Vivalascuola. “Io Studio Postepay”. Come il Miur della scuola fa mercato

Una puntata speciale di vivalascuola per denunciare una incredibile iniziativa del Miur: la promozione di una vera e propria carta di credito distribuita a 3 milioni di studenti minorenni: un mercato enorme messo a disposizione di 27.000 esercenti in tutta Italia. Ci domandiamo: è, questa iniziativa del Ministero dell’Istruzione, giuridicamente legittima? E’ eticamente accettabile? Chiediamo alle istituzioni competenti, prima fra tutte il Parlamento, una verifica della sua liceità. Presentiamo la denuncia di Anna Angelucci e il comunicato dell’Associazione nazionale “Per la scuola della Repubblica” che chiede il ritiro immediato della carta.

“Io studio” o io spendo?
di Anna Angelucci

Da quest’anno, la carta dello studente “Io Studio”, consegnata dal MIUR attraverso le scuole a tutti gli studenti del primo anno degli istituti superiori, non è più una semplice tessera per avere sconti negli esercizi convenzionati bensì una vera e propria carta di credito, valida per 5 anni.

Si chiama “Io Studio Postepay” ed è una carta prepagata ricaricabile nominativa, che si può utilizzare per acquisti fino a 2500 euro annui e prelievi fino a 1000 euro annui.

Come si legge dal foglio illustrativo personale allegato alla carta, oltre a fornire “agevolazioni e sconti per la tua vita da studente e per l’accesso al mondo della cultura in Italia e all’estero” e ad aprire “il mondo delle offerte e dei servizi dedicati esclusivamente agli studenti“, permette di entrare anche “nel programma sconti bancoposta che ti consente di avere sconti accreditati direttamente sulla tua Io Studio Postepay in oltre 27.000 esercenti in tutta Italia” nonché di “pagare in tutti i negozi e siti nel mondo che accettano carte VISA” e di “prelevare presso gli sportelli automatici Postamat e gli uffici postali in Italia e presso gli sportelli automatici VISA in tutto il mondo“.

Una vera e propria carta di credito, dunque, con il logo del MIUR in alto a destra, che viene ufficialmente distribuita dal MIUR attraverso le scuole a studenti di 13-14 anni.

Inoltre, come si legge nei comunicati dei siti di alcuni istituti superiori, “in considerazione delle innovative implementazioni, dal prossimo anno scolastico, tutte le carte attualmente in uso dagli studenti verranno sostituite con le nuove carte Io Studio Postepay. Di conseguenza a partire dal mese di Settembre p.v. , gli alunni delle rimanenti classi riceveranno le nuove carte“.

Parliamo di circa 3 milioni di studenti, quasi esclusivamente minorenni.

Pur comprendendo che la scelta ultima è affidata alle famiglie, libere di far usare o meno questo strumento ai propri figli, purtuttavia da insegnante, madre, cittadina, io mi pongo alcune domande:

  • è, questa iniziativa del Ministero dell’Istruzione, giuridicamente legittima?
  • le autorità preposte alla tutela dell’ìnfanzia e dell’adolescenza, le associazioni dei genitori e delle famiglie accreditate presso il MIUR, gli eventuali organi collegiali competenti sono stati preventivamente interpellati e hanno espresso parere favorevole?
  • ove giuridicamente lecito, è eticamente accettabile che lo Stato, responsabile di tagli draconiani che stanno mettendo in seria discussione la sopravvivenza stessa della scuola pubblica, utilizzi proprie risorse umane ed economiche per fornire agli studenti una carta di credito finalizzata esclusivamente al consumo di beni e servizi privati a pagamento?
  • è eticamente accettabile che lo Stato, come fosse una qualunque banca privata, fornisca allo studente minorenne una carta di credito, invitandolo a spendere con facilitazioni, convenzioni e sconti, e considerandolo, di fatto, come un ‘cliente-consumatore‘? E’ questo il mandato che la Costituzione italiana assegna alla scuola?

Personalmente, ritengo questa iniziativa assolutamente non condivisibile sotto ogni profilo e chiedo alle istituzioni competenti, prima fra tutte il Parlamento, una verifica della sua liceità.

* * *

Comunicato dell’Associazione nazionale “Per la scuola della Repubblica”

Chiediamo il ritiro immediato di “Io Studio Postepay”

Apprendiamo con sconcerto in questo scorcio di anno scolastico che la “Carta dello studente Io studio” consegnata dal MIUR a tutti gli studenti del primo anno delle scuole superiori non sarà più una semplice tessera per ottenere sconti in esercizi convenzionati, bensì una vera e propria carta di credito, valida per 5 anni.

Si chiama “Io Studio Postepay” ed è una carta prepagata nominativa ricaricabile da parte dei genitori, che si può utilizzare per acquisti fino a 2500 euro annui.

La novità che la rende inaccettabile consiste nel fatto che, oltre alle consuete agevolazioni di carattere culturale offerte agli studenti, permette di entrare anche nel programma sconti bancoposta che consente di avere sconti accreditati direttamente sulla “Io Studio Postepay in oltre 27.000 esercenti in tutta Italia” nonché di “pagare in tutti i negozi e siti nel mondo che accettano carte VISA” e di “prelevare presso gli sportelli automatici Postamat e gli uffici postali in Italia e presso gli sportelli automatici VISA in tutto il mondo“.

Una vera e propria carta di credito, dunque, con il logo del MIUR in alto a destra, che viene ufficialmente distribuita dal MIUR attraverso le scuole a studenti di 13-14 anni.

Si tratta, a nostro giudizio, dell’epilogo di una serie di innovazioni linguistiche introdotte dalla fine degli anni ’90 nel vocabolario delle normative scolastiche: portfolio, crediti, debiti…

Se lo studente è stato trasformato in “utente”, se la valutazione del suo percorso scolastico viene quantificata in crediti da mettere nel portfolio per poter in qualche modo compensare i debiti accumulati… non possiamo meravigliarci troppo se dalla metafora si passa alla rappresentazione della realtà odierna in cui anche lo studente deve divenire un “consumatore: 3.000.000 di studenti, una vera manna per il mercato, per rimettere in moto l’economia!

La nostra protesta è ferma.

Chiediamo al MIUR di non aggiungere danni su danni. Il ritiro immediato di questa nuova tessera potrebbe dimostrare al Paese che altra è la funzione formativa che la Costituzione ha assegnato alla Scuola e che questa funzione il MIUR è tenuto a garantire su tutto il territorio nazionale.

* * *

Scuola: la carta prepagata per gli studenti è un invito al consumo
di Marina Boscaino

Nel 2000 Naomi Klein fece epoca con il suo No Logo. Venivano lì analizzate e denunciate le operazioni di colonizzazione del pensare comune, di colonizzazione della cultura; ma le pagine più terribili – e di cui meno si è parlato – riguardavano la colonizzazione della scuola:

C’ ero, quando è cominciata. Fu heartbreaking, un colpo al cuore. È da lì che mi è venuta l’idea del libro (…) Perché la scuola è l’unico posto dove da giovani veniamo allenati a una mentalità non da consumatori”.

Si tratta dello spazio, forse l’unico, in cui l’educazione pura deve e può prevalere rispetto all’educazione aziendale, alla logica del profitto. Dove conoscere e crescere non significa diventare un consumatore modello, ma una persona capace di indagini critiche sulla realtà. La tendenza a consentire l’introduzione della pubblicità nelle scuole si è invece insinuata in modo subdolo e virulento in particolare negli ultimi anni, anche per sopperire alle continue riduzioni dei fondi che lo Stato deve destinare alle scuole per l’ampliamento dell’offerta formativa; qualcosa che si concretizza in tante piccole decisioni, senza un provvedimento unico, senza delibere collegiali, senza dibattito, senza indagini sull’opinione pubblica, e dunque in modo appunto subdolo, strisciante; ma, come ci dimostrava sin da allora l’esperienza americana, efficace.

L’anno scorso, proprio da questo blog, raccontavamo come in un liceo di Milano la ristrutturazione dell’aula computer fosse stata finanziata da sponsor appositamente ricercati: che affiancarono in quella occasione il proprio logo a quello dell’istituto, caratterizzato – per chi non se lo ricordasse – dalla stella della Repubblica. Quella che istituisce per mandato costituzionale scuole di ogni ordine e grado.

Oggi, dopo una serie di impressionanti esempi in questa direzione, sempre più considerati segni imprescindibile e indiscutibili dei tempi moderni e delle straordinarie capacità imprenditoriali di presidi manager e di consigli di istituto zelanti, ci troviamo a raccontare il prosieguo della vicenda, il passo ulteriore. Il Miur si è fatto promotore di un’iniziativa, volta a rafforzare definitivamente l’idea che la scuola debba produrre non cittadini consapevoli, ma consumatori acritici, sensibili ad apparenza, velocità, possesso. Del resto la pianificazione di questo risultato è iniziata almeno 15 anni fa e portata avanti con diligenza encomiabile.

Si chiama IoStudio Postepay. (continua qui)

2 pensieri su “Vivalascuola. “Io Studio Postepay”. Come il Miur della scuola fa mercato

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