LE NOSTRE DIMISSIONI DALLA “LIPS” PER RILANCIARE IL POETRY SLAM

ioslam

Vi ripropongo dopo le polemiche sorte, e dopo aver raccolto alcuni pareri (anche di natura legale), il mio articolo con alcune piccole modifiche che non ne mutano la sostanza. Certamente i toni non sono quelli di una educanda, ma non intendo offendere nessuno da un lato e dall’altro non posso rinunciare certo alla mia libertà di espressione. Esiste per fortuna in Italia la possibilità di esprimersi e criticare, voler bloccare tutto questo non è degno di una comunità di intellettuali. E come scrivevo ieri se siamo finiti nell’ex-DDR vi prego datemi una Trabant. Ognuno elaborerà la sua opinione su quanto ho scritto e certamente gli interessati hanno modo di replicare in questa e in altre sedi della rete se lo desiderano. Per me questo articolo è il resoconto necessario di una esperienza che si chiude e non il desiderio di contribuire nuovamente a questo dibattito.

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La LIPS è l’associazione che alcuni poeti hanno fondato per unire il poetry slam italiano. La proposta di federazione viene da me lanciata o rilanciata con successo proprio da questo blog in un articolo del 27 novembre 2012. In seguito assieme a Christian Sinicco e Dome Bulfaro il primo nucleo del progetto viene alla luce.
Nel dicembre 2013, dopo aver chiamato a partecipare anche Lello Voce, che fece conoscere il poetry slam per primo nel nostro paese, viene alla luce la LIPS, la Lega Italiana di Poetry Slam. Una novità nel panorama poetico italiano che ha fatto ben sperare. Cinque i mesi di vita della LIPS: un tempo travagliato, in cui come segretario mi son trovato spesso in difficoltà. Riunioni febbricitanti via mail tra 15 membri del direttivo e pratiche farraginose che ho trovato sempre meno democratiche. L’atteggiamento da parte di Christian Sinicco e Lello Voce si è rivelato con l’andare del tempo completamente insostenibile (nell’assemblea di Monza poi si è sfiorato lo scontro fisico, per una questione da me pacatamente sollevata). Altri loro discepoli non hanno semplificato la situazione. Ho assistito alla affermazione di un papato del poetry slam, regno paternalistico e autoreferenziale, e per me non è stato possibile far finta di nulla. Un poeta non deve abdicare al suo spirito critico. Per questo il 19 di maggio, assieme ad altri 3 poeti soci fondatori e membri del direttivo della LIPS, ho rassegnato felicemente le dimissioni dall’associazione, vi trasmetto la lettera. Il mio impegno per il poetry slam prosegue e il mio obiettivo è creare la realtà che ho visto tradita nella LIPS. Escono da questa associazione le scene del Murazzi Poetry Slam di Torino, del Navigli Poetry Slam di Milano, del Primo Marzo Poetry Slam svoltosi a Genova. Questi luoghi, che tanto hanno rappresentato in questi mesi, saranno parte di un nuovo connubio di esperienze poetiche. Ritorniamo a fare poetry slam in modo indipendente, senza papi, senza enti e cariche e con il desiderio di esser parte di una comunità in grado di moltiplicare le possibilità creative. La poesia è anche coraggio, il coraggio di prendere una posizione e noi l’abbiamo fatto.

I miei alfanumerici saluti,

Max Ponte

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Data: 19/05/2014

Al presidente e ai membri del direttivo della LIPS – Lega Italiana Poetry Slam

Oggetto: Lettera di dimissioni di PONTE, RULLO, ADDOLORATO, DI CORCIA

Buongiorno,
noi sottoscritti, Max Ponte, Bruno Rullo, Annelisa Addolorato e Laura Di Corcia, con la presente presentiamo al Comitato Direttivo della LIPS le nostre dimissioni da soci e da tutti gli incarichi che ci riguardano.
La LIPS ci ha visti impegnati e convinti sin dagli esordi, nella realtà nazionale, nel comune obiettivo di unire le scene del Poetry Slam italiano.
I nostri intenti erano quelli di creare una comunità di poeti che operassero in clima di serenità, rispetto e amicizia tra loro, ma dobbiamo amaramente constatare come proprio questi elementi, per noi basilari per una serena e proficua convivenza nella stessa associazione, siano venuti a mancare.
Riteniamo siano venute meno le condizioni di democrazia, libertà, serenità e collaborazione, punti indispensabili per continuare a partecipare a una esperienza come questa.
Sin dalle prime settimane successive alla sua creazione, la LIPS si è rivelata, più che un organo comunitario e di condivisione, una struttura rigida, burocratica e confusa sul piano organizzativo; sempre pronta a redarguire e molto sbrigativamente far ricorso a richiami, divieti, sospensioni, ritiro deleghe, commissariamenti ed espulsioni. In una concezione che ricorda più un sistema militaresco che una serena convivenza e condivisione.
Abbiamo assistito in questi mesi a violazioni delle regole dello statuto e ad una inaccettabile confusione di ruoli (direttivo, ufficio di presidenza e presidenza onoraria, e con la vicepresidente ed il segretario, nei loro ruoli, continuamente scavalcati).
In questi mesi, tutti noi, membri del direttivo, coordinatori, organizzatori, abbiamo profuso un corale impegno, fisico, mentale e anche economico, nell’organizzare e svolgere il primo campionato nazionale di Poetry Slam.
Avevamo immaginato la finale nazionale della LIPS (la NOSTRA finale!) del 3 maggio come un momento di festa, premiante, unitario e condiviso; si è rivelato, invece, premiante per qualcuno e penalizzante per qualcun altro, e con il direttivo totalmente estromesso da ogni decisione, partecipazione e controllo; vale la pena ricordare che l’ultimo direttivo si è svolto il 12 marzo, quasi due mesi prima della finale, ancora nel pieno svolgimento degli slam di qualificazione, e poi basta. Anzi, abbiamo sorprendentemente appreso che durante la finale nazionale noi dovevamo ritenerci gli OSPITI di Millegru e che “se gli ospiti cominciano a voler mettere becco su aspetti che competono ai padroni di casa si crea solo confusione”. Tutto chiaro, ma questo non era e non è il nostro modo di concepire l’attività e l’organizzazione della LIPS.
Nel corso dell’assemblea LIPS del 4 maggio, il giorno dopo la finale, si è raggiunto il culmine. Alle legittime lagnanze di alcuni di noi (Bruno e Max), per il fatto che non era stato presentato al direttivo un bilancio economico preventivo e un programma tecnico organizzativo della nostra finale, e alla richiesta di un bilancio consuntivo della finale LIPS, ne è scaturito un durissimo scontro verbale (durante l’intervento di Max), che ci ha fatto temere che potesse degenerare in scontro fisico, assolutamente non degno, dal nostro punto di vista, di un’associazione culturale di poeti.
A queste condizioni non intendiamo proseguire la nostra permanenza nella LIPS; preferiamo proseguire il nostro percorso e il nostro lavoro per il poetry slam e per la poesia secondo i principi che ci hanno ispirato sin dall’inizio nel fondare la LIPS, e cioè libertà, democrazia, collegialità, amicizia, rispetto, condivisione.

E’ tutto.

Un cordiale saluto

Max Ponte (segretario)
Bruno Rullo (membro direttivo)
Annelisa Addolorato (vicepresidente)
Laura Di Corcia (membro direttivo)

4 pensieri su “LE NOSTRE DIMISSIONI DALLA “LIPS” PER RILANCIARE IL POETRY SLAM

  1. Mi dispiace davvero. Prendo atto con rammarico che spesso la cultura, e in questo caso, la poesia, non si distingue dallo scontro politico. Preferisco la poesia che contamina la poesia. E dunque lunga vita al Poetry Slam. Un saluto a Max.

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  2. un peccato davvero. concordo con PV: evidentemente la rissa come metodo ha permeato tutti i settori di questo paese: per non parlare della vocazione autarchica, epurazionista e leaderistica: da Grillo a Berlusconi.

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