Beatles e libri (cinque nuove proposte)

Beatles immagine
di Guido Michelone

Durante l’aprile di mezzo secolo fa, i Beatles in America posseggono ben cinque 45 giri ai primi cinque posti delle classifiche, un record ancora imbattuto. Il 6 luglio per l’anteprima a Londra del lungometraggio comico semi-autobiografico A Hard Day’s Night (Tutti per uno) da loro interpretato (con la regia di Dick Lester) la città è invasa da decine di migliaia di fans in delirio: è la summa della beatlesmania. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.78: L’altrove della vita, il senso della poesia. Su “Achille Serrao”, antologia a cura di Luca Benassi

Achille Serrao, antologia a cura di Luca BenassiL’altrove della vita, il senso della poesia. Su Achille Serrao, antologia a cura di Luca Benassi, Novi Ligure (Alessandria), Puntoacapo, 2013

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di Giuseppe Panella

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Il punto di partenza della notevole Introduzione di Luca Benassi all’antologia di poesie di Achille Serrao uscita in limine mortis è la suddivisione in tre parti dell’evoluzione poetica dello scrittore romano (ma nato da una famiglia originaria di Caivano).

In questa triplice articolazione di moduli espressivi si può individuare il segreto rivelato della scrittura di Serrao e l’indubitabile fascino del suo mutamento di prospettive di poetica:

 

«Ad una prima fase legata all’ermetismo, all’interno della quale scorrono sottotraccia gli apporti del simbolismo e del surrealismo francese, ancorché mediati dall’esperienza luziana, segue nel 1987 l’adesione ad uno sperimentalismo che sembra voler far piazza pulita della scrittura precedente. Ed infatti, dopo aver accumulato materiali ed esperienze, ed aver pagato il debito con i propri padri (Montale e Luzi fra tutti), Serrao si accorge della compressione e dell’imbrigliatura delle strutture canoniche della poesia, orientandola alla forma poema e verso un tentativo di commistione e recupero della prosa. Si tratta, in realtà, di una stagione breve, inquieta e necessaria, che però si sviluppa maggiormente nell’esperienza in prosa, nel racconto, spesso (ir)risolto nel paradosso, nello smascheramento dell’assurdità della realtà borghese. Il 1990 vede la svolta dialettale»[1].

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Provocazione in forma d’apologo 264

Un vegetariano, appartenente a una famiglia di vegetariani, nondimeno sognò di andare a pescare e di prendere una grossa trota, la quale, non appena tratta dall’acqua, subito si mise a dirgli:
“Ti prego di non pescarmi, e soprattutto non mi mangiare, perché sembro una trota ma non lo sono”.
Ma l’uomo, sempre nel sogno, pensò a un espediente di quella per evitare la cattura, sicché la pose nel paniere e la portò a casa, dove la moglie la cucinò e la servì in tavola. Tutti la trovarono ottima, meno l’uomo, cui parve non cattiva ma strana, assai strana.
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Vivalascuola. Adotta la LIP

Intesta

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Sete di giustizia e diritto all’oblio. Una riflessione

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L’uomo che ha ucciso Yara Gambirasio è un figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, autista morto nel 1999. Il suo Dna è compatibile con una macchia di sangue trovata sul corpo della ragazza. Guerinoni dunque è il padre di “Ignoto 1”, il killer, di cui si sa tutto. Manca solo il suo nome.
E invece di suo padre si sa il nome e non solo. Suo padre, morto nel 1999, non poteva immaginare che un giorno un suo figlio potesse essere un killer. Forse Giuseppe Gurinoni non sapeva neppure di avere un figlio, un figlio illegittimo, nato da una relazione clandestina. Un peccato oppure, chissà, un amore impossibile, di cui pochi o nessuno avrebbe portato il segreto. Ed invece la vita di questo pover’uomo, scomparso da quindici anni, è traboccata fuori dall’oblio, è riemersa dai fondali oscuri delle storie familiari, tirata fuori dal legittimo desiderio di giustizia di fronte all’assassinio orrendo di una ragazzina.

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La migliore Svezia filmica al Nordic Film Festival di Roma 2014

vi horizontalSi è da poco conclusa la nuova edizione del Nordic Film Festival di Roma, manifestazione organizzata dalle cinque nazioni scandinave (Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda) per accorciare le ormai comunque brevi distanze tra Italia e Nord Europa. Una vera manna per cinefili raffinati, che anche per quest’anno  hanno affollato la Casa del Cinema di Roma spesso non riuscendo a guadagnare uno dei posti di ingresso, peraltro sempre gratuiti – in questo senso, varrebbe forse la pensa di ripensare alla struttura del festival, cercando di distribuirlo su più sale. Il merito del tutto esaurito è da attribuire a una produzione filmica molto varia, di grandissima qualità, e ben ragionata e articolata dalle rappresentanze delle nazioni ospitanti. Curatissima la selezione: si può andare a una proiezione senza avere neanche idea di quale sia il film in programma. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.77: Dall’interno del corpo. Stefano Vincieri, “Dietro le quinte”

Stefano Vincieri, Dietro le quinteDall’interno del corpo. Stefano Vincieri, Dietro le quinte, presentazione di Valerio Nardoni, Firenze, Passigli, 2013

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di Giuseppe Panella

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Scrive Valerio Nardoni nella sua accorta Presentazione di questa quarta raccolta di Vincieri[1] che:

 

«In questo suo ultimo libro Stefano Vincieri, da dietro le quinte, assiste al crollo del corpo nel tempo e quello della parola nel silenzio, leggendo questo doppio movimento come un’unica danza verso il nulla, da cui è necessario risollevarsi. Come una ballerina che avesse inciampato durante uno spettacolo e dovesse ripartire sotto gli occhi di tutti, la caduta del poeta è il suo ritrovarsi in un insopportabile silenzio, con l’adrenalina dei sensi che si risvegliano e protestano tutti insieme»[2].

 

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L’abito

da qui

Se solo per un attimo vedessi,
se quasi per errore, in un momento
d’inavvertenza, una felice svista
ti permettesse di guardare dentro,
oltre quel muro umido e scrostato,
se si aprisse una breccia all’improvviso
e toccassi con mano il sentimento,
il fuoco sempre acceso, quella voce
di silenzio sottile che è lo Spirito
Santo dentro me, se solo sapessi
quanto cielo è capace di abbracciare
la terra che lo aspetta, non saresti
il diavolo muto, esperto d’atti
mancati, l’abito che, in fretta, vesti.

Un film che invece abbiamo visto: “Piccola Patria” di Alessandro Rossetto

piccola patriaChristian Raimo, uno dei migliori intellettuali in circolazione, ha lanciato quasi un guanto di sfida su questo film, scrivendo un pezzo per Minima&Moralia dal titolo “Un film che probabilmente non vedrete”, facendone ipso facto un dovere quasi etico. Ieri sera, al Cinema Aquila di Roma Pigneto, proiezione speciale con regista (Alessandro Rossetto) e parte del cast, sperando che dopo gli sgambetti della distribuzione – nonostante la buona accoglienza allo scorso festival di Venezia – questo film possa trovare il suo (giusto) pubblico. Continua a leggere

Bruno Neri, il calciatore partigiano

neri

Mimmo Mastrangelo

Bruno Neri, che qualche anno dopo dovrà fare la scelta della montagna ed abbracciare la lotta partigiana, non poteva alzare il braccio in ossequio al regime fascista e in uno stadio che veniva dedicato allo squadrista Giovanni Berta. L’evento (e il rituale) proprio non stava nelle corde del mediano già terzino della Fiorentina. Era il 10 settembre del 1931, a Firenze si inaugurava l’avveniristico stadio progettato dall’ingegnere Pier Luigi Nervi. In campo per una amichevole la squadra viola e il Montevarchi.
Come si può vedere in una foto Neri è l’unico tra i giocatori allineati sul campo prima del fischio d’inizio a non fare il saluto romano dei fascisti. Continua a leggere

Manuel José Arce Leal (Guatemala, 1935-1985) Un cráneo en la sombra

henri-cartier-bresson-cairo-1950

¿Dónde poner la cabeza?
Me dijeron:
-los pies sobre la tierra.
las alas en el viento
y las manos arriba!
¿Y la cabeza?
Se ha tejido teorías, se ha fabricado hipótesis:
-la cabeza debajo del sombrero
encima de los hombros;
al final del cogote;
detrás del mecapal;
bajo el cuchillo de la guillotina;
al encuentro de un tiro de pistola;
en medio de laureles;
bajo la lupa de un sicoanalista.
¡pero nunca en tus manos,
nunca en tu regazo,
nunca en la almohada, al lado de la tuya!
Y de no ser así
¿cómo justificarla?
ya no es bastante sólo decir:
gracias a ella existen las industria
de peines, de analgésicos, de anteojos,
libros y barberías,
los dentistas, los oculistas y los narizólogos
¡tanta gente viviendo de este redondo y complicado fruto!
Pero al final de cuentas
yo sólo estoy aquí preguntando una cosa:
si no es entre tus manos, si no es en tu regazo,
si no es sobre tu almohada, al lado de la tuya
¿dónde poner, entonces, la cabeza? Continua a leggere

“BUONA LETTURA” 4 – “ANTONIO RUBINO. LA COLLEZIONE DEL MUSEO CIVICO DI SANREMO”

di Mara Pardini

Buona lettura è uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina, ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Copertina-RubinoL’estro di amante della pittura e della parola – illustratore sorprendente, elegante autore di libretti e commedie, disegnatore fra i più fulminei e penetranti – è modulato sul diletto di trasformare in schizzi e in versi tutto ciò che lo attrae.
Antonio Rubino (Sanremo 1880; Bajardo 1964) ama creare divertenti giochi fonetici e fantastici universi con un realismo insieme magico e profetico, efficacissimo per la sua estrema semplicità.

Il capriccio del segno e del verso è il nocciolo da cui sono germogliate le sue opere, tra favole e canzonature: dalle illustrazioni dell'”Avanti” e de “L’auto d’Italia” a quelle de “Il Risorgimento grafico” e “La Lettura”; dai lavori per il “Giornalino della Domenica” a quelli per il “Corriere dei Piccoli”, di cui diventa autore di punta pubblicando molte rubriche e dando vita a quei personaggi che lo renderanno il più noto creatore di tavole per l’infanzia: Quadratino, Pino e Pina, Italino, Polidoro Piripicchi, Lalla e Lola, Grufoletto, ecc.
Senza dimenticare i numerosi volumi arricchiti da personalissime illustrazioni (“Coretta e Core”, “Viperetta”, “Fil di sole” solo per citarne alcuni), gli accattivanti manifesti pubblicitari realizzati per molte ditte commerciali, i film di animazione come Nel paese dei ranocchi, il cortometraggio a colori premiato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1942. Continua a leggere

70. L’eredità

da qui

La bella pagina di Dietrich Bonhoeffer, sulla distinzione tra amore psichico e spirituale, era utile non solo a confermare le intuizioni dei momenti di preghiera, ma anche per chiarire ulteriormente il rapporto tra noi due. Continua a leggere

Narda FATTORI – “Cambiare di Stato morire di natura”. Recensione di Luigi Paraboschi

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Cambiare di Stato
morire di natura
di Narda Fattori
ed. CFR- Poiein
E’ questo il quarto libro che ricevo -grazie alla sua cortesia ed amicizia- da Narda e confesso che mi sono occorse diverse letture abbastanza ravvicinate
nel tempo per non lasciarmi coinvolgere troppo dalla iniziale emotività e mettere quindi sotto controllo il desiderio di attaccarmi al telefono per inviarle banali parole di incoraggiamento, anziché alla scrivania per redigere un giudizio che, come al solito, non vorrà essere critico sul piano estetico ma cercherà invece di essere un po’ esplicativo, ammesso che i versi di Narda abbiamo bisogno di essere interpretati, e non, come invece penso, condivisi ed amati, perché a me sembra che la sua poesia possa essere considerata tra le più incisive dei nostri anni. Continua a leggere

La barba d’oro di Godot, di Augusto Benemeglio

La barba
di Abele Longo

Conosciuto anche con il nome d’arte di Augusto Buono Libero, Augusto Benemeglio nasce a San Buono (Chieti) il 22 agosto 1943. Presto orfano di madre, vivrà a Roma con la nonna paterna mentre il padre, e a cui dedicherà il poemetto Ultimo tramonto in Sudafrica (2008), si trasferisce in Sudafrica. Si arruola in Marina e nel 1977 sbarca in quella che sarà la sua terra elettiva, il Salento, a Gallipoli, città di molti dei suoi libri, come il romanzo L’isola e il leone (1984) e la favola L’isola della luce (1992), oltre che di lavori teatrali come La Santina di Gallipoli (1994). Continua a leggere

Nuovi racconti della Bettola, Paolo Lezziero

Lezziero
Chi conosce le altre storie che la Bettola Vecchia ha ispirato a Paolo Lezziero (Storie della Bettola Vecchia; La lucciola, l’Adriana e altri racconti; tutti editi da La Vita Felice) leggendo questi nuovi racconti forse trasalirà: certo, la Bettola c’è; ma dove sono andate a finire le storie? Continua a leggere

La fede nel web, i credenti 2.0 tra app, social e tablet

Eta Beta
www.etabeta.rai.it
Papa Francesco in testa alla classifica dei personaggi più presenti su Tweet. Sacerdoti che postano online la messa perché sia condivisa su facebook. Applicazioni per pregare con il telefonino. Sono soltanto alcuni aspetti del nuovo rapporto tra fede e tecnologia emerso nei tempi dei social network. Quali sono le conseguenze, le opportunità, ma anche i rischi?
Ne parliamo nella nuova puntata di Eta Beta in onda lunedì alle 14.05 su Radio1 Rai.
Intervengono: padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà cattolica, autore di Cyberteologia, Web 2.0 e del libro intervista a Papa Francesco, La mia porta è sempre aperta; Andrea Tornielli, vaticanista de La Stampa, curatore del sito Vatican Insider e del blog Sacri palazzi; Paolo Padrini, ideatore dell’app i-Breviary, per aggiornare le preghiere del giorno sul cellulare; Fabrizio Centofanti,sacerdote che riprende le sue omelie e le posta online sul sito Gesù per atei; Alessio Jacona, giornalista esperto di app e social media.
Per commentare l’attualità sul mondo che innova c’è invece l’economista Luigino Bruni, autore del libro L’economia con l’anima.
http://www.radio1.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-1820ea2e-f28a-406b-8f84-1c9199a2901a.html