28. Ampi orizzonti

da qui

Facevamo progressi nonostante noi, guidati da una mano sapiente che sapeva trarre il bene da ogni situazione, anche la più critica e spinosa.
Il sacerdote scoprì l’ostacolo che impediva di gestire i conflitti in maniera più serena: la paura della perdita, la piaga profonda alla base degli effetti incontrollati che spesso alteravano la nostra relazione. Il principio era affidarsi, perché solo lo Spirito avrebbe guarito le ferite che causavano timori e difese nei rapporti, reazioni troppo umane fra di noi, come la sempre più frequente gelosia.
Non so se si trattasse di una coincidenza, ma riuscii, da quel momento, a realizzare il consiglio dei Padri della Chiesa che lui spesso ripeteva: rievocare, appena svegli e prima di dormire, l’esperienza dell’amore di Dio. Rovistai tra i ricordi più importanti e ne trovai di intensi e emozionanti, ma nessuno mi portava a Lui. D’un tratto riaffiorò la memoria di un vento che scuoteva il grano selvatico e carezzava il mio viso con amore, l’esplosione di bellezza che investì i miei occhi guardando gli altri e il mondo circostante. Compresi, allora, il passo del Primo Testamento in cui si vede Elia riconoscere il Signore nella
qol demamah daqqah, la voce di silenzio sottile che avverte dopo il turbine, il terremoto e il fuoco. Rammentai che, nel mezzo di una strada trafficata, mi bastava intercettare una spiga o un fiore scossi dal vento per carpire la bellezza nascosta della vita.
I nostri orizzonti, nel frattempo, si ampliavano: da ogni parte giungevano notizie su scenari futuri disastrosi, che rendevano urgente un appello alle coscienze di fronte allo scontro titanico tra bene e male. Era chiaro che la nostra storia, dopo fasi a dir poco tormentate, necessarie per purificarci, conduceva in direzione di ciò che il sacerdote aveva scritto sul quaderno rosso: dare agli altri ciò che avevamo a nostra volta ricevuto.

16 pensieri su “28. Ampi orizzonti

  1. Una volta il mondo era trasportato sul dorso della tartaruga/finchè la parola non prese il posto dell’immagine/tu le hai restituito l’immagine/ hai permesso alle idee di essere viste come colore puro.

    N. Sthephedson

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  2. L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
    e così noi vediamo magia e bellezza in loro:
    ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi.

    K. Gibran

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  3. “ESPLOSIONE DI BELLEZZA”
    “Esplosione di bellezza” non è che “ampi orizzonti d’amore. Bellezza: “ignoto da esplorare” e dolce svelarsi dell’Amore di splendore in splendore come “diffrazione della luce originanaria”e “gioia e unità delle cose”.
    Bellezza che è profezia: non “qualcosa ma Qualcuno” che scandisce i secoli e la storia, “pascolo dei tuoi eletti”, splendido Giglio delle convalli sei nell’ ondeggiare di frumento e vigne in liturgia di lode, “nell’ esplosione della loro bellezza”, come “nell’onda del calice” e nella fragranza del Pane.
    Tu che conchiudi tutti gli universi “ti fai trovare, anche, da chi non ti cerca”, Amore- Bellissimo.

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  4. GELOSIE
    “Si allontani dall’anima mia ogni ingiustizia perchè io ti ami, Signore Dio mio, con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima, con tutte le mie forze; si allontani ogni gelosia perchè non mi avvenga di amare accanto a Te qualcosa non a causa di Te, o veramente unico Amore, vero Signore. E se amo qualcosa a causa di Te non è più quella cosa che amo, ma sei ormai Tu, a causa del quale amo ciò che amo”.
    (Guglielmo di S.Thierry)

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  5. Non c’è gelosia, né abbaglio in un sorriso che si apre sincero, soltanto bellezza, quando sublimi il tuo dolore in qualcosa di speciale che ti accompagna per sempre. Vivi l’attimo, tocchi ancora una volta ciò che non hai più, e ti accorgi che è ancora e sempre lì, con te. qol demamah daqqah.

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  6. “…l’ostacolo che impediva di gestire i conflitti in maniera più serena”
    il problema di tutti giorni. Ogni problema si può vedere da varie punti di vista, solo che noi umani, popolo combattivo, ogni problema risolviamo con la violenza, al litigo rispondiamo con litigo. Ma basta soltanto fermarsi e accogliere tutto con amore. Lo so, non è facile, ma è possibile.

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  7. Adesso, in quel periodo sono diventata di più sensibile; ogni gesto d’amore raccolgo come una preziosa perla o come bellissimi fiori. E ripeto continuamente ad alta voce: esistono brave persone. E queste persone sono come i fiori sul prato, basta guardarla e dire: com’è bello!
    La vita non è orribile, la vita dipende dal nostro sguardo, se riusciamo vedere la bellezza anche tra le erbacce.

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  8. @ Agnese,
    abbiamo sempre qualcosa da imparare.. da te sempre.

    “la vita dipende dal nostro sguardo, se riusciamo vedere la bellezza anche tra le erbacce”.

    Un abbraccio cara Agnese e grazie di essere così!

    ernestina.

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  9. ” Nel mezzo di una strada trafficata…Intercettare una spiga..O un fiore scosso dal vento…” Esiste una frequenza dell’ Amore…Percepirla è salvarsi Da ogni nefandezza. Poter ricominciare. Nonostante…Non c’è abisso da cui l’ Amore non possa sollevarci!

    Quello che scrivi, caro Fabrizio, è un dono! In queste ore tormentate ….Un dono grande! E dirTi Grazie!…Davvero poca cosa..

    LeggerTi…E’ e-ducarsi all’ Amore..

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  10. Il dono del tormento non è dato a tutti quasi che Dio in questo applichi una sorta di ingiustizia. Spesso ti interroghi sul perché alcune creature, essendone prive, non possano avvicinarsi presto a Lui. Allo stesso modo capisci come diventi doveroso per chi con quello si sta purificando tentar di permeare gli altri di questa condizione, sebbene spesso la corteccia del male è oltremodo resistente.

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  11. Poco più di un mese fa, una domenica mattina a San Carlo, ho sentito un canto che mi ha commossa molto. Sembrava raccogliere tutto di giornata che resterà per sempre nel calendario: il valore che per me ha avuto quel ritorno a Roma, dopo un anno tanto carico e particolare, il lampo buono degli abbracci, dei saluti, delle strette di mano, di un sorriso, degli incontri, lo sconcerto per una notizia di una morte, un altro dolore, che mi ha raggiunta proprio quella domenica – lasciandomi diverse domande, ad alcune non so quando arriverà la risposta, altre richiedono che la risposta venga da me. Confido nella carezza di quella giornata e di quel canto.

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