44. Credere e affidarsi

da qui

Il prete era sicuro, di ritorno dal ritiro di Loreto, d’aver ricevuto alcune grazie.
Un mattino, al telefono, mi disse: adesso concentriamoci soltanto sugli scritti di don Mario, l’opera che dobbiamo promuovere, senza distrazioni. Sapeva esprimere in termini precisi quel ch’io percepivo per istinto, senza riuscire a ricavarne un senso più compiuto. Ormai, sulle questioni importanti, procedevamo in completa sintonia.
Non l’avevo mai visto così determinato: mi spiegò che, attraverso don Mario, gli si era rivelata la vera identità, e adesso gli premeva riscoprire il sé profondo venuto alla luce grazie a lui, e svilupparlo restando fedele alla preziosa eredità.
Già, l’identità: mi rendevo conto di come il mio cammino consistesse nel perderla, o meglio, nel lasciarmela plasmare. Mi sentivo una grotta scavata che, nel silenzio, accoglieva quel che le veniva offerto, senza averne una coscienza distinta.
Il sacerdote mi diceva: don Mario, come tuo direttore spirituale, non può non averti trasmesso, in tre anni, qualcosa d’importante. In effetti era stato decisivo, ma faticavo a riconoscerne, in termini esatti, il contributo. Passato e presente formavano un groviglio inestricabile come, all’orizzonte, mare e cielo si confondono e non sei in grado di coglierne il confine.
La mia vita, pensavo, era una raccolta di racconti piuttosto che un romanzo, in cui un filo invisibile connette la trama e i personaggi. Forse avrei potuto ritrovare il bandolo in una frase sentita da don Mario: non devi far nulla, solo metterti davanti al Signore e lasciarti accompagnare.
Questa era la via; farsi condurre in un cammino in cui mancavano strumenti e conoscenza; vivere la fede come lui la descriveva nelle catechesi: qualcosa che può far paura, che sperimenti come un rischio, perché il Signore non rivela ciò che ti accadrà. Non ti resta che credere e affidarti.

7 pensieri su “44. Credere e affidarsi

  1. “Non devi far nulla, solo metterti davanti al Signore e farti accompagnare”

    Luce da luce, Tu sei l’ unico Maestro: “non fatevi chiamare -rabbì- perchè uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli”, Tu sei la lucerna dei cuori alla quale consegnare la coscienza “per poter essere sempre docibili da Dio, sempre ammaestrabili”.
    Sapienza venuta dal cielo, stupore della creazione, quanti secoli in attesa della tua incarnazione, Cristo! il “solo confine immobile/ l’abisso dove si annulla l’eterno/ e non ha più onda il tempo”, desiderio delle genti, arca della divinità, evangelizzatore sul quale è lo Spirito del Signore, Tu solo rivelazione di Dio: essere nella tua umanità, non è che essere dal Padre, divinamente amati.

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  2. “Chi sei, dolce Luce che inondi e rischiari la notte del mio cuore? Tu mi guidi con la mano di una madre; ma se mi lasci non avanzerei di un passo. Tu sei lo spazio che circonda il mio essere e in cui si nasconde”.
    (S.Teresa Benedetta della Croce)

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  3. “Non confarmetevi a questo mondo, non andare negli schemi di questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio.”
    Papa Francesco

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  4. “Non ti resta che credere e affidarti.”

    “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”
    (Mt 28,20)

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