Vivalascuola. I nuovi serali: una scuola al 70%

Dopo 7 anni di annunci, rimandi, ripensamenti, sperimentazioni, a settembre 2014 dovrebbe partire la “riforma” dell’istruzione degli adulti che istituisce i CPIA. La logica è sempre la stessa: “riformare” per, in nome dell’efficienza, tagliare il servizio. Il quadro orario si attesta sulle 23, 24 ore settimanali: alcune materie vengono drasticamente ridimensionate (italiano, matematica, le lingue), altre quasi scompaiono (storia, diritto). L’orario viene ridotto al 70% dei corrispondenti corsi diurni e la definizione dell’organico viene subordinata al vincolo di 10 docenti per 160 studenti. Lo Stato, tagliando un 30% del curriculum, prevede di tagliare anche un 30% del personale. Continua a leggere

Solo adesso

da qui

Sì, stavolta ci siamo, finalmente.
Era molto più facile di quanto
potessimo pensare. La memoria
è il segreto: ricordi quella cena
in cui egli prese il pane e lo spezzò,
lo benedisse e diede ai suoi fratelli,
come se, in quel gesto, fosse possibile
tenere fra le dita tutto il mondo,
come se nulla fosse più diviso,
ma un unico pensiero racchiudesse
l’universo? E’ qui che ti ritrovo,
dopo il tuffo pauroso nel crogiolo,
dopo essermi perso mille volte.
Di mille volte, solo adesso volo.

DOPO IL DILUVIO: la borghesia italiana secondo Moravia

Dopo il diluvio. Sommario dell'Italia contemporaneadi Massimo Maugeri

Tra gli interventi più lucidi ed efficaci di “Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea” (ri-edito da Sellerio, grazie alla cura di Salvatore Silvano Nigro), spicca senz’altro quello di Alberto Moravia dedicato a “La borghesia”. Si tratta, del resto, di uno degli interventi che è stato maggiormente elogiato dalla critica dell’epoca e da quella odierna.
Questo saggio, oltre che per l’acume del suo autore, spicca per l’aura di attualità da cui è avvolto. In molti passaggi del testo, in effetti, c’è la possibilità di riscontare un’attinenza impressionante con le problematiche che interessano la borghesia dei nostri giorni. La capacità dialettica e di analisi di Moravia, sono peraltro supportati dalla natura atemporale del saggio medesimo. Lo scrittore romano imbastisce la sua analisi slegandola da vincoli cronologici intesi in senso stretto, estendendola in una visione più ampia e spingendola, inevitabilmente, ad abbracciare anche questo nostro tempo; sicché siamo portati, anche psicologicamente, una volta ammesse l’efficacia a la congruità dell’analisi esposta, a ritenerla valida ancora oggi.
Moravia comincia con il sottolineare che una borghesia italiana, in verità, non esiste. Le borghesie dei principali paesi di cultura occidentale, per l’autore de “Gli indifferenti”, sono dotate di caratteri e tradizioni (morali, politiche, religiose, culturali, artistiche) fondate su una consapevolezza che permette loro di rinnovarsi, arricchirsi e proiettarsi nell’avvenire; ma, soprattutto, “la borghesia di quei paesi ha saputo costituirsi in società, ha saputo darsi un’unità”. Continua a leggere

Un vetro

da qui

Il tuo sguardo severo mi colpisce
sempre: scortica tutto, come un vetro,
o come un sole che sparisce dietro
il sipario dei sogni, quelli ancora
miracolosamente vivi. Eppure
non cedo, come il fante accovacciato
tra la polvere e il sangue di trincee
dimenticate, fra gli inganni eterni
dell’io. Sì, resto qui: mi troverai
di notte, lo sguardo perso, in Dio.

82. La meta

da qui

Mi domandavo spesso come il sacerdote potesse rapportarsi con la mia inadeguatezza. Il mio accompagnamento dava frutti, lo avevamo constatato, ma ormai lo conoscevo abbastanza per capire che ciò non gli bastava. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.80: L’assassinio come una delle belle arti. Mauro Baldrati, “Professional Killer”

Mauro Baldrati, Professional KillerL’assassinio come una delle belle arti. Mauro Baldrati, Professional Killer, Villorba (Treviso), Edizioni Anordest, 2013

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di Giuseppe Panella

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Il Maestro Wu ha alle spalle un passato di sangue e di morte. Prima di rifugiarsi ad Amburgo presso una confraternita di monaci adepti alla nobile e sacra arte marziale del kung-fu, è stato Lo Specialista, forse il miglior killer a pagamento del mondo, un uomo freddo e senza emozioni capace di organizzare e di portare a termine l’eliminazione di bersagli ben difesi e protetti da parte delle loro organizzazioni criminali senza particolari problemi di logistica e senza alcun impedimento moralistico. La sua vita è un susseguirsi di missioni brillantemente portate a termine, intervallate da intermezzi erotici senza coinvolgimenti sentimentali (o forse sì – quello con Jeanne Marie, la ragazza madre che vive con suo figlio in un barcone sulla Senna e con la quale la relazione acquista toni di tenerezza insospettabili per un individuo così spietato).

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81. Nemmeno un istante

da qui

Glielo dissi per l’ennesima volta: si trattava d’essere più lungimiranti. Fin dall’inizio, del resto, il biglietto aveva espresso la sostanza del Progetto: il cuore del cuore di don Mario era posto, per sempre, nel suo cuore. Continua a leggere

Il potere della nebbia, di Elisabetta Bordieri

nebbia
Avrebbe dovuto capirlo allora, quando ancora ogni cosa era avvolta da una candida nebbia che come velo lambiva la sua pelle, quando ancora la polizia brancolava nel buio più nero, quando ancora correre era solo un piacere, quando ancora lei era la donna che era. Continua a leggere

Vorrei

da qui

Vorrei farti felice, nonostante
le spine che il Signore non estirpa,
per qualche suo motivo. Vorrei darti
le certezze che cerchi, fra le tante
paure che attraversano la mente,
quando mi pensi in giro. Solamente
amarti, all’incrocio delle strade
dove il corpo si è già trasfigurato,
e si è incarnato lo Spirito Santo,
e, del peccato, non rimane niente.

Vivalascuola. Capaci e meritevoli?

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“LE BELLE STAGIONI”, DI FRANZ KRAUSPENHAAR

di Giovanni Agnoloni

Franz Krauspenhaar, Le belle stagioni, Marco Saya Edizioni

Le belle stagioniIl nuovo libro di poesie di Franz Krauspenhaar non è semplicemente una “raccolta poetica”. È, in realtà, la continuazione di un discorso intimo che già affondava le sue radici nei romanzi dell’autore (penso in particolare a Era mio padre, ed. Fazi, e Le monetine del Raphaël, ed. Gaffi), ma nelle sue opere in versi (Effekappa, ed. Zona, e Biscotti selvaggi, ed. Marco Saya) trovava un’espressione ancor più pregnante, addensandosi e infittendosi.

Il legame più diretto è con l’ultima pubblicazione poetica in ordine di tempo, i Biscotti. Come in quel caso, anche qui ci troviamo davanti a una “poesia prosastica” (o, volendo, a una “prosa poetica”), che si sviluppa come un articolato flusso di coscienza in cui si alternano immagini di vita milanese, incubi televisivi e invettive dirette contro tipi umani odiosi, che mi viene da accostare ai Mostri di cinematografica memoria. Continua a leggere

“BUONA LETTURA” 5. “MARGINI. STORIE DI DONNE E DI UOMINI SENZA STORIA”

di Mara Pardini

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Zena RoncadaC’è il sapore intenso e partecipe delle “cose che tengono” e che regalano una quieta compagnia. E ci sono i colori che il Po rilascia verso sera, quando l’afa si allontana. E i lavori dell’orto, del frutteto, lo sfrigolio dei panni dimenticati ad asciugare, gli amori e la vita racchiusi nelle stanze senza umidità, nelle parole melodiche e parlate, quelle che “hanno il loro solco e sono belle chiare”.
Ecco gli attori silenziosi dei quarantasei racconti scritti da Zena Roncada dal 2003 al 2013, alcuni già apparsi in rete, altri inediti, che ora la casa editrice Pentàgora pubblica, a cura di Lucia Saetta, in Margini. Storie di donne e di uomini senza storia. Continua a leggere

80. La chiamata

da qui

Gli atti compiuti nei confronti del Signore non restano mai privi di effetti salutari. Affidatami alla sua Sapienza, mi si aprirono gli occhi, e compresi ciò che prima mi appariva assurdo. Continua a leggere

Una canzone

da qui

Lo conosci il deserto, quello vero,
quando tutto, all’intorno, sembra morto,
quando l’ultimo stelo si ripiega
con un rantolo lieve, come quando
l’uccellino compie l’ultimo balzo
e soccombe, cercando la compagna?
Solo allora ti accorgi che la verde
vallata di cui t’avevano detto,
la tua rivoluzione, scritta dentro,
non era che un miraggio, solo il sogno
di un amore perduto, una canzone.

I LIBRI DEGLI ALTRI n.79: Il “senso del verso”. Valeria Serofilli, “La parola e la cura”

Valeria Serofilli, La parola e la curaIl “senso del verso”. Valeria Serofilli, La parola e la cura, note critiche di Gianmario Lucini, con una raccolta inedita, Novi Ligure (Alessandria), Puntoacapo Editrice, 2010

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di Giuseppe Panella

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Questa monografia a cura di Gianmario Lucini rende conto in maniera precisa dell’ormai rilevante produzione di Valeria Serofilli, significativa poetessa pisana e infaticabile quanto coraggiosa operatrice nel campo della diffusione della poesia (soprattutto con l’organizzazione degli Incontri Letterari presso il “Caffè dell’Ussero”). Ma, a parte questo aspetto importante della sua attività, non si può negare che la Serofilli abbia, nella sua pratica di scrittura, una forte consapevolezza della sua poetica di fondo e della sua capacità di manifestarla durante la sua realizzazione sotto forma di versi lirici. Come scrive lo stesso Lucini nel testo introduttivo alla raccolta:

 

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Provocazione in forma d’apologo 265

Da bambino, un giorno che vagabondava con il suo cane, s’imbatté in un piccolo incendio. Subito spedì Fido, un botolo di provata intelligenza, a cercare soccorsi, e lui si diede a versare sulle fiamme acqua attinta da un vicino rivo col secchiello che portava sempre con sé, insieme a tutto l’armamentario “per le emergenze”.
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The Best American Short Stories 2013

Unknown

Daniel Alarcón, Charles Baxter, Junot Díaz, Gish Jen, Sheila Kohler, David Means, Alice Munro, Suzanne Rivecca, George Saunders e molti altri: è particolarmente ricca di voci non solo emergenti ma anche internazionalmente riconosciute questa edizione di “The Best American Short Stories 2013”, e l’immagine che alla fine resta, nella mente del lettore, è quella di una raccolta la cui varietà tematica, stilistica e strutturale non ha molti termini di paragone nel mondo.
Quest’anno, al contrario di quando fatto per le edizioni passate, ho deciso di sostituire la mia usuale recensione (trovate alcuni dei miei articoli precedenti qui e qui) con quello che Elizabeth Strout, che è la guest editor del 2013, scrive nell’Introduzione.
È raro che al lettore italiano sia data la possibilità di leggere la versione originale dell’Introduzione scritta per l’edizione americana di questa raccolta, ragione per cui sono convinto che le parole della Strout possano essere di grande interesse per capire su quali principi si costruisca oggi il valore di un’opera di short fiction in America.
“The Best American Short Stories” è un’antologia di storie brevi che viene pubblicata dal 1915 da Houghton Mifflin Harcourt – e di cui dal 2007 è editor fisso Heidi Pitlor – e che negli ultimi (quasi) cent’anni ha fatto conoscere al grande pubblico scrittori rimasti nella storia della letteratura non solo americana. Elizabeth Strout, invece, è per chi non lo sapesse una scrittrice statunitense che tra i vari riconoscimenti ha ottenuto il Premio Pulitzer per la narrativa con “Olive Kitterige” (2009) romanzo col quale ha anche vinto il Premio Bancarella in Italia (“Olive Kitterige”, Fazi Editore, 2010, traduzione di Silvia Castoldi).
Ecco qui di seguito l’Introduzione della Strout (la traduzione in questo caso è mia) con annessa l’implicita assicurazione (anche questa del sottoscritto) che le storie brevi in essa contenute sono tutte meritevoli della vostra attenzione.
Buona lettura.

 

C’era un tempo in cui il telefono era una cosa appesa a un muro o posata su un tavolo, e quando squillava non avevi idea di chi stesse chiamando. “Pronto?” Ovviamente ognuno aveva una sua maniera per dirlo: quelli che come mia nonna si aspettavano sempre un disastro lo dicevano con quieto timore. Quelli che invece volevano sembrare amichevoli (mia madre) con una sorta di benevola allegria: “pronti!” O ancora, un adolescente un po’ insicuro avrebbe borbottato “pro-nto?” Era più una domanda che un benvenuto. Prima dell’avvento delle Continua a leggere

Vivalascuola. La congiura contro i giovani

Fotogramma per fotogramma, al rallentatore, con la crudeltà che serve, la congiura ci appare più evidente. Conformismo, cinismo, disincanto, narcisismo, esibizionismo, consumismo, alcolismo… qualunque sia la forma di rinuncia alla sfida di una vita autentica di cui sono stati tacciati i giovani non è che un ultimo fotogramma di una storia già scritta e non diretta da loro. (Stefano Laffi, La congiura contro i giovani. Crisi degli adulti e riscatto delle nuove generazioni, Feltrinelli 2014)

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