86. Fondamenta

da qui

La contrapposizione tra umano e spirituale, leitmotiv del cammino, era ormai divenuta intollerabile.
Pregando, mi rivolsi a don Mario: non ne posso più! – gli dissi -; parlavi di integrazione tra le varie dimensioni, e mi ritrovo a vivere fratture interiori mai sofferte prima d’ora. Perché? Fammi capire!
Il mio compagno di viaggio mi suggerì di leggere il quinto capitolo della lettera ai Galati, che si rivelò prezioso, dato che il tema trattato è proprio quello del rapporto carne-spirito.
Afferma infatti san Paolo: “voi, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne: la carne, infatti, ha desideri contrari allo spirito, e lo spirito ha desideri contrari alla carne. Ora, quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito”.
La distinzione tra l’una e l’altra dimensione appare netta: che intendeva il santo? Approfondii l’argomento, e scoprii che nel suo vocabolario non esistono antitesi tra le due realtà. Nel termine “carne” l’autore identifica l’inclinazione umana all’egoismo, l’orientamento contrario all’amore per Dio e per il prossimo. Con “spirito”, invece, sottolinea il movimento verso Dio, che non è in competizione col corpo, la materia, ma è una scelta di fondo sul cammino da seguire.
Letto in questa luce, il capitolo richiamava la visione di uomo sottesa alle catechesi di don Mario: la convergenza tra natura e grazia, quando la prima si schiude alla seconda, rinunciando alle sirene dell’individualismo e dell’orgoglio, per amare in modo puro.
Nello stesso capitolo, si descrivono le conseguenze delle due diverse scelte: tra le opere della carne compaiono l’impurità, l’idolatria, la gelosia e l’invidia; il frutto dello Spirito si manifesta invece come gioia, amore, dominio di sé.
Mi tornava in mente un pensiero di don Mario: l’integrazione tra le dimensioni è essenziale per la maturità della persona. Era la strada che stavamo percorrendo; e se per costruire occorreva demolire e scavare così a fondo, era per dare maggiore solidità alle fondamenta e rendere possibile la capacità di amare nello Spirito.

9 pensieri su “86. Fondamenta

  1. Un viaggio spirituale è un po’ come un viaggio. Un giorno ti svegli e decidi di fare un viaggio; affronti tutte le difficoltà, scomodità, ostacoli, tappe…ma ci vai avanti per arrivare là dove hai deciso. Arrivato, ti metti seduto stanco ma contento; lo guardi intorno dicendo: sono felice che sono arrivato qua!
    Un viaggio spirituale è un po’ come fare un viaggio- stancante ma pieno di gioia.

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  2. ” Il Signore ti chiama. Il Signore ti cerca. Il Signore ti aspetta, a te che in questo momento non credi o sei lontano.
    E’ questo l’amore di Dio.”

    Papa Francesco

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  3. la convergenza Natura e Grazia,porta alla Trascendenza, anche chi l’ha provata non sa come sia potuto succedere…cosi’ e’ con la poesia,con la profezia, con il miracolo…rimane lo stupore,quello si’ ,uno stupore che non trova elaborazione dalla ragione, se si trovano le parole ,sono parole che non sapevi di avere ..cosi’ pure la coscienza..

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  4. “L’Eredità”, dove chiara è la presenza di Don Mario sul mare dell’imprevedibile.
    Senza di lui forse, “non mi sarei mai riscosso per stringermi a Te” . Con la – sua- voce “mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità..mi toccasti e arsi di desiderio”.
    Una voce che trascorre, suggerisce e scrive la tua storia in Cristo, e che più si affina lo spirito, e la carne diviene santa, più si rende udibile come quella degli angeli, richiamo che avverti nel punto d’incontro tra lo spirito e la carne, felice “integrazione delle dimensioni”, poichè dove si scontrano due volontà, “una carnale l’altra spirituale, il loro dissidio lacera il cuore”.
    Una voce carica di cielo nell’ assenza, chiave di volta evangelica: Amore che non dà “scampo nè fine” al mistero della tua condizione sacerdotale in “stola e grembiule”.

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  5. “Era la strada che stavamo percorrendo; e se per costruire occorreva demolire e scavare così a fondo, era per dare maggiore solidità alle fondamenta e rendere possibile la capacità di amare nello Spirito.”

    Misterioso, faticoso, attraente cammino, dove si muore per vivere, si perde per trovare, si scende per salire, ci si spoglia per arricchirsi, da una lacrima nasce un fiore, ci si mette in discussione affidandosi, dove in un salto nel buio si incontra la luce di una certezza che dà senso ed eternità.

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