“Compitu re vivi” miglior opera 2014 di poesia edita in uno dei dialetti d’Italia

Sono felice di annunciare che a Compitu re vivi di Sebastiano Aglieco è stato assegnato il Premio Salvo Basso 2014quale miglior opera di poesia edita scritta in uno dei dialetti d’Italia” e il Premio Luciana Notari.

Queste le motivazioni dell’assegnazione del Premio Luciana Notari:

Quello di Aglieco è l’emblematico attraversamento di una vicenda umana ampia abbastanza, resistente abbastanza da portare il dolore della perdita, da lasciare che l’intero essere tenda le braccia e presti il proprio ascolto al mormorio sommerso di un bene originario fatto di tempo e vicinanza.

Aglieco si fa carico ontologico del tempo umano, di qualcosa che tutti attraversiamo, perdendolo. Qui lo spavento e la malinconia di una enorme perdita naturale sono alleviati assegnandosi un compito di vivo. Si rende onore testimoniando, si lascia traccia d’altri in forma di parola. Nel libro viene attivata una genealogia spaventosa e amorosa, dolorosa e amorosa, malinconica nella sua pervasiva sacralità.

Nelle pagine di Aglieco sta tutta la fatica umana di crescere, di perdonare anche l’imperdonabile e il necessario, ovvero aver imparato a tradire, a non essere più trasparenti, non presentarsi più al mondo con lo sguardo buono dell’animale, portando in sé la nostalgia di un’origine che è innocenza e dialetto, vera linguamadre, prima della caduta nella Storia.

Sono riconoscimenti meritatissimi, che vengono assegnati al di fuori dai riflettori massmediologici e dai giochi editoriali, che perciò premiano l’opera e non il sistema che la sostiene.

Avevo già presentato qui una mia lettura di Compitu re vivi, una selezione di poesie, una selezione di recensioni reperibili in rete. Altre recensioni si possono leggere sul blog dell’autore.

Sin dalla prima lettura Compitu re vivi mi è sembrato uno di quei libri che ti entrano dentro e ti attraversano. A volte libri ispidi, quasi libri segreti, radicali, non per desiderio di oscurità ma per la vocazione a non arretrare davanti all’oscurità: colpe originarie, ferite della carne, perdite insanabili. Per questo le loro aperture arrivano come una tensione che si scioglie, un canto che ci libera.

Compitu re vivi è un libro intenso, maturo, che invera quanto diceva Paul Celan: “Il poetare autentico è autobiografico“, diventando generosamente il resoconto di una vita e una sorta di breviario essenziale, che con salda architettura compendia e il compito dei vivi e della poesia.

2 pensieri su ““Compitu re vivi” miglior opera 2014 di poesia edita in uno dei dialetti d’Italia

  1. Pingback: Giorgio Morale su Compitu re vivi | Compitu re vivi

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