stessa serie «pedagogica» è la strofa di «istruzioni per abbracciarsi» che abbiamo messo in copertina. Chi parla, in questi casi, è una voce sapiente ma non saccente, un soffio leggero con la forza di un vento impetuoso: il risultato di una efficacissima miscela di linguaggio quotidiano e metafore evocative, colloquialità e schemi anaforici sacrali.

Nel libro ci sono anche poesie sulla parte infantile di sé (secondo lo schema io-tu-noi-tutti) da coltivare o recuperare, poesie sul silenzio, sul desiderio; bellissime quelle sul lutto, declinate in varie fasi della raccolta, che sembrano contenere il massimo di precisione proprio quando i rapporti tra presenze e assenze sembrerebbero entrare nelle zone della vaghezza e dell’oscurità.

Le tre sezioni della raccolta sono come abbracciate fra loro, con poesie che sembrano uscire da una sezione per abitarne un’altra: un segno nel libro che ben rappresenta quel rapporto fra distinzione e unità che la poetessa indica anche fuori dal libro.

5 pensieri su “Chandra Livia Candiani, La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore

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