29. La miscela

da qui

Facendo un poco d’ordine tra le carte accatastate sopra il tavolo, mi venne incontro un’immagine che mai avrei supposto di trovare: un Gesù misericordioso uguale a quello rinvenuto nel santuario abruzzese, che nel frattempo si andava rivelando una presenza decisiva nel nostro percorso verso Dio.
Sul lato anteriore avevo scritto: L’organismo spirituale. Fede, speranza e carità; sul retro: l’insegnamento di Loreto è una decisione: sposarsi con Dio. Il segno di questo sarà per sempre la fede al dito, il sigillo dello Spirito Santo. Mi colpì quella traccia proveniente dal passato e, come sempre in questi casi, diedi un’occhiata al calendario: era il giorno di San Bonaventura, l’autore del testo che aveva inaugurato le nostre letture formative: L’itinerario dell’anima a Dio,, un libro difficile ma chiarificatore riguardo ai passaggi necessari per un progresso nel rapporto col Signore. Il richiamo alle virtù teologali ricordava che don Mario era presente più che mai: continuava a intercedere perché noi realizzassimo il Progetto, sempre più orientato a un’unione mistica con Cristo nelle vie imprevedibili del Padre, l’unico in grado di leggere nelle pieghe e nelle piaghe della storia, di prendere in mano il bandolo perduto della nostra vocazione. Guardavo l’immagine che avevo con me dovunque andassi: gli occhi dolci e penetranti mi fissavano, ricordandomi qualcosa che avevo perduto chissà quando, distratto dal nemico. Ora sapevo a chi rivolgermi ogni volta che avessi avuto bisogno di risposte: ritrovavo me stesso, nei suoi occhi, l’incontro con lei, la memoria della vita con don Mario e, soprattutto, il concentrato di calore, luce e profumo, che è l’amore dello Spirito Santo.

9 pensieri su “29. La miscela

  1. Una situazione ideale, il perfetto equilibrio tra umano e spirituale, la metà più’ ambita: l’ordine del cuore.

    “E il cuore trafitto, che il dolore ogni giorno alletta, muore benedicendo la sua freccia.”

    Charles Baudelaire

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  2. SPOSARSI CON DIO
    Sposarsi con Dio è la meta, è l’unione mistica; lo Spirito Santo conduce all’unità che solo Amore conosce e che l’anima può percepire non per via d’intelletto ma che “si sa per amore”, quando gli affetti del cuore sono “trasferiti e trasformati in Dio”.
    In balia dell’Amore, “tenebra luminosa”, la creatura è chiamata dal nulla “ad attingere l’incandescenza dell’Amore”, talamo dell’effusione divina.

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  3. L’AMORE CHE CHIAMA A NOZZE
    “Il tuo cuore si commuove dentro di Te, il tuo intimo freme di compassione, non sono forse io una tua figlia prediletta?”, Tu mi creasti mentre io non ti conoscevo, non ti cercavo, non ti desideravo, Amore increato!
    Dall’eternità Tu mi hai desiderata in attesa del mio desiderio, anche quando fuggii in “una terra di ululati solitari” mi afferrasti, smarrita ero come non fossi, e mi ritrovai ripiena di Te.
    Ora il mio cuore si commuove dentro di me, il mio spirito freme d’amore, non sei forse Tu, il mio solo Amore!

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  4. In quell’immagine, forse una stampa sbiadita (mi sembra di averla davanti), la luce di due “occhi dolci e penetranti” vogliono ricordarti qualcosa: che l’unione mistica con Cristo passa attraverso le virtù teologali e si suggella nello Spirito Santo. Seppur “distratti dal nemico”, come sfuggire a quello sguardo d’Amore?

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  5. Uno sguardo che rivela
    il tormento interiore
    aggiunge bellezza al volto,
    per quanta tragedia e pena riveli,
    mentre il volto
    che non esprime, nel silenzio,
    misteri nascosti non è bello,
    nonostante la simmetria dei lineamenti.
    Il calice non attrae le labbra
    se non traluce il colore del vino
    attraverso la trasparenza del cristallo.
    K. Gibran

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  6. Gli alti e bassi della vita, la fede che talvolta vacilla, le prove di sopravvivenza , più o meno azzardate, inaspettate, formano ogni giorno una corazza sempre più dura e difficile da scalfire, per noi e per chi ci circonda . Ci sono lati del nostro carattere che molti credono di conoscere, piccole sfumature che crediamo di offrire solo a chi riteniamo più particolarmente vicino e che Qualcuno conosce bene senza nemmeno avergliele accennate. Se ci accorgessimo di queste intese potremmo raggiungere brevi e intensi attimi di unione elevata: risposte preziose nei silenzi dell’attesa.

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