Manuel José Arce Leal (Guatemala, 1935-1985) Un cráneo en la sombra

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¿Dónde poner la cabeza?
Me dijeron:
-los pies sobre la tierra.
las alas en el viento
y las manos arriba!
¿Y la cabeza?
Se ha tejido teorías, se ha fabricado hipótesis:
-la cabeza debajo del sombrero
encima de los hombros;
al final del cogote;
detrás del mecapal;
bajo el cuchillo de la guillotina;
al encuentro de un tiro de pistola;
en medio de laureles;
bajo la lupa de un sicoanalista.
¡pero nunca en tus manos,
nunca en tu regazo,
nunca en la almohada, al lado de la tuya!
Y de no ser así
¿cómo justificarla?
ya no es bastante sólo decir:
gracias a ella existen las industria
de peines, de analgésicos, de anteojos,
libros y barberías,
los dentistas, los oculistas y los narizólogos
¡tanta gente viviendo de este redondo y complicado fruto!
Pero al final de cuentas
yo sólo estoy aquí preguntando una cosa:
si no es entre tus manos, si no es en tu regazo,
si no es sobre tu almohada, al lado de la tuya
¿dónde poner, entonces, la cabeza?

Un cranio all’ombra

Dove posare la testa?
Mi hanno detto:
i piedi per terra
le ali nel vento
e le mani in alto!
E la testa?
Hanno formulato delle teorie, pensato delle ipotesi:
la testa sotto il cappello,
sulle spalle;
all’estremità della nuca;
dietro il mecapal
sotto la lama della ghigliottina;
incontro a un colpo di pistola;
in mezzo a una corona d’alloro,
sotto la lente d’ingrandimento di un psicoanalista.
Ma mai nelle tue mani
mai nel tuo grembo
mai sul guanciale, a fianco della tua.

E se non fosse così,
come si potrebbe giustificare la sua esistenza?
Non basta solo dire:
Grazie a essa esistono delle fabbriche
di pettini, antidolorifici, occhiali,
libri e barbieri,
dentisti, otorinolaringoiatri,
quante persone vivono di questo tondo e complicato frutto !

Ma ai fin dei conti
io sono qui per chiedere una cosa sola:
se non nelle tue mani, se non nel tuo grembo.
Se non sul tuo guanciale, a fianco alla tua,

dove posare allora la testa?

Traduzione di Stefanie Golisch

Ein Schädel im Schatten

Wohin mit dem Kopf?
Man hat zu mir gesagt:
Die Füße am Boden.
Die Flügel im Wind
und die Hände hoch!
Und der Kopf?
Man ersann Theorien, stellte Hypothesen auf:
den Kopf unter dem Hut;
auf den Schultern;
am Ende des Nackens;
hinter dem mecapal;
unter dem Messer der Guillotine;
einem Pistolenschuss entgegen gehalten;
in der Mitte des Lorbeerkranzes;
unter der Lupe eines Psychoanalytikers.
Doch nie in deinen Händen,
nie in deinem Schoß
nie auf deinem Kissen, nie neben Deinem!

Und wenn es nicht so wäre,
wie soll man da seine Existenz rechtfertigen?
Es ist gewiss viel über ihn sagen zu können:
Dank seiner gibt es Fabriken für
Kämme, Schmerzmittel, Brillen,
Bücher und Herrensalons,
Zahnärzte, Hals-Nasen-Ohrenärzte,
so viele Menschen leben von dieser runden und komplexen Frucht!

Doch letzten Endes
bin ich nur hier um eines zu fragen:
Wenn es nicht in deinen Händen, auf deinem Schoß
nicht auf deinem Kissen, neben Deinem ist:

Wohin dann bitte mit dem Kopf?

Traduzione di Susanne Detering

2 pensieri su “Manuel José Arce Leal (Guatemala, 1935-1985) Un cráneo en la sombra

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