76. Una liberazione progressiva

da qui

Il nostro cammino era alquanto travagliato; una volta, per sdrammatizzare, gli inviai uno sketch di alcuni noti comici: una parodia delle tragedie che calzava a pennello per il nostro caso.
Ogni tanto tornavamo a citarlo, e ridevamo di cuore. Nonostante l’atmosfera pesante, vi erano fasi in cui assaporavamo l’opera inattesa della Grazia, ammiravamo la maniera in cui Dio ci conduceva, con potenza, o con la sua inconfondibile ironia. Constatare la sua azione accresceva la fiducia nella nostra possibilità di assecondarlo: vivevamo un passaggio essenziale per raggiungere uno stadio diverso, più sereno e costruttivo, riaccendendo una speranza da cui scaturissero le energie per proseguire. Nelle sue catechesi, don Mario auspicava un’azione formativa mirata a partire dall’adolescenza, ben sapendo che impresa complessa fosse incidere nella vita di un adulto. Mi chiedevo in che modo si potesse intervenire anche più tardi. Lui si riferiva, ovviamente, a modificazioni radicali, quali neanche la terapia più agguerrita riesce ad ottenere. Arrivai a una conclusione provvisoria, frutto di esperienza personale: soltanto Dio è capace di sanare situazioni incancrenite. Credo anche che chiunque sia disposto a convertirsi possa sempre contare sul suo aiuto. Il punto è accogliere la sua pedagogia, e abbracciare un concetto di tempo inconciliabile col nostro.
Io e il mio compagno di viaggio trattavamo di frequente questi temi. Lui riusciva, attraverso i suoi carismi, a dispensare energia e vitalità, e a trasmettere spunti per preziose riflessioni senza essere pesante, anzi, strappando risate agli uditori con battute spiritose. Chi avrebbe potuto indovinare il disagio e la fatica sottostanti? Chissà quante persone hanno sofferto e soffrono per la distanza tra i dubbi e le fragilità interiori e ciò che appare agli occhi della gente: a volte sembra quasi impossibile accedere alla parte più intima della nostra identità. Notai che il divario si accentua nel mondo della consacrazione, e ciò valeva in special modo per la personalità del sacerdote che assistevo. Lo circondavano in molti, ma nessuno lo capiva veramente.
Sono sempre più convinta che il cammino di fede sgombri il campo da ciò che nega all’essere di esprimersi, e vedo solo adesso le profonde implicazioni di ciò che il Vangelo afferma con certezza: la Verità vi farà liberi.

13 pensieri su “76. Una liberazione progressiva

  1. “Lo circondavano in molti, ma nessuno lo capiva veramente.”

    ” Interrogato su che cosa sia un amico, disse: ” Un’anima sola che vive in due corpi “.

    (Aristotele)

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  2. Ci conoscono in molti ma nessuno sà veramente che siamo,
    Amore: “Tu solo conosci il cuore dei figli dell’uomo” (1 Re 8,39)

    Signore, Tu mi scruti e mi conosci
    Tu sai quando seggo e quando mi alzo.
    Penetri da lontano i miei pensieri,
    mi scruti quando cammino e quando riposo.
    Ti sono note tutte le mie vie;
    la mia parola non è ancora sulla bocca
    e Tu, Signore, già la conosci tutta.
    Alle spalle e di fronte mi circondi
    e poni su di me la tua mano,
    Stupenda per me la tua saggezza,
    troppo alta , e io non la comprendo.

    Dove andare lontano dal tuo spirito,
    dove fuggire dalla tua presenza?
    Se salgo il cielo, là Tu sei, se scendo negli inferi, eccoti.
    Se prendo le ali dell’aurora
    per abitare l’estremità del mare,
    anche là mi guida la tua mano
    e mi afferra la tua destra.

    Se dico: “almeno l’oscurità mi copra
    e intorno a me sia la notte”;
    nemmeno le tenebre per Te sono oscure,
    e la notte è chiara come il giorno;
    per Te le tenebre sono come luce.

    Sei Tu che hai creato le mie viscere
    e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
    Ti lodo, perchè hai fatto di me
    una meraviglia stupenda:
    meravigliose sono le tue opere
    le riconosce pienamente l’anima mia.
    ( Salmo 139,1-14)

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  3. L’ironia, quella amorevole, il sorriso delicato anche quando sembra tutto così difficile, è un dono immenso, è grazia e prova che la speranza forte e perseverante riemerge su tante cose. E riuscire ad osservare un po’ da lontano, anche a pochi centimetri, quel noi stessi dolente, nella prova, arrabbiato, è già un passo verso altro, un aprirsi, tcercato, atteso, a ciò che le nubi nascondono.

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  4. Sconosciuti dagli uomini, conosciuti da Dio.

    Amore, che rimanga nella fessura della roccia, nascondiglio al tuo impervio volo, nel desiderio del tuo respiro divino: soavità sconosciuta al mondo, essenza della tua essenza.

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  5. Don Mario e te miavete smpre detto :credi nel Vangelo e divertiti! Avete sempre cercato di far crescere nella Fede me e Roberto ma sono smpre tanto lontana e ora più che mai mi sento una navicella in un mare in tempesta!Prego il Signore di accrescere la mia Fede !

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  6. Lo circondavano in molti, ma nessuno lo capiva veramente.

    “Lo riconobbero nello spezzare il pane”, come se prima non l’avessero mai conosciuto: anche questa, l’interpretazione che un po’ associo a questa frase, dopo aver ascoltato l’omelia di domenica scorsa.
    Ri-conoscersi dal / nel profondo, leggere nell’anima propria per poi entrare in quella dell’altro, mettersi sullo stesso piano e comprendere, condividere le stesse prospettive, un compito difficile, ma senza particolare importanza se non proveniente da un cuore illuminato, un atto fine a se stesso che dell’ uomo nasconde gli occhi, la calamita che trasmette ogni scossa della vita; un alto esercizio di spiritualità, il carisma sacerdotale cui spesso ci aggrappiamo, nella speranza, talvolta pretesa, di essere capiti e sostenuti nei momenti critici. Un “mestiere” a senso unico, quello del prete, l’uomo vestito di nero con il colletto bianco, che aspetta paziente anche solo per dare una sorriso, un varco sempre aperto, per molti riconosciuto solo al momento del bisogno.

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  7. Diciamo di essere sconosciuti agli altri quando l’abisso maggiore è quello di noi a noi stessi divorati come siamo dalla nostra stessa malizia e debolezza, tormento che scava il cuore, e non conosciamo neppure fin dove tutto questo possa portarci radicato com’è negli angoli dell’anima. Ma abbiamo anche il germe della risurrezione: “l’olio dolce e il sangue di Cristo” che suscita slanci, promesse e i voli che dispiega l’anima a gustare la dolce intimità celeste.
    Questo è l’uomo: mistero agli altri e a sè stesso, impasto di terra rossa e vitalità di soffio divino, amato dall’Amore oltre ogni misura per Chi misura non ha. Amore libero, eternamente librato sulla creazione, che richiama al divino giardino dove:

    “un tempo Dio mi visitava spesso
    adesso forse manda qualche angelo
    per vedere se reggo al mio dolore”.
    (A. Merini)

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  8. Nella vertice di incubi, corse infinite, le battaglie per sopravvivere nella giungla della vita, e sognamo e cerchiamo un po’ di serenità.Ma è difficile.Sempre c’è qualcosa,qualche male che con un chiodo ti ferisce che vuole che esci dalla strada di Pace e Verità. Ci vuole una grande fede per resistere nel Bene e Amore.

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  9. “La Verità vi farà liberi.”
    Dalla mia esperienza posso dire che la fede nella Verità aiuta a non arrendersi e sconfiggere il Male che sempre cerca di ferire.
    Nella vita si può sbagliare, siamo solo umani, però penso che dobbiamo fare custode di cosa più preziosa che abbiamo- nostra anima, è questo che il Male vuole possedere.

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  10. Si può indovinare che proprio nella leggerezza o nella luce di un sorriso spiritoso ci sia una conoscenza profonda, tanto profonda, della fatica e della sofferenza umane, e consapevole che quella lievità sia un conforto tutt’ altro che superficiale, ma una medicina, un sollievo e ala leggera di Dio. E’ grande e generoso chi muore persino alle proprie lacrime pur di regalare un sorriso e un momento di conforto agli altri, anche quando il voler bene è lì semplicemente per condividere tutto, anche il dolore, le difficoltà, i conflitti.
    Si vorrebbe indovinare che cosa c’è veramente dentro anche a un silenzio, uno sguardo sfuggente, una parola asciutta. Forse per questo il post mi rimanda a quella poesia sull’ abito, al guardare oltre il muro scrostato per cogliere il cielo che è capace di abbracciare la terra.
    Ecco, forse la libertà inizia proprio lì: nell’ oltrepassare il muro, sbriciolabile, degli atteggiamenti e dei comportamenti per accogliere ed essere accolti per quel Soffio, il nocciolo d’oro di ciò che si è nella vita.

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  11. @ Pam
    Hai ragione. Io in questi giorni difficili per me avevo capito profondamente vero significato e importanza di amicizzia. Non so come farei da sola, aiuto di amici, la loro presenza, sorriso, una parola, o un abbraccio mi hanno aiutato a sopravvivere. Come ha detto una delle mie amiche- dobbiamo essere umani. Sì, perché amore fa miracoli.

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