84. Il cuore

da qui

La prospettiva che il sacerdote auspicava, nella nostra relazione, era bella e stimolante.
Di strada ne avevamo fatta, con momenti problematici, sprofondati nei meandri della psiche. Io avevo accolto e offerto le amarezze che il Signore permetteva, lui aveva chiuso con legami tanto insidiosi quanto intensi.
Soffrivamo, gustavamo l’azione del Signore nella nostra storia, scoprivamo i trucchi che il nemico mette in opera per distruggere i piani della Provvidenza. Lo scambio tra di noi era sempre fitto, e spesso costruttivo. Quante cose avevamo imparato in tutto questo tempo! Cos’altro doveva accadere per rendere concreta un’intesa potenziale?
Dobbiamo solo crederci, diceva: il futuro avrebbe risposto, prima o poi, a tutte le domande. Speravamo che la fase dell’attesa non prendesse proporzioni bibliche, perché avevamo l’impressione che stavolta non avremmo retto.
Immaginavo che la soluzione concernesse in qualche modo la bellezza: non quella fatta di apparenze esteriori o piaceri contingenti, ma quella presente nel Progetto, pensato da Chi, di bellezza, se ne intende più di tutti.
Lui, da poeta, perseguiva l’armonia; io, spoglia di talento artistico, ne ero comunque molto attratta. Forse, finché non avessimo compreso la ricchezza di ciò che vivevamo, non avremmo raggiunto il nostro scopo. Gli attributi dell’essere, ricordava don Mario, sono il bello, il buono e il vero: se il cuore avesse colto la felice convergenza di queste coordinate, ce l’avremmo fatta.
Ho accennato alle prove che il Signore permetteva, collegate al mio dono della vita per i sacerdoti: se dovessi riassumerle in un termine, sceglierei “bruttezza”. Non a caso le intuizioni che gli comunicavo si riferivano alla repellenza del peccato e all’attrattiva dell’amore vero. La conversione del cuore: ecco che cosa ci serviva. La nostra conoscenza era cresciuta, la volontà si volgeva nella giusta direzione, ma senza un cambiamento più profondo, non avremmo realizzato il Progetto del Signore né avremmo potuto assaporare lo spessore dell’intesa, a cui lui tanto teneva. Il sacerdote sosteneva, in una delle sue poesie, che volontà e costanza sono nulla quando manca il cuore.

10 pensieri su “84. Il cuore

  1. “tu bellezza che eccedi
    su tutta la bellezza
    e nodo che riunisci
    due cose non uguali,
    io non so che ti sciogli,
    e perché? dai la forza
    che chiama Bene i mali.”

    Teresa d’Avila

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  2. Credo nella rivelazione dell’amore, che sconvolge la vita. / Senza questo non c’è niente. / Poi viene il lavoro, duro e tenace, / ma col soffio che spira, il flusso che trascina. / Credo nel cuore. / Senza questo non c’è niente. / Non venite a raccontarmi di volontà e costanza. / Non c’è volonta o costanza senza cuore. / Credo nella folgorazione che si chiama incontro, / per cui vale la pena patire il dolore. / Senza questo non c’è niente. / Quando ti presenti, oltre la nebbia del mio io, / ringrazio d’esserci, nonostante tutto. / Credo nella coincidenza che mi fa posare lo sguardo / al posto giusto e nel momento giusto. / Senza questo non c’è niente. / Quante volte ho desiderato quel verso, quella pagina, quel volto, / e proprio ora, quando meno me lo aspetto, leggo e vedo. / Non venite a raccontarmi che è soltanto un caso. / E se anche fosse, gli sarei grato / Come a un Dio che mi aspetta alla finestra, / con gli occhi sulla strada deserta, oltre la nebbia del mio io. / Ecco, in cosa credo. / Ora che la notte è scesa. / E il mio cuore finalmente vede.

    Fabrizio Centofanti

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  3. “Lui, da poeta, perseguiva l’armonia”

    “Il poeta è colui che vede con gli occhi del fulmine, nell’ atto sconvolgente della folgore.
    Quando è vera poesia, è un dovere chiedersi in che cosa consista la sua diversità dalla profezia”.
    (D.M.Turoldo)

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  4. LA BELLEZZA DEL PROGETTO

    Tu crei: continuamente crei la bellezza di quando fai nuove tutte le cose, e sollevi cieli e terre nuove, con la tua voce di silenzio: Parola, mai finita di dire: Amore.
    Bellezza è quando ti aprirai come un cielo sull’anima mia “mentre lo Spirito impazza nella mia nuova creazione” e accende il mio rovo per far ardere i miei giorni nella tua volontà: bellezza sfolgorante, il sole della tua volontà, sul frammento del mio cielo.

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  5. Capire senso e il motivo di questo che succede nella nostra vita, non mi sembra sbagliato. Dio ci ha donati noi nel cervello per utirizarla. Capire senso di nostra vita è come capire e andare con Progetto di Dio.
    Ma per capire ci vuole anche il cuore, perché nel cuore è nascosto il segreto.

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  6. “Lo scambio tra di noi era sempre fitto, e spesso costrittivo”

    perché amore dovrebbe essere costruttivo e stimolante

    “Quante cose avevamo imparato in tutto questo tempo!”
    tirare fuori di se tutto che migliore, fino a sorprendersi

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  7. “La gioia esiste e vive e voi la conoscete, la accogliete nella vostra casa, la custodite coi vostri gesti di festa.”

    Giovanni Paolo II

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  8. Il suo battito traccia già dalle primissime settimane dello sviluppo embrionale, non si può niente senza il cuore. Batte ogni attimo e accoglie la vita che, felice o meno, insaziabile o appena compiaciuta, saluta, ringrazia o si infuria; vita che in qualunque occasione potrebbe incontrare il Suo battito, sempre vivo e aperto all’incontro.
    A questo proposito vorrei sottolineare il pensiero finale della messa di ieri che mi ha particolarmente colpito: dall’altare il sacerdote ha una visione generale e completa dell’assemblea e ha modo di notare in ciascuna persona sofferente – conoscendone le storie – il proprio stato d’animo, la propria tristezza; è stato bello ed emozionante il suo invito nell’essere tutti più attenti nel cogliere nello sguardo o in un gesto, le sfumature avverse della vita, soprattutto di chi non conosciamo. Una bella prova di condivisione, in quella che sia chiama comunità. Nell’attimo in cui ci accorgeremo sarà festa.

    volontà e costanza sono nulla quando manca il cuore.
    Ma questa esortazione non è già figlia del cuore?

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  9. “Dobbiamo solo crederci, diceva..”

    “Signore Gesù Cristo che hai detto ai tuoi apostoli: vi lascio la pace, vi do la mia pace, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede di ogni uomo oggetto del tuo amore e dona al mondo intero unità e pace secondo la tua volontà.”

    “In ricchezza e in fortuna,
    in pena e in povertà,
    nella gioia e nel clamore,
    nel lutto e nel dolore,
    nel freddo e nel sole,
    nel sonno e nell’amore.
    Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
    Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.”

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