Valmadrera

Valsecchi
di Adelio Valsecchi

Questa lirica, dedicata a Valmadrera (LC) sull’onda di una “sottile nostalgia”, è un mannello prezioso di rimembranze dell’autore nato in questa valle nel 1947. Esprime il fascino di un luogo in cui i ricordi non si perdono, ma si affacciano a un nuovo sentire, a una nostalgia che non è rimpianto ma slancio, in quanto lascia intatta la nostra identità, in forza della quale seguitiamo ad essere ciò che siamo e ciò che eravamo.
L’autore rievoca incantato le sue radici, i profumi familiari di questa terra, i colori dell’aria, i profili indimenticabili dei monti che non sfuggono dalla coscienza di coloro che qui vedono la luce; descrive la laboriosità della sua gente onesta e pertinace.
Lo snodarsi dei versi, il ritmo espressivo delle raffigurazioni sono melodie essenziali. Non si sovrappongono. Formano un ordito e una trama lasciando il segno su chi, cresciuto in questo palcoscenico naturale, vi ritorna per sostare nell’età del disincanto, quando si vede la realtà con più distacco. E ammira questa vallata in cui si forgiano bellezza e profetica umanità.
Sono emblemi di una memoria che non scade, ma incidono su una cultura di valori che non disdegna la modernità, suscita fremiti e un rinnovato rinascimento in cui il tempo che scorre ci riconcilia a una vita ben vissuta.
E’ in questo Eden che si attingono nuove energie in un ascesi del cuore che va oltre “la soglia di ogni pensiero” verso l’Infinito come ineludibile speranza.

Sottile nostalgia

Quante evocazioni s’accendono
se sgrano la vita in un’immagine
che mi sobbalza dentro
con la furia dei ricordi.
E l’odore di vendemmia,
di salvia e rosmarino
che si scioglieva nell’aria,
ti abbraccia come un ospite di un luogo
dove giovinezza risorge
e si ritrova senza smarrimento.
Uno sguardo ai monti
e si riconoscono il Barro smeraldino,
le balze amiche dei tre Corni
che sovrastano la valle
in cui si sente il respiro di voci manzoniane
quando dall’una all’altra sponda del Lario
la brezza accarezza le vie paesane.
E nell’orizzonte degli eventi,
che hanno consumato la vita,
si stana dai nostri sogni
il desiderio di tornare bambini
per vagire di fronte a una memoria
che non è inutile possesso quando nel disegno
di questa stupefatta natura
riposano profonde risonanze interiori:
si libera il profumo del pane che correva lungo i vicoli,
si scorge il volto pulito degli amici d’infanzia,
la gente generosa e caparbia,
riaffiora il guizzo delle anguille nel Rio Torto
quando uno spirito eroico ci pervadeva,
vagheggiando l’oceano a caccia di Moby Dick
e lungo le rampe di San Martino
si avverte ancora l’eco di canti mariani a tutta gola.
Da questa sottile nostalgia
possiamo sempre ripartire
verso il destino che ci attende.
E la quiete
diventa la soglia di ogni pensiero.
Per te, Valmadrera.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.