11. L’ordito

da qui

Non era tutto facile.
Restava, per esempio, la debolezza di un rapporto in cui s’intrecciavano sempre sentimenti contrastanti, ma era in questo che eravamo chiamati a maturare, perché il Progetto poggiasse non solo su un consenso fiducioso, ma su un’umanità – la nostra – completamente rinnovata. Eravamo arrivati a capire quale trauma ci avesse segnato nell’infanzia, e come agisse nella vita presente con la paura inconscia della separazione e della perdita. Il Signore voleva guarirci e liberarci al livello dello schema centrale della personalità, irraggiungibile con mezzi umani. Sentivamo entrambi la grandezza del dono, che Dio, tuttavia, avrebbe potuto ritirare in men che non si dica, se ne fossimo stati immeritevoli. Ciò provocava un conflitto tra l’istinto di fuga e la rinuncia necessaria ad ogni forma di propria volontà. Era come se il vecchio emergesse con il peso di abitudini ostinate di fronte all’insorgere del nuovo, all’inedita assenza di difese, ad anime esposte alle ferite, in equilibrio precario su due abissi. Nel frattempo, attraverso le mail, giungevano messaggi confortanti: la strada è quella buona, va benissimo così. Personalmente, mi sentivo sollevato: da tempo avvertivo solo il carico pesante di ostacoli e insuccessi, e l’idea d’aver preso la giusta direzione mi aiutava a condurre con più serenità la ricerca di una nostra sintonia. Gli impegni in parrocchia si moltiplicavano: non c’erano mai stati così tanti funerali, come se la vita dovesse scontrarsi ogni momento con la forza opposta, lo scenario di morte che il maligno elaborava con puntiglio maniacale, convinto di mandare tutto all’aria, di distruggere il tessuto delicato dell’amore, l’ordito che prendeva forma dalle dita stesse di Dio.

11 pensieri su “11. L’ordito

  1. “consenso fiducioso” .
    Poche cose riescono a raggiungere il cuore dell’uomo, il consenso fiducioso ne e’ la premessa fondamentale.

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  2. UNA UMANITA’ RINNOVATA
    Se mi lasciassi al vento dello Spirito, ti somiglierei, Amore, avrei il Sole dentro, e dalle tortuose vie dell’io, dove è così difficile morire per non morire, “volerei/ eternamente/ immobile dentro il tuo gorgo/ a contemplare i tuoi occhi”.
    Chi scenderà nei recessi “inesplorati del mio cuore” per condurmi ai cieli aperti dei tuoi sentieri se non Tu, mia speranza contro ogni speranza, Amore indefettibile che dici: non temere sono Io la tua salvezza.
    Sei una folgore, Amore, sul mio fango.

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  3. IN MEMORIA DEL “CORPUS DOMINI”
    Un tremito è il Sangue e fragranza il Pane, e nella mia bocca, la tua fame d’amore risvegliava il mio desiderio. Non ha fine il frantumarsi del tuo Corpo, Pane di Dio: Parola e Fiore di frumento in biancore e vene di sangue e divino Spirito, mai abbastanza desiderato.

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  4. Se l’ordito prende forma dalle dita stesse di Dio, a completare il tessuto ci pensa la trama, l’altro insieme di fili che Dio ci dona, attraverso parole, colori e pensieri, elementi che esprimono al meglio l’arte della tessitura, perché tutti possiamo apprezzare la bellezza dell’arazzo che soltanto un Artista d’eccezione sa realizzare.

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  5. “A volte l’uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialza e continua per la sua strada.”
    Winston Churchill

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  6. “non c’erano mai stati così tanti funerali, come se la vita dovesse scontrarsi ogni momento con la forza opposta”

    La scorsa settimana ho partecipato ad un funerale tenero e molto difficile, con tante domande per una comunità intera – come può esserlo quando un fiore luminoso e fragile come un cristallo si recide – e che espone al cammino su un crinale dove la vita e la sua forza opposta sono lì, quasi da toccare.
    Più che mai, oggi, credo che grazia sia scegliere o trovare il filo d’amore con cui tessere anche il dolore più difficile e indelebile nel ricamo dei giorni, del tempo breve che è a sua volta tassello del tempo eterno; speriamo di riuscirci.

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  7. “un consenso fiducioso”

    “Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata”
    (Henry Scott Holland)

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  8. Nessuno è ideale,nessuno è perfetto. Ogni uno di noi ha suoi difetti, debolezze. E’ bene riconoscere suoi difetti per poter migliorarsi. Lo Spirito vuole proteggere noi dal Male perché il Male cerca le nostre debolezze per attaccare, per far cadere noi in male.

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  9. Noi umani spesso perdiamo la fede quando succede una disgrazia. Accusamo Dio che è colpevole perché non ha fatto questo che volevamo noi, e così diavolo trionfa, “il maligno elabora con puntiglio maniacale.”
    Ma il male non viene da Dio ma da avversario e solo perché noi lo permettiamo a dominare.

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