9. Il corporale

da qui

Più procedevamo, più si chiariva che avrei preso le distanze da un mondo che cercava in me qualcosa che non potevo dare.Era come se cadesse una scorza, una patina in cui si concentrava tutto ciò che il sacerdozio non prevede: vanità, leggerezza, e ogni forma di gratificazione personale. Era come se crollassero, una dopo l’altra, le maschere dell’autosufficienza, del cinismo, di uno smalto frizzante che cercava di nascondere i problemi nel luccichio di specchietti per le allodole. Sentivo l’esigenza di parlare di meno, di appartarmi ogni volta che potevo, e non per paura, per accidia o per furbizia, ma per scendere alle fonti dell’io, il famoso terzo cerchio di cui parlavamo da tempo e che sembrava, a volte, una semplice utopia. Ora, invece, mi bastava invocare interiormente il nome di Gesù, proclamare mentalmente le promesse del Battesimo, e subito scattava una cortina fumogena che riusciva a preservarmi dagli attacchi proteiformi del diavolo in agguato. Sapevo bene di non essere al sicuro, e che sarebbe stato sufficiente un cedimento minimo, un aprirmi di troppo all’ennesimo sguardo seduttivo, la compiacenza a un discreto e sottile ammiccamento, per perdere l’integrità che lo Spirito andava formando dentro me. Per questo, a ogni segnale ambiguo che appariva all’orizzonte, pregavo così: Gesù, ricordami di te e del mio Battesimo. Mi accorgevo sempre più che la svolta, nel cammino della fede, non è il tentativo velleitario di dare il primo posto a Dio, di metterlo al centro della propria esistenza, ma il farsi da parte, lo spostarsi abbastanza perché Lui possa finalmente entrare. E’ curioso constatare come a volte, la vita e la morte, dipendano dai minimi dettagli, come l’unico criterio sia il vaglio attento delle sfumature. Mi venne in mente un episodio che avevo sentito raccontare: una donna atea era andata al funerale di un amico; si trovava a disagio, in imbarazzo, insofferente a un rito che non sentiva in alcun modo suo. Poi, però, qualcosa era accaduto: il celebrante aveva ripiegato il corporale con un gesto d’amore così vero e delicato che era bastato a convertirla, a cambiare per sempre la sua vita.

14 pensieri su “9. Il corporale

  1. “RICORDAMI DI TE”

    Ricordami di Te, Amore,
    del tuo divino richiamo
    del supremo incontro
    della complicità d’amore.

    Nell’assoluto silenzio.

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  2. Ci stavo pensando del momento del mio risveglio. Ma non c’è un momento, perché questo era un processo di cammino. Come ci fosse lo Spirito mi spingeva verso una direzione e io camminando verso la Luce mi si scioglieva il guscio con quale mi sono coperta per nascondermi dalla vita.

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  3. “L’orazione frequente, a qualunque scopo sia offerta, non restera` senza frutti, perche` in essa e` il potere della grazia e “.
    RACCONTI DI UN PELLEGRINO RUSSO

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  4. APPARTARSI

    Dopo il tempo del crogiolo “dammi Te stesso, mio Dio, restituiscimi Te stesso”. Nel silenzio del deserto, nella libera vastità è la “via segreta al tuo nascondiglio”, l’incontro è nella solitudine perchè “soave è la tua voce che glorifica dolcemente con tocco delicato mentre ha scosso i monti e spezzato le pietre dell’Oreb, e ora, è sibilo di aurea leggera”. (Giovanni della Croce)
    Dopo il gemito dell’attesa ora è tempo che “la mia anima mi segua fino a Te” al divino, segreto incontro. Nessuno come Te, Amore, che puoi amare non-Amata nell’estrema carezza della mistica unione.

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  5. Grazie, uno scritto speciale per me che sto cercando di dissetarmi.
    Finito il deserto, posso finalmente bere della Tua acqua, per riprendere la forza necessaria a vivere con Te che non mi hai mai lasciata.

    In Te è l’Amore, grazie Dio di volerci così bene.
    .
    ernestina.

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  6. Ciò che raggiunge il cuore – non ho ancora capito se il miracolo è di “trasmissione”, di “ricezione” o un tutt’uno – supera la Babele di pensieri e sentimenti, parla una lingua comprensibile a tutti, anche all’incredulo, a chi guarda da un altro punto di vista, anche a un mondo che magari non capisce o non ha capito, e che, a volte, ha altrettante domande e cammini da percorrere. E’ uno stato nascente.

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