Guido Michelone intervista il Duo Gazzana

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Natascia e Raffaella Gazzana sono due splendide ragazze, note semplicemente come Duo Gazzana, che, partite da Sora, in provincia di Roma, hanno raggiunto in breve tempo, la fama internazionale nell’ambito della musica classica, quali raffinate interpreti degli ardui repertori novecenteschi; lo dimostra il loro più recente cd dal sobrio titolo ‘Duo Gazzana’, che in copertina reca, oltre al loro, reca solo i nomi dei grandi musicisti eseguiti: Poulenc, Walton, Dallapiccola, Schnittke, Silvestrov; l’album è pubblicato nella collana New Series dalla prestigiosa casa bavarese ECM, che proietta il duo in un panorama cosmopolita, senza fare perdere a entrambe la genuinità e l’immediatezza della gioia di suonare, come si può arguire da quest’intervista, dove Natascia e Raffaella rispondono assieme o a turno sui valori della musica e su tanti diversi argomenti.

Così, a bruciapelo chi è o cos’è il Duo Gazzana?
È un duo di musica da camera costituito dalle sorelle Natascia, violinista e Raffaella, pianista.

E chi sono Natascia e Raffaella Gazzana?
Rispettivamente una violinista e una pianista.

Parliamo del nuovo cd per la prestigiosa ECM.
Raffaella: Nel nuovo cd abbiamo voluto presentare opere incentrate sull’utilizzo e la rielaborazione di forme tratte dall’antico, rivisitate in chiave moderna da compositori del XX e XXI secolo. Tutto questo in linea con la nostra etichetta ECM, da sempre attenta a presentare al pubblico un repertorio poco consueto.

Un repertorio contemporaneo: è ancora difficile proporre oggi il Novecento (e oltre)?
Raffaella: Dipende molto dal tipo di repertorio che si propone, ma più in generale dalle singole stagioni di concerti o dai Paesi in cui ci si esibisce. In Italia per esempio si predilige un repertorio “classico”, all’estero non abbiamo difficoltà a presentare programmi con tanto ‘Novecento’ e oltre.
Natascia: Nei nostri recital amiamo proporre sempre, accanto ad un repertorio più noto, composizioni meno eseguite in pubblico ma altrettanto degne di essere ascoltate e per noi fonte di stimoli continui. Lo stesso abbiamo voluto fare nel cd, per quanti vorranno ascoltarci.

Sembra che negli autori di oggi (Silvestrov, ma non solo) torni una sorta di neoromanticismo o comunque un linguaggio tonale o il recupero della forma: siete d’accordo?
Natascia: Silvestrov negli anni Sessanta attraversò una fase dodecafonica e in seguito approdò allo stile nel quale scrive attualmente. Schnittke adottò il polistilismo dopo aver scritto e aderito alla dodecafonia. Due esempi tratti dalle vicende di due compositori presenti nel nostro cd, per dire quanto sia giusto e naturale, nella vita creativa di un artista, attraversare diverse fasi stilistiche e viverle intensamente. L’avvicendarsi di stagioni stilistiche diverse e in alcuni casi il ritorno alla melodia o a un linguaggio più tradizionale si può considerare un fenomeno del tutto naturale.

E per contro cosa pensate dell’avanguardia estrema?
Raffaella: Quando essa non è mistificazione gratuita, atta a provocare o ad attirare l’attenzione del pubblico, è una forma di espressione che riflette più o meno efficacemente le angosce e gli smarrimenti del mondo in cui viviamo.

Ci raccontate ora il vostro primo ricordo della musica?
Natascia: Svegliarsi al mattino con la musica di Beethoven, le prime lezioni di pianoforte di mia sorella, il suono incredibilmente bello del mio primo Maestro Fulvio Montanaro.

Ma quali sono i veri motivi che vi hanno spinte a diventare musiciste?
L’amore, la passione per la Musica!

E in particolare la scelta del violino per Natascia e del pianoforte per Raffaella?
Raffaella: Molto probabilmente per una questione di affinità. Sicuramente l’ascolto costante nella nostra famiglia, sin da piccolissime, di grandi musicisti quali Vladimir Horowitz e Isaac Stern ha influenzato le nostre scelte.
Natascia: Mi piaceva moltissimo ascoltare, con l’orecchio letteralmente incollato al pianoforte, i primi piccoli pezzi che suonava mia sorella.
Desideravo emulare Raffaella. Dalla mia “ossessione” per il passo di violino solo dal Lago dei cigni di Čajkovskij, i miei genitori capirono che forse il violino poteva essere il mio strumento.

Visto che l’ECM è un’etichetta soprattutto jazz, quali sono le idee, i concetti o i sentimenti che associate alla musica jazz?
Raffaella: Il jazz, se ben fatto, in maniera onesta e genuina, può evocare i sentimenti più svariati. L’incontro con Manfred Eicher, che è stato per noi un’eccellente guida al jazz del raffinato e ricco catalogo ECM, ci ha sicuramente aperte maggiormente a questo genere musicale cui eravamo poco familiari.

Tra i musicisti classici ascoltati dal vivo (in concerto) chi vi ha più impressionato?
Natascia: Sono per noi indimenticabili alcuni concerti che ascoltammo durante il periodo della nostra formazione in Svizzera: Radu Lupu in Brahms e Beethoven, Kremer e Maisenberg nelle Sonate di Schubert, Perlmann e Canino in recital a Ginevra (nel quale sentimmo per la prima volta la Suite di Schnittke). Più di recente Argherich, Muti, il Quartetto Emerson, Zimmermann, Schiff, Gil Shaham.

E tra i dischi che avete ascoltato quale porteresti sull’isola deserta?
Probabilmente per una breve sosta su un’isola deserta (e ci auguriamo che si tratti solo di una sosta breve!) ci accontenteremmo di ascoltare i suoni della natura: il canto degli uccelli, lo sciabordio delle onde del mare, il mormorare del vento… se la permanenza dovesse prolungarsi non esiteremmo a portare con noi qualche disco.

Fiato alle trombe, ovvero fuori i titoli, dunque!
Raffaella: i Quartetti per archi di Beethoven, la sua Settima sinfonia, il Requiem di Mozart, della musica da camera con pianoforte di Schumann e il suo concerto per violino, L’Apollo Musagete e l’Uccello di Fuoco di Stravinsky, Pelleas e Melisande e La Mer di Debussy, il Wozzeck di Berg, Vom Winde Beweint e Exil di Kancheli, Bagatellen e Silent Songs di Silvestrov.
Natascia: Il Concerto di Beethoven per violino, la Sonata di Bartok per violino solo, le Sinfonie di Mozart, le Cantate di Bach, la ‘Patetica’ di Caikovskij e poi chiederei altri dischi in prestito a mia sorella!

Quali sono stati i vostri maestri nella musica, nella cultura, nella vita?
Sono moltissime le persone che ci hanno arricchito e hanno contribuito alla nostra crescita spirituale. Senz’altro il primo e più importante esempio di dedizione e di costanza è stato quello nostri genitori, entrambi insegnanti di materie letterarie nei licei. La famiglia e gli affetti sono le basi più solide per affrontare un mondo così impegnativo, ma altrettanto bello.

E sul piano strettamente artistico-culturale?
Abbiamo avuto maestri di grande carisma e fama internazionale. Il caro Maestro Bruno Canino rimane il nostro costante punto di riferimento e nel ricordo i grandissimi Corrado Romano, Piero Farulli, Ruggiero Ricci. La nostra curiosità, inoltre, ci ha spinto a coltivare interessi diversi (lo studio del russo e del giapponese) e a condurre parallelamente a quelli musicali, gli studi universitari, conseguendo le lauree in Lettere presso La Sapienza di Roma: Raffaella in Musicologia, Natascia in storia dell’arte contemporanea.

Quanto la vostra bellezza ha contato nella carriera professionale, in un momento in cui anche la classica punta molto sullo charme delle interpreti?
Natascia: Come può notare dalle copertine dei nostri cd per la ECM, le foto ritraggono nel primo una bellissima pianta che si staglia contro il cielo chiamata “il fuoco della foresta”; nel secondo l’opera di un artista londinese: Max Franosch. Molte etichette focalizzano l’attenzione sull’avvenenza degli interpreti. La ECM anche in questo si rivela un’etichetta indipendente, che intende piuttosto incentrare l’attenzione sull’ascolto ed evocare, con le immagini bellissime delle sue copertine, il contenuto poetico dei propri cd.

Come vedete la situazione della musica in Italia?
Raffaella: Purtroppo, al momento, stagnante, poco interessante e in generale chiusa alle novità… ed è un vero peccato!

E più in generale c’è un problema della cultura in Italia?
Raffaella: Il problema di fondo è essenzialmente legato alla scarsa consapevolezza dell’importanza del nostro patrimonio culturale, alla noncuranza, alla sciatteria diffusa e alla mancanza di volontà perché ad essa venga dato il giusto valore. Una svolta significativa si potrebbe ottenere solo con un’accurata istruzione musicale nelle scuole.

Cosa state progettando a livello musicale per l’immediato futuro?
Natascia: L’immediato futuro prevede un nostro concerto a New York, nella prestigiosa Robert Miller Gallery di Manhattan, in cui presenteremo anche il nuovo cd. Dopo aver dato spesso recital in Europa, Africa, Oriente e recentemente anche in Nuova Zelanda, siamo molto elettrizzate all’idea di esibirci per la prima volta negli Stati Uniti!

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