23. La sfida

da qui

Avevamo scoperto che un aiuto formidabile ci veniva dal conoscere quello che il demonio gradiva e ciò che odiava con tutte le sue forze.
La trascrizione dei dialoghi tra lui e il sacerdote durante gli esorcismi rispecchiava il quadro delle sue ambizioni deliranti, la megalomania senza confini e la ferocia distruttiva con cui cercava proseliti dovunque, meglio se nell’ambito delle gerarchie ecclesiastiche e civili. Fummo impressionati da come parlava di quelli che amava definire i suoi teologi, di quanto contasse su vescovi e preti compiacenti, di come ispirasse l’operato di una gran quantità di politici e gente di cultura. Gelava il sangue pensare ai suoi attacchi proditori ai dogmi della fede, alla morale, fino alle abitudini più pratiche e comuni, come il modo di vestire. Tutto questo produceva un contraccolpo, spingeva ad abbracciare, con zelo raddoppiato, riti e consuetudini in cui avrebbe potuto insinuarsi una qualche tiepidezza: la confessione, l’adorazione eucaristica, il rosario, che aveva in orrore e contro cui imprecava col suo eloquio triviale e colorito.
Ci convincemmo, una volta per tutte, che la vita è una guerra titanica fra bene e male, e la posta in gioco la salvezza o il fallimento della propria storia. Ciò che colpiva, a prima vista, era il disprezzo sacrilego con cui egli insultava e denigrava Dio, la Madonna, i santi, e l’orgoglio con cui si dichiarava il solo responsabile della morte di Cristo. Il suo odio non poteva lasciare indifferenti: avrebbe turbato, e motivato, anche il più abulico degli uomini. E invece no, riflettevamo: la libertà consente di passarci sopra, di cavarsela comodamente con una alzata cinica di spalle. Il Signore voleva che fossimo memoria di una sfida da cui dipendevano le sorti ultime del mondo.

9 pensieri su “23. La sfida

  1. “Sara’ forse un’assurda battaglia ma ignorare non puoi
    che l’Assurdo ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi”

    Francesco Guccini

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  2. Ora, Satana, più si scopre, più combatte con ferocia, più svela l’ orrore del male e più si fa chiaro in noi l’ abisso dell’Amore.
    Il maligno abita la voragine della perdizione, l’ Amore è nel suo infinito, e se la tenebra turba , sconvolge più l’Amore, Luce e “radiosa notte che racchiude il giorno” eterno, roveto ardente del divino Oreb.
    Tu, Santo di Dio, dici: taci, e zittisce Satana mentre Tu, Parola, sei “sillabe in libertà”, incarnato Amore che ha vinto il mondo e il suo principe.
    Tu sei, questo basta
    Tu l’Amore, questo basta.

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  3. Un signore mussulmano, qualche tempo fa mi disse “satana non e’ nemico di Dio, e’ nemico degli Uomini..” ..in effetti Gesu’ ,come F ci ricorda, lo zittisce ,mica lo annienta.. e’ un contrappeso con cui abbiamo a che fare.., quando affermiamo ” con pensieri,parole, opere ..ed omissioni “,abbiamo la liberta’-responsabilita’ di sapere a chi rivolgiamo le nostre parole,i nostri pensieri,le nostre opere, ..Gesu’ non ha annientato satana, l’ha omesso..anche noi possiamo imparare da questa sua Liberta,che non era solo divina,era anche umanamente -umana.

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  4. L’alzata di spalle si rivolge a qualcosa o qualcuno che non è al centro della nostra attenzione : L’indifferenza al demonio appunto oltre ad essere per lui motivo di stizza è un modo per farlo sentire “omesso” ( come ben dice Chiara) e indurlo a tacere.

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  5. Come i genitori vogliono protteggere suoi figli dal male di questo mondo, così anche ogni uno di noi vorrebbe essere liberato dal attacchi del diavolo. Ma purtroppo ogni uno di noi deve proccedere sua strada, bambino deve prima o poi uscire dal ombra di suoi genitori per affrontare la vita, e ogni uno di noi deve affrontare tentazioni di maglinio. A volte si vince, a volte si cade.

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  6. Se esiste l’Energia creatrice, esiste anche il suo contrario, il nulla. Se l’Essere è infinito, anche il nulla sarà multiforme. Il nulla che ci assale della nostra vita quotidiana, magari inconsapevolmente, o quello che si insinua a tradimento “guastandoci la festa” anche con un cattivo pensiero, o scoraggiante, fino al nulla che si incarna nella storia del mondo portandolo (non credo sia un caso che proprio la terra in cui Gesù è nato, sia anche quella più martoriata e assalita dalle tenebre)

    ma

    “Temere il diavolo è come dubitare dell’esistenza di Dio” (Khalil Gibran)

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