Come si vincono le elezioni. Un saggio di Roberto Grandi e Cristian Vaccari

grandi roberto foto
di Guido Michelone

Il testo, redatto da due tra i massimi esperti di comunicazione politica in Italia, è uscito da poco: la prima edizione è del settembre 2013, la ristampa (con minime varianti) del marzo 2014: un periodo di pochi mesi in cui però accadono mutamenti fondamentali nella politica italiana. Certo è che, se si legge il volume solo nei termini di cronaca d’attualità, per alcuni verso il libro suona come già vecchio, nel senso che le osservazioni su Grillo e Bersani, inerenti la stagione politica appena trascorsa (2012-2013), paiono superate dal ‘ciclone Renzi’ di questi ultimissimi giorni.
Ma il libro, al di là, degli aspetti pragmatici (con tutti i riferimenti alla storia politica nazionale ed europea degli ultimi vent’anni), ha soprattutto una valenza teorica, cercando di insegnare le chiavi del successo per le campagne elettorali, pur nella consapevolezza dei grossi margini di imprevedibilità oggettiva, che sono poi fondamentali a scombussolare le proiezioni e le previsioni di politici e politologi.
In tal senso, pensando a una teoria rapportata ai tre grandi attori della scena politica (partiti,media, cittadini) Grandi e Vaccari si rifanno a quanto già a inizio millennio alcuni studiosi angloamericani come Norris, Blumler, Kavanagh scrivono a proposito dell’evolversi delle campagne, nelle democrazie occidentali, dal secondo dopoguerra a oggi, da premoderne (i partiti) a moderne (la televisione) fino alle attuali postmoderne (multimedialità partecipativa).
Per i due autori oggi, in politica, si ha successo quando, grazie a uno staff efficiente e a un vero partito (dipanato e gestito come tale), viene organizza la vittoria alle elezioni con una logica relazionale (certo non disgiunta da forme populistiche, oggi ancora necessarie dopo un ventennio di distruzione antropologica delle coscienze individuali).
Nello stile della comunicazione delle campagne elettorali postmoderne Grandi e Vaccaro, seguendo ancora le teorie di Norris, sostengono via via altri dieci punti fondamentali.
Provando a riassumere questi ultimi, l’evoluzione delle attuali campagne elettorali è che in primis tutti ormai adoperino messaggi personalizzati ovvero diretti a pubblici segmentati. Che l’elettorato sia dellineamento, ovvero composto d flussi di mobilitazione e smobilitazione. Che gli obiettivi strategici riguardino soprattutto una mobilitazione e una persuasione indirizzate a gruppi specifici, a una ‘base debole’. Che i media da impiegare maggiormente siano i canali di nicchia, dalla molteplice personalizzazione, attraverso un linguaggio comunicativo orizzontale. Che la campagna elettorale debba avvenire attraverso un coordinamento strategico e un decentramento operativo (la cosiddetta citizen-campaigner). Che le responsabilità decisionali risultino il frutto di divisioni di comunicazione nel partito, grazie al sussidio di consulenti specializzati. Che i costi di una campagna vadano in crescita sia per effettuare ricerche sia per costruire infrastrutture informatiche. Che gli strumenti di verifica debba riferirsi ormai a sondaggi specifici, focus group, siti web, ricerca sperimentale, data mining. Che gli eventi della campagna elettorale riguardino una gestione della visibilità su tutti i canali, comprendendo altresì gli eventi locali per favorire maggior partecipazione. E che infine la durata della campagna non sia né breve né lunga, ma abbia a che fare con l’idea stessa di una campagna permanente.
Verso la fine del saggio Grandi e Vaccari illustrano, con un grafico, le dimensioni della competenza del candidato, esprimendo in sette valori una piramide all’ingiù dove le iniziali capacità (saper fare) e leadership (poter fare) assieme a integrità (dover fare) ed empatia (voler fare) confluiscono rispettivamente in credibilità (modalità attualizzanti) e affidabilità (modalità virtualizzanti) che alla fine portano alla competenza del candidato.
Alla fine c’è un libro che forse tutti i politici dovrebbero leggere o addirittura imparare a memoria per garantire al Pianeta una qualità di democrazia, libertà, giustizia che purtroppo ancora latita nel sistema-mondo.

Cfr: Roberto Grandi e Cristian Vaccari, Come si vincono le elezioni, Carocci Editore, Roma 2014, pagine 391, euro 29,00.

3 pensieri su “Come si vincono le elezioni. Un saggio di Roberto Grandi e Cristian Vaccari

  1. In effetti, la recente affermazione di Renzi (di Renzi, più che del PD) lancia molti dubbi. Possiamo ancora dire che “il mezzo è il messaggio”? Possiamo ancora pensare (tristemente) che si debba analizzare l’opinione pubblica per dirle ciò che vuole sentire?

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  2. Sembra che manchino cose essenziali, che evidentemente non sono considerate tali, ma secondarie: i contenuti, un progetto di società, di riforme, di etica. E’ solo importante convincere (ma di che?), avere i media amici ecc. Insomma, tempi moderni (che tempi tristi!)

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