12. Un gioco facile

da qui

Accennavo alle realtà che il demonio è costretto a rivelare, se Dio vuole, e dicevo che, nel mio caso, hanno spesso a che fare con i sacerdoti.
Parliamo in maniera generica del diavolo, ma gli spiriti decaduti sono molti e ognuno ha un nome e compiti specifici.
Nella prima seduta, all’esorcista che chiedeva “Chi sei? Dimmi il tuo nome”, dopo una serie di contorcimenti e di rifiuti, il demonio fu costretto a rispondere: Asmodeo.
Tornata a casa, volli approfondire, e scoprii che è il demone della lussuria e dell’ira; l’etimologia più accreditata rimanda alla parola “distruttore”. Più tardi appresi che viene citato dal Primo Testamento, nel libro di Tobia.
Compito dell’esorcista è liberare la vittima, ma anche smascherare le intenzioni del persecutore, nella misura consentita da Dio.
Nel mio caso, il demonio ha ammesso molte cose: per esempio, che uno dei suoi intenti più importanti è quello di turbare i sacerdoti coi mezzi della seduzione, minando la chiamata fino a distruggerla del tutto. Un bravo sacerdote genera molte conversioni, per cui diventa subito il bersaglio preferito.
Riporto qui un dialogo avvenuto durante un esorcismo, per mostrare in che modo si svolgono le cose.
L’esorcista domanda: che armi usi per tendere insidie ai sacerdoti?
D: Le donne. Ho gioco facile, perché sono debolissimi.
E: Queste donne sono figlie di Dio; come riesci a convincerle?
D: Mi basta assecondarle, non devo fare nulla: sono m…(parola volgare, a indicare la leggerezza di costumi), non fatico affatto!
E: Può essere che alcune assecondino le proprie debolezze, ma molte comprendono l’errore e si ravvedono; tu non hai un potere così grande.
D: Macché, sono tantissime, e si ostinano: sono m…! E’ facile per me.
Finita la seduta, l’esorcista mi disse: hai sentito? Ecco perché è urgente pregare per i sacerdoti, ma anche per le donne che si fanno strumento nelle mani del nemico.
La cultura in cui viviamo favorisce atteggiamenti simili, non avendo educato in alcun modo al rispetto del sacro, e inculcando convinzioni errate sulla libertà, fino a illudere che appagando ogni impulso si realizzi la vera identità. Il peccato da cui nasce ogni altro male è quella che i Padri etichettano come “filautia”, l’amore per la propria volontà, così spesso truccato da virtù. E’ il gioco del demonio: alimentare pensieri e sentimenti incompatibili con Dio, rivestendoli di nobili intenzioni.
Ecco perché, in culture incentrate sull’individualismo e convinte della non esistenza del demonio, si ignora del tutto la sua azione, favorendo l’attuazione dei suoi piani.

15 pensieri su “12. Un gioco facile

  1. In altre circostanze mi sarei sentita di dover spendere subito parole in difesa delle donne, ma certe espressioni e generalizzazioni dette e pensate dal demonio, falso per antonomasia, in fondo fanno solo sorridere.

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  2. Triste e squallido l’aggettivo m… appiccicato a “ogni” donna; solo dalla bocca infida e perversa del nemico può sortire una frase di così basso livello.

    Il rispetto del sacro, così come in generale delle persone, così come della parola “sincerità”, vero! spesso è contraffatto dall’apparenza, dalla finzione, di quei cuori che si adoperano indefessi per garantirsi un posticino in paradiso – pensano – senza risparmiare appunti di generosità, piuttosto che consigli e preghiere, mantenendo in ogni caso elevata la distanza fra mani e parole. Ma tutto questo non ha senso e si sgretola inevitabilmente come sabbia, davanti alla parola Amore.

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  3. Posso anche citare una frase di un film: “voi non siete cattive, siete soltanto stupide” – questo ovviamente ha detto un maschio (solo che poi lui che si è messo in guai)

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  4. Si sembra che tutta colpa è di noi donne, cominciando dal principio, da Eva. No, siamo solo fragile e per questo abbiamo bisogno di aiuto.

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  5. La preghiera comunitaria ha la potenza. Anche nel Vangelo è scritto (cito dalla memoria): dove due o tre pregano nel mio nome là ci sta Dio. (più meno così, ma in questo senso). La forza sta nel gruppo.

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  6. Il diavolo esiste, sul serio. Mi sono incontrata con lui tante volte in varie situazioni, però per fortuna mio Angelo Custode mi protegge e mi aiuta.

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  7. ANGELI
    Satana, angelo individualista e superbo, è emblema di tutti gli angeli ribelli ai quali non è possibile il pentimento: “a far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta”
    (S.Giovanni Damasceno)
    “L’angelo non potrebbe ravvedersi perchè tutto ha visto con perfetta chiarezza.. creato in una natura che non conosce evoluzione e divenire, così la sua conoscenza non è costretta al faticoso divenire dell’umano, il suo corso non può più variare.. e il non potersi più pentire corrisponde simmetricamente, in Cielo, il non poter più essere sedotti”.
    Così come Satana è identificato col suo ruolo di separatore, così le schiere angeliche davanti al Volto di Dio, i Serafini fino alle gerarchie inferiori degli angeli, sono a gloria del Creatore e sottoposte alla signoria di Gesù secondo il disegno di Dio che dice: “lo adorino tutti gli angeli di Dio”. (Eb.1,6) Cristo, venuto a “ridurre all’impotenza colui che aveva il potere della morte, il diavolo” (Eb.2,14) e a “distruggere le sue opere” (Gv. 3,8) è anche “il Figlio dell’uomo che verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli”. (Mt.25,31)

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  8. “Signore, l’uomo che nel Paradiso..smarrì la via assegnatagli, come potrebbe senza guida, riprendere nel deserto la via smarrita? lì dove le tentazioni sono moltissime, difficile lo sforzo verso le virtù, facile la caduta nell’errore?..
    Chi poteva essere una guida così grande da poter aiutare tutti se non Tu, o Signore, che sei al di sopra di tutti? Chi avrebbe potuto mettersi al di sopra del mondo se non Tu che sei più grande del mondo?..
    Dacci di seguire Te secondo quanto sta scritto: “Tu camminerai dietro il Signore Dio tuo e starai unito a Lui”..Fa che seguiamo le tue orme, per poter tornare dal deserto al Paradiso” (S.Ambrogio)

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  9. Questo testo sempre più specifico e didascalico ci fa sentire e vivere la quotidianità col demonio , il vero attentatore alla nostra vita-etera che agisce, proditoriamente e sul suo campo migliore : questo mondo, alzando sempre più il prezzo della nostra libertà.
    Facile per lui, asessuato perverso,, inventare la menzogna che tutte le donne sono meretrici, quando invece sono angeli sulla terra.
    I terroristi come lui li dobbiamo eliminare.

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  10. Il terrorismo, come l’oppressione, l’imposizione, sono figli dell’insicurezza e della smania di potere, di controllo sull’altro. Sono elementi che rendono aride e tristi le persone, tolgono loro serenità e quel sorriso che traspare solo negli occhi di chi vive in pace col Signore.

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  11. Il rispetto del sacro come rispetto della diversità, di ogni alterità, dentro e fuori dal tempio, c’è tutta una musica da imparare a suonare in sinfonia. Che sia l’ agire impulsivo, gli abbagli delle incomprensioni, o le ipocrisie più o meno consapevoli: resta sempre il territorio dell’umile accettazione della propria ombra, dell’ incontro, del dialogo, del chiarimento, e, anche, del perdono, a promuovere il dinamismo dell’amore, laddove il “demonio” paralizza lo sguardo, impedendogli di provare a scorgere altre prospettive, o di cambiare opinione, e di cogliere realtà che magari si sono messe in cammino.

    Ci sono parole che, magari, possono uscire sull’onda di un momento, e, magari, dette proprio a chi si vuole bene. Anche l’impulso, a volte, è un demone che annebbia.
    Quando si radicano in giudizi di genere (donne=meretrici, sacerdoti=debolissimi), davvero è il nulla che tenta il colpo sull’essere umano. Ma la creazione merita di meglio.

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  12. Scusate, ma dopo tutte queste parole sul di donne, vorrei mettere anche qualche parola contro maschi, solo così, per tenere la bilancia in equilibrio.
    E cito qua dal libro di Luciana Littizzetto, anche se ha detto pure che “Eva avrebbe fatto meglio a girare alla larga dai meli.”
    ma di maschi scrive:
    “Mi sa che il vero uomo è un po’ come l’apparizione di un UFO. tutte un po’ ci crediamo, tutte un po’ ne parlano, ma nessuna giurerebbe davvero di averlo visto.”

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