60. L’ultima parola

da qui

Più le promesse divenivano realtà, più cresceva l’azione del maligno, che si serviva d’interventi esterni e di pensieri che tendevano a incrinare le certezze e a far sorgere sospetti. Continua a leggere

Il cacciatore di gesti

Means
di Giuseppe Granieri

“Mi interessa come la gente vive la vita di tutti i giorni. Sì, insomma, il modo in cui le persone trascorrono il tempo, le cose con cui lo riempiono. Non quelle grandi, i piccoli dettagli: la donna che stende i panni sul filo, alla vecchia maniera, rompendo con la convenzione dell’asciugabiancheria a gas, il movimento fluido delle sue braccia che sollevano le lenzuola, una molletta di legno tra i denti, l’ondeggiare del filo, carico di lenzuola gonfiate dal vento, in risposta al modo in cui la donna si alza e si protende verso di lui quasi in segno di saluto; un ragazzo al distributore di benzina che fa il pieno ai clienti, un piede sulla striscia nera del paraurti in gomma, la gamba che dondola con decisione su e giù mentre lui riempie il serbatoio, la macchina che si alza e si abbassa dolcemente, e intanto i suoi occhi si perdono a fissare un punto sull’orizzonte e lui si pizzica le macchie sotto le maniche della felpa verde. Sono un cacciatore di gesti. Catturo istanti e me ne prendo cura”.

Sto leggendo, in questi giorni, Episodi incendiari assortiti (una raccolta di racconti di David Means, pubblicata da minimum fax, 163 pag., 9 euro). Quello che avete appena letto è l’incipit dell’undicesimo racconto, Il cacciatore di gesti. Un attacco tanto denso di significato che non mi ha ancora permesso di andare avanti nella lettura del racconto: leggo e rileggo queste righe. Sarò in grado di procedere nella lettura?

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi e la buona scuola per la Repubblica

Il prossimo 2 ottobre la LIP (Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica) verrà ripresentata pubblicamente, a Roma, alla presenza di parlamentari di diversi schieramenti politici, sindacati, associazioni, movimenti e giornalisti. La LIP nasce dal mondo della scuola, è stata discussa e sottoscritta da oltre 100.000 persone, presentata in Parlamento da un gruppo di senatori di diversi Gruppi come disegno di legge rispettivamente 1583 al Senato e 2630 alla Camera. Quale differenza con la “Buona Scuola” di Matteo Renzi (vedi qui), calata dall’alto, annunciata con un filmato, oggetto di un questionario a risposta chiusa in cui non è possibile esprimere dissenso. Facciamo nostro l’invito di Marina BoscainoChe i Presidenti della Camera e del Senato intervengano per garantire che la proposta di legge di iniziativa popolare (LIP), formalmente presentata da parlamentari di diversi gruppi politici (PD compreso) sia portata al confronto con la proposta governativa in modo da consentire all’opinione pubblica un corretto e democratico confronto“.
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Avrei ricordato tutto quello che avevo visto

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Sono passati quasi venticinque anni dal giorno in cui la moglie di Jerzy Kosinski lo trovò nella vasca da bagno del loro appartamento di Manhattan col capo chiuso in un sacchetto di plastica.
Lo scrittore polacco naturalizzato statunitense era saltato agli onori della cronaca letteraria nel 1966 con The Painted Bird (L’uccello dipinto, 1967) il libro che lo avrebbe reso famoso nel mondo fino a fargli valere il National Book Award nel 1969.
Da quel momento in poi Kosinski fu indicato come uno dei più promettenti scrittori americani del dopoguerra e due dei suoi libri successivi, Steps (Passi, 1969) e Being There (Presenze 1973) divennero dei veri e propri classici (da Being There venne anche tratto un film di grande successo con Peter Sellers): l’autore comparve spesso in televisione, partecipando anche a The Tonight Show di Johnny Carson, recitò nel film Reds di Warren Beatty, presentò un Oscar per la miglior sceneggiatura e venne più volte messo sulla copertina del New York Times Magazine.
Ma la sua reputazione di grande Continua a leggere

RETE PADRONA, di Federico Rampini

di Massimo Maugeri

L’abbiamo scritto altre volte. Ogni rivoluzione ha i suoi pro e i suoi contro: anche quella digitale. Federico Rampini lo sa benissimo, avendo grande consapevolezza di tutto ciò che riguarda gli aspetti meno nobili dell’evoluzione tecnologica. Ne parla abilmente nel suo nuovo libro: “Rete padrona. Amazon, Apple, Google & co. Il volto oscuro della rivoluzione digitale” (Feltrinelli, p. 278, € 18): «tutti promettono, all’inizio, di inventare un capitalismo nuovo. Disdegnano il profitto. Finché scopri che stanno creando una società diseguale quanto il vecchio capitalismo newyorchese. Perseguono gli stessi disegni egemonici, monopolistici».
Non è un saggio incentrato sul tecno-scetticismo, questo di Rampini (il quale peraltro tiene a precisare che, anche a suo giudizio, gli aspetti positivi della rivoluzione digitale superano comunque quelli negativi). Al tempo stesso, però, occorre puntare il dito su alcune distorsioni che sono profonde, in alcuni casi perfino inquietanti. Continua a leggere

Così stanno le cose. Il Salento del Professor Virgilio

Galatina
di Augusto Benemeglio

1. La morte di Virgilio

No, amici lettori , non è il Salento che vide Publio Virgilio Marone tornando dalla Grecia in quel lontanissimo giorno di un settembre di fuoco, col sole a picco, senza ombre, fiumare asciutte, terra gialla di stoppie ,rintronata dal frinire ossessivo di cicale scoppiate ( “ogni notte scoppiano tra i rami cigolii sanguinari”); quello fu un Salento nero , pieno di occhi di luna e strisce di lutto , in cui il mantovano trovò la parola chiusa , che diventa morte, trovò la sua lenta fine (Hermann Broch , nel suo libro ,“Morte di Virgilio”, immagina una lunga agonia di diciotto giorni). Continua a leggere

57. La roccia

da qui

Venne il giorno della verità, invocata da entrambi, perché le profezie ricevute si avveravano l’una dopo l’altra, in un succedersi logico di eventi, ma rimaneva un nodo che nessuna preghiera o sacrificio erano mai riusciti a sciogliere e che rischiava di portare il Progetto al fallimento: l’impasse nella nostra relazione, così consolidata da non lasciar intravedere vie d’uscita. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.96: Il palio dei buffi. Ugo Cornia, “Il Professionale”

Ugo Cornia, Il ProfessionaleIl palio dei buffi. Ugo Cornia, Il Professionale, Milano, Feltrinelli, 2012

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di Giuseppe Panella

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Cornia non si smentisce: anche Il Professionale (che reca come sottotitolo Avventure scolastiche) è un “palio dei buffi” (per riprendere il titolo di una celebre raccolta di racconti di Aldo Palazzeschi).

Il protagonista (che scrive in prima persona e che potrebbe essere – anche se poi non lo è – lo stesso autore) nel 2001 si licenzia dalla scuola dove insegna perché non ce la fa più ad alzarsi presto, percorrere chilometri su chilometri in automobile per andare a insegnare ancora semiaddormentato e stanco dopo aver fatto tardi la sera e, inoltre, non ha tanto bisogno di guadagnarsi da vivere avendo a disposizione un po’ di milioni delle vecchie lire guadagnati con i diritti d’autore e con tre premi letterari. I mesi successivi al suo licenziamento volontario saranno di grande incertezza: nonostante sia scappato dalla scuola che gli sembrava una gigantesca trappola in cui era caduto quando si era iscritto e aveva iniziato a frequentare la Facoltà di Filosofia con lo scopo precipuo di insegnare (e lo aveva anche dichiarato a chi glielo aveva chiesto), della libertà che ne aveva ricavato, alla fin fine, non sembrava importargli moltissimo, tanto più che, mentre tornava a casa dopo essersi dimesso, aveva investito un cane anche se non aveva avuto colpa nell’incidente:

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“BUONA LETTURA” 6. “RICETTE PER OGNI STAGIONE.CON LE ERBE E I FIORI DELLE ALPI DEL MARE”

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

copertina ricette per ogni stagioneRicette per ogni stagione di Libereso Guglielmi (Edizioni Zem) è un vero e proprio libro “da assaggiare”, perché rimanda i sapori e gli odori della zona compresa fra la Riviera dei Fiori e le Alpi del Mare. Una zona che offre una grandissima varietà di specie botaniche e che rappresenta un crocevia sulla strada delle migrazioni vegetali.

Dopo aver raccontato della sua scelta vegetariana, in Ricette per ogni stagione il giardiniere di Calvino ci presenta la “sua” cucina, quella “povera”, che utilizza i fiori, gli scarti dell’orto, le foglie e il fusto delle erbe spontanee, e che rispetta la stagionalità dei prodotti. Continua a leggere

provocazione in forma d’apologo 274

Pochi istanti prima di morire, stringendomi più forte la mano, la mia cara compagna ha mormorato: “Adesso devo andare, se posso ti scrivo, a presto”, parole che mi hanno stupito visto che fino ad allora era stata lucida, ma che subito dopo si sono un po’ perse nel vortice di dolore e di incombenze di quei giorni tremendi.
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Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: competizione e povertà per tutti

Punti “forti” della “Buona Scuola” sono merito e valutazione, ma proprio questi lasciano più sgomenti: un insegnante dovrebbe pensare così: “in questo istituto mi trovo bene, non è lontano da casa, lavoro bene con le mie classi… però non riesco ad avere l’aumento di 60 €. Sai cosa? Potrei chiedere il trasferimento in un’altra scuola, magari più lontana, dove iniziare tutto da capo, ma che sia piena di insegnanti mediocri con pochi crediti”… Come perplessi lascia la recente Direttiva sulla Valutazione: una ennesima “grida manzoniana“: si parla di valutare il 10% delle scuole ogni anno. Per valutare l’intero sistema nazionale occorrerebbero quindi 10 anni: la scuola X potrebbe essere valutata una prima volta nel 2016 e una seconda nel 2035!… Su vivalascuola di questa settimana ne fornisce una analisi Carlo Salmaso. Continua a leggere

L’Arcadia di Lauren Groff

GROFF Lauren foto
Un bellissimo romanzo sulla gioventù americana

di Guido Michelone

Arcadia è il nome di una comune hippy o meglio dell’enorme dimora al centro di un vasto territorio incontaminato tra boschi, laghetti, foreste, torrenti, dove, alla fine degli anni Sessanta, si insediano alcune decine di giovani fricchettoni, decisi a trasformare i vecchi ruderi in un’autentica ‘Città del Sole’. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.95: Tipologie del disagio umano. Luisa Brancaccio, “Stanno tutti bene tranne me”

Luisa Brancaccio, Stanno tutti bene tranne meTipologie del disagio umano. Luisa Brancaccio, Stanno tutti bene tranne me, Torino, Einaudi, 2013

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di Giuseppe Panella

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Un blocco di appartamenti in una zona residenziale di una città di cui non viene mai fatto il nome e che può essere qualsiasi grande insediamento urbano italiano è il teatro delle vicende di una serie di esistenze umane che si incrociano e si ritrovano all’interno della descrizione di una serie di tipologie (peraltro assai diffuse) del disagio esistenziale, di quello che una volta, con termine preso a prestito dalla filosofia hegelo-marxista, veniva definita “alienazione”.

Nel primo capitolo di questo romanzo di esordio di Luisa Brancaccio (classe 1970 ed ex-appartenente a quella che, per una breve stagione letteraria, è stata definita “gioventù cannibale”), sono due fratelli a esibire le loro angosce e le loro passioni: lui, studente di medicina che ha appena fallito il fondamentale esame di anatomia senza avere il coraggio di dirlo ai suoi genitori, riceve in regalo dalla sorella una bustina di eroina e ammette la sua dipendenza dalle droghe pesanti (non ritornerà più nella narrazione).

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Salvate il romanzo Crum!

Crum
di Giorgio Gizzi

I venti di crisi che soffiano impetuosi (anche) sul mondo editoriale italiano sembrano non aver impedito neppure quest’anno la consueta produzione ipertrofica: è da decenni ormai che nel nostro paese vengono pubblicati circa 65.000 nuovi titoli ogni anno, molti dei quali non arrivano in neppure una copia in libreria o nei magazzini dei giganti on line, dove ci illudiamo possa esserci spazio per tutto. Continua a leggere