79. Un orizzonte nuovo

da qui

Faticavamo a trovare il passo giusto: bastava che lei fosse attaccata dal nemico per mettere in azione il meccanismo perverso dell’orgoglio, la presa di distanza che attizzava la paura di perdersi, il dubbio, l’orrore del vuoto scaturito dai fatti infelici del passato, che ancora gettava la sua ombra sulla pianta bisognosa di luce e di calore.
Fu questo che accadde il giorno dell’Epifania, in cui si sovrapposero la voce metallica di lei, che non riusciva ad accettarsi in quello stato, e la mia replica scostante ed irritata per quello che appariva un inspiegabile rifiuto. Tutta la strada percorsa fino ad ora era stata un’altalena fra opposti stati d’animo: la dolcezza dell’incontro, nei momenti in cui nulla riusciva a turbare la nostra sintonia, e l’asprezza del distacco, rovesciata sull’altro come arma preventiva, come antidoto a un presunto giudizio negativo. Avevo avuto un’intuizione: riconoscere insieme i cedimenti alla logica maligna – che tendeva a separarci – ed opporle la preghiera comune, che il Signore non tarda ad esaudire. Qualcosa sembrava ostacolarmi, ma la risposta arrivò il mattino dopo: avevamo meditato entrambi, prima dell’alba, conquistando uno sguardo più lucido su quanto ci accadeva. Le feci la proposta, convinto di disporre della formula vincente.
Mentre scrivo queste note, gli occhi s’imbattono nel poster di Piazza dei Miracoli: la torre pende, indecisa se cadere o continuare a svettare sopra il prato. Mi pare di vedere don Mario, accanto a me, con l’aria sorniona che metteva allegria nei momenti più difficili. Ha lo sguardo dritto avanti a sé, come chi scruta qualcosa da lontano, un orizzonte irraggiungibile alla vista del mondo. Mi rivolgo nella stessa direzione, cercando di seguire la linea dei suoi sogni e desideri. Vedo un volto, un’immagine di donna che mi porge un biglietto di colore rosa, ansiosa e trafelata, ma felice.

7 pensieri su “79. Un orizzonte nuovo

  1. “Dammi il supremo coraggio dell’amore di lasciare tutte le cose o di essere lasciato solo” (Gibran)
    E penso che avverrà, dal momento che mi chiami alla perfezione dell’amore, anche se ancora sono “inerme e gravato dal sonno”, tutto mi abbandona e Tu, celato al mio desiderio. Il mio pane è il dolore ma anche “anello di più profonde nozze” e Tu l’ inimmaginabile dovizia d’amore, la mia sovrabbondante esperienza del Tutto. Quando raccoglierai l’anima mia nella tua Anima divina, allora, “le imprese a lungo tentate”, saranno “torrenti di sole”.

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  2. Un uomo intelligente sa riconoscere sempre un nemico più forte di lui.
    Se deciderà di affrontarlo, sarà immediatamente sconfitto.
    Se accetterà le sue provocazioni, cadrà nella trappola.
    Allora egli decide di usare l’arte della diplomazia per superare la difficile situazione in cui si trova.
    Quando il nemico agisce come un irresponsabile, egli fa lo stesso.
    Quando lo chiama al combattimento, egli finge di non capire.
    Di fronte a tale comportamento gli amici gli dicono: “Allora sei un codardo.”
    Ma l’uomo intelligente non bada a questo genere di commenti; sa che tutta la rabbia e il coraggio di un uccello sono inutili di fronte a un gatto.
    In situazioni come questa, è necessario avere pazienza.
    Il nemico si stancherà ben presto e si allontanerà per provocare altri.
    Paulo Coelho

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  3. UN ORIZZONRE NUOVO

    Quello che rimane

    faccio quello che rimane
    ciò che resta per sempre
    lascio tutto quello che passa
    in un anno o in una notte
    costruisco con le mani d’uomo
    un destino preparato da Dio
    tutto m’affido a lui sapendo che lo spirito
    ci lega con nodi inestricabili
    eppure liberi nodi che uniscono
    il cuore del padre con il cuore del figlio
    non lascerò mai più che vincano
    le cose passeggere e le stoltezze
    del tenpo che finisce rimanderò a domani
    quello che non serve all’oggi eterno
    ( Fabrizio Centofanti – Nomen omen )

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  4. Il cammino è lungo e faticoso per vedere nuovi orizzonti; che in realtà, poi, sarebbero gli stessi, ma visti con gli occhi che sono in continua evoluzione, spesso diventano insoliti ed entusiasmanti, talvolta insostituibili, a volte, invece, continuano ostinati a far mostra del loro effetto “miraggio”. Fra le righe, i messaggi arrivano, vanno interpretati, elaborati, e le risposte sono comprensibili soltanto dopo un po’, quando ormai ti sembra che tutto sia passato. Sorridi in quel momento.

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  5. ORIZZONTE

    Il sogno è vedere le forme invisibili

    della distanza imprecisa, e, con sensibili

    movimenti della speranza e della volontà,

    cercare sulla linea fredda dell’ orizzonte

    l’albero, la spiaggia, il fiore, l’uccello, la fonte –

    i baci meritati della Verità.

    F.Pessoa

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  6. “…non riusciva ad accettarsi in quello stato”
    si dice: prendi la vita così com’è e goditi di quell momento. E’ bello, perché solo così possiamo essere felici. Soltanto che peso del passato, le nostre paure, mancanza di fiducia ci fa schiacciare e in cambio di essere felici soffriamo. E spesso siamo noi da soli che scegliamo di soffrire.

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