Visione

da qui

Sì, lavorare stanca, soprattutto
quando il frutto del lavoro ti manca,
quando è strutto che ingrassa
il padrone esigente, la sua azienda
che spreme fino all’osso gli ingranaggi
umani. Eppure il sogno
di una casa comune, di un bisogno vero,
di una giusta gestione dei proventi
continua ad affiorare nella notte,
come un fantasma messaggero, come
una nave che appare, a fari spenti.

8 pensieri su “Visione

  1. …se è per quello, il lavoro può anche uccidere, quando in nome del contenimento dei costi o del profitto o della noncuranza, la prevenzione e la sicurezza vengono trascurati.
    Nel sogno di una casa comune, il lavoro è più produttivo quando è fatto con amore, in un ambiente umano e rispettoso, dove diventa bello rendere servizio, e dove c’è riconoscimento di quel valore aggiunto che è ogni persona. E una giusta, o quantomeno migliore gestione dei proventi, forse, arriverebbe più come spontanea conseguenza.

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  2. Ha ragione Pam,
    il lavoro è oggi un fatto drammatico : ci si ammazza se lo si perde,
    si è disposti a prostituirsi pur di trovarlo; senza lavoro l’uomo perde la sua dignità e
    forse anche la propria identità; senza lavoro crollano le stesse fondamenta della
    Costituzione italiana:”L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro”.
    .

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  3. Solo chi ha perso il lavoro sa, davvero, come si può calpestare il cuore ,l’anima e la mente di un uomo, che non ha più niente.
    Speriamo che Dio ci aiuti a non rivivere più un momento così buio della vita; perché la vita è un dono che nessuno ci può togliere!

    ernestina.

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  4. Le tante parole ascoltate oggi lasciano il posto ad una intensa preghiera che il sogno così ben descritto in questi versi diventi realtà. Grazie.

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  5. Che tutti i giovani e non giovani possano davvero trovare un meritato posto di lavoro perché il lavoro è un diritto e dignità per l’essere umano, Speriamo che intanto in questo settore la giustizia trionfi a breve.

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  6. Il bello di Gesù è che è di tutti, di chiunque lo cerca e lo invita. Se fosse questo il principio di vita di ciascuno di noi l’equità sarebbe base solida di una “ecclesia” in cui la parola utopia si tradurrebbe senza dubbio in eutopia, un luogo bello, per tutti, senza distinzioni di alcun tipo. Dobbiamo lavorare molto per questo, senza salario, meglio, il compenso sarà un abbraccio inaspettato proprio quando ci sembrerà di ritrovarci perdenti. Nel frattempo a ciascuno i propri compiti e le proprie responsabilità, perché la vita è troppo preziosa per bruciarsi in una piazza, fra le carte di burocrazie infinite e poltrone ben collocate , che vogliono godere ancora di una buona visione: come se tutto questo fosse un film.

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