24. Bruttezza

da qui

I dialoghi tra noi si facevano più fluidi, ci capivamo meglio; la verità delle nostre paure e dei nostri desideri emergeva senza suscitare attriti o incomprensioni; le parole s’inseguivano non più per sprofondare negli stessi gorghi, ma per giungere a una meta condivisa.
Un giorno mi indicò una pagina, in rete, che citava informazioni tratte da esorcismi. Fui felice di trovarvi lo stesso linguaggio e i temi emersi dalle mie sedute. Nel mio caso, tuttavia, gli argomenti concernevano spesso i sacerdoti, mentre qui la trattazione era più ampia: ciò che il demonio odiava e ciò che gli piaceva. Un vademecum su come comportarsi per non collaborare coi suoi piani.
Si avvertiva innanzitutto che, pur essendo menzognero, il demonio è costretto, in certe circostanze, a rivelare il vero, come avevo già accertato in proprio. Mi sentii sollevata dal fatto che le voci cominciassero a diffondersi, lo trovavo di estrema utilità. Per essere liberi, bisogna conoscere, poi ognuno sceglie come vuole.
Gli esorcisti non sono sprovveduti, il ruolo richiede uno spessore spirituale e umano rilevante, una cultura vasta ed esperienze decennali su soggetti estremamente eterogenei; si avvalgono spesso del sussidio di psicologi e psichiatri, prima di emettere diagnosi e iniziare le preghiere. Frequentemente, infatti, si tratta di disturbi mentali. Se il problema è il demonio, si capisce facilmente: sa toccare i punti deboli, è in grado di creare oscurità interiori così fitte e impenetrabili da frustrare ogni speranza. Tutto è morte con lui, ha un tocco in grado di ridurre tutto in cenere.
Durante la messa, soprattutto nei momenti in cui si proclama la Parola e si consacrano le specie, il malessere di cui soffrivo diveniva insopportabile; vincevo l’istinto di fuga unicamente per non cedere alla sua persecuzione: l’invocazione allo Spirito e a Gesù mi dava la forza necessaria per giungere alla fine.
La sua operazione più inquietante consisteva nel distorcere i tratti del mio volto: allora ero tentata davvero di mandare tutto all’aria.
Mi tornava in mente una frase estrapolata da un commento al profeta Geremia, in cui si ricordava che per lui la vendetta equivaleva alla preghiera: se vedevo il mio volto alterato, pregavo con disgusto e rabbia affinché la bruttezza del demonio e di tutte le sue arti divenissero evidenti, innanzitutto al prete con cui collaboravo, perché potesse scorgere, dietro le apparenze seducenti, l’opera diabolica che sfrutta le persone per raggiungere i suoi scopi.
In effetti, se le azioni straordinarie del diavolo si digeriscono a fatica, sono però meno insidiose del suo compito ordinario, ossia la tentazione: essa non appare espressamente distruttiva, ma si traveste di bellezza e di bontà. Altrimenti, chi lo seguirebbe? E’ il principe della menzogna: la scena del libro della Genesi illustra la sua azione insinuante – il serpente era il più astuto di tutti gli animali – e gli effetti a catena che ne scaturiscono.

9 pensieri su “24. Bruttezza

  1. La bellezza

    La bellezza cammina fra di noi
    come una giovane madre
    quasi intimidita dalla propria gloria.
    La bellezza è una forza che incute paura
    come la tempesta scuote
    al di sotto e al di sopra di noi
    la terra e il cielo.
    La bellezza è fatta di delicati sussurri
    parla dentro al nostro spirito
    la sua voce cede ai nostri silenzi
    come una fievole luce che trema
    per paura dell’ombra.
    La bellezza grida tra le montagne
    tra un battito d’ali e un ruggito di leoni.
    La bellezza sorge da oriente con l’alba
    si sporge sulla terra dalle finestre del tramonto
    arriva sulle colline con la primavera
    danza con le foglie d’autunno
    e con un soffio di neve tra i capelli.
    La bellezza non è un bisogno
    ma un’estasi,
    non è una bocca assetata
    né una mano vuota protesa in avanti
    ma piuttosto ha un cuore infuocato
    e un’anima incantata.
    Non è la linfa della corteccia rugosa
    né un’ala attaccata a un artiglio.
    La bellezza è un giardino sempre in fiore
    e una schiera d’angeli sempre in volo.
    La bellezza è la vita quando la vita si rivela.
    La bellezza è l’eternità che si contempla allo specchio
    e noi siamo l’eternità e lo specchio.
     
    K. Gibran

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  2. LA BELLEZZA CHE SALVA IL MONDO

    “La bruttezza del demonio” inquieta l’anima, ma siamo prede dell’Amore, divina Bellezza sostanziale rispecchiata nell’uomo creato a sua immagine. Il peccato è la peggiore rovina che possiamo sopportare ma anche desiderio di recuperare il nostro sembiante di figli nel sangue di Gesù che chiama a:
    “Morire nella Bellezza che muore, lasciando che tutto si trasfiguri in una nuova, altra bellezza”
    Gesù è la Bellezza che salva il mondo.
    “Il volto dell’uomo dei dolori abbandonato sulla croce non è altro da quello del “più bello tra i figli dell’uomo”. E questo significa che anche la fragilità della carne segnata dal dolore e dal male, la scena del mondo che passa, proprio in quanto assunte dal Verbo nel suo abbandono per amore nostro, sono state resi partecipi di un mistero di bellezza che può trasfigurarle dal profondo: “il piccolo bene”, il bene contratto dal Verbo abbreviato per noi, rende bello e salvifico tutto ciò che appartiene alla piccolezza del tempo”.
    (Bruno Forte, vescovo)

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  3. “Dio è l’Essere per eccellenza; questa è la prima perfezione che lo distingue radicalmente dalle creature” e lo è “con certezza e verità in quanto da se stesso, in sè stesso e per sè stesso è ciò che è, perchè possiede in modo tale l’essere che lo fa essere, che niente può esistere per far sì che Egli non sia”. Questo lo pone al di sopra di ogni creatura che trae origine dalla sua radice, “lucente Stella del mattino”, anche Satana è sottoposto alla signoria del suo Creatore e non può proporsi come antagonista di Dio, perchè non c’è relazione di grandezza tra Dio e il Male che lui impersona; come natura angelica è però superiore all’uomo e nemico dell’uomo e “come spirito apostata fa della nostra miseria la sua gioia e del nostro bene la sua sconfitta. Decaduto dal bene comune ad ogni creatura e dalla vera beatitudine, questi non è più sottomesso alla verità, e gode di gioie private odiando il bene comune a tutti”
    (Guglielmo di S.Thierry)
    C’è Satana che tenta al male ma non ha potere di far perdere le creature, e c’è l’Amore che si rivela e riconduce a sè: Gesù, Dio che salva: “inserzione dell’interiorità del mondo nell’interiorità di Dio”.

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  4. Si comprende meglio, qui, quanto la bruttezza e la bellezza non siano affatto qualità estetiche ed è proprio quel demonio di Satana a farcelo intendere. La bruttezza dei suoi atti spesso si cela dentro la bellezza dei volti umani, mentre la bellezza di Dio la troviamo anche negli anfratti più brutti del mondo.

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  5. Permessa l’esistenza del nemico e delle sue trappole , così ampiamente spiegate in queste pagine e in cui credo fortemente, non riuscirei a concepire un mondo diffidente; in genere tendo a fidarmi delle persone e delle situazioni, in particolare degli occhi dell’interlocutore che, secondo me, sono davvero specchio dell’anima, intesa come sincerità / bontà. Ciò non toglie l’eventuale frecciata da mettere in conto, ma penso anche che quando si è vittima di una delusione , parte della causa ne siamo anche noi.

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  6. ps: la citazione è della poetessa “nata il ventuno a primavera” (non si riesce a inserirne il nome nel commento)

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