48. Il mondo rinnovato

da qui

Se il Signore ti chiama, non è per portarti a spasso a goderti il panorama; o non solo per quello.
Ricordo le giornate passate con don Mario quando, d’estate, si stava a Taormina dai parenti, o in posti di montagna a respirare un’aria purgata dai miasmi parrocchiali. Non è che mancasse la bellezza; ma questa s’intrecciava con gli eventi di una vita al limite dell’impossibile, percorsa da pericoli e tensioni, contrasti e dissapori dettati unicamente, spesso, da motivi infantili e ottusità. Lo stesso schema si profilava in questo tempo in cui ci affacciavamo sul vivo del progetto, curiosi di capire il suo sviluppo, ma anche turbati da ostacoli e imprevisti. Ormai eravamo certi che i nodi si sarebbero risolti soltanto con l’aiuto della grazia, che trame e maneggi sotterranei sarebbero stati scongiurati dall’azione provvidente di Dio. Pareva, certe volte, di trovarsi accerchiati da persone che attendevano il momento più opportuno per costringere alle proprie condizioni, a scapito del bene comune; fedeli a cui del ruolo nella chiesa restava solo il nome, volti com’erano ad imporre il proprio punto di vista interessato. Ma il Signore esortava a non lasciarsi scoraggiare, a fidarsi delle sue indicazioni, per uscire vittoriosi dai passaggi più difficili. Come contraddirlo? Per noi, naufraghi in balia della tempesta, i suoi consigli erano travi di legno a cui aggrapparsi. Non era l’esperienza d’Israele nel deserto? La vita di fede a cui don Mario m’aveva iniziato con pazienza, cominciava a dispiegarsi davanti ai nostri occhi stralunati, un po’ per lo stupore, un po’ per la paura. Tornavamo a ripeterci le parole del Risorto: coraggio, non temete. Come se la storia del mondo rinnovato sbocciasse in quel momento, e nessuno potesse più arginarla.

9 pensieri su “48. Il mondo rinnovato

  1. IL NAUFRAGO

    Il mare, al buio, fu cattivo. Urlava
    sotto gli schiocchi della folgore! Ora
    qua e là brilla in rosa la sua bava.

    Intorno a mucchi d’alga ora si dora
    la bava sua lungi da lui. S’effonde
    l’alito salso alla novella aurora.

    Vengono e vanno in un sussurro l’onde.
    Sembra che l’una dopo l’altra salga
    per veder meglio. E chiede una, risponde

    l’altra, spiando tra quei mucchi d’alga…

    – Chi è? Non so. Chi sei? Che fai? Più nulla.
    Dorme? Non so. Sì: non si muove. E il mare
    perennemente avanti lui si culla.

    Noi gli occhi aperti ti baciamo ignare.
    Che guardi? Il vento ti spezzò la nave?
    Il vento vano che, sì, è, né pare?

    E tu chi sei? Noi, quasi miti schiave,
    moviamo insieme, noi moriamo insieme
    costì con un rammarichìo soave…

    Siamo onde, onda che canta, onda che geme…

    Tu guardi triste. E dunque tua forse era
    la voce che parea maledicesse
    nell’alta notte in mezzo alla bufera!

    Noi siamo onde superbe, onde sommesse.
    Onde, e non più. L’acqua del mare è tanta!
    Siamo in un attimo, e non mai le stesse.

    Ora io son quella che già là s’è franta.
    E io già quella ch’ora là si frange.
    L’onda che geme ora è lassù, che canta;

    l’onda che ride, ai piedi tuoi già piange.

    Noi siamo quello che sei tu: non siamo.
    L’ombre del moto siamo. E ci son onde
    anche tra voi, figli del rosso Adamo?

    Non sono. È il vento ch’agita, confonde,
    mesce, alza, abbassa; è il vento che ci schiaccia
    contro gli scogli e rotola alle sponde.

    Pace! Pace! È tornata la bonaccia.
    Pace! È tornata la serenità.
    Tu dormi, e par che in sogno apra le braccia.

    Onde! Onde! Onda che viene, onda che va…

    G. Pascoli

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  2. “NON TEMETE”

    “..polveri e sterpi/ le imprese a lungo tentate”, Tu, Amore, sei affannosa inventiva ai nostri naufragi, luminoso creatore di bellezza, sei un evento sull’oceano del nostro dibatterci, in aspetto e parole un prodigio inatteso nel deserto del cuore, Amore, antica novità: firmamento rilucente divinità sulla miseria del nostro pensarti.
    Sei l’Oltre incarnato alla nostra umanità, sebbene eluso, un sospiro ti svela.

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  3. “Il mondo rinnovato”- suona un po’ come la rivoluzione: uscite dalle vostre case, dal vostro mondo chiuso, dal vostro egoismo, vostro gonfio ego, uscite sulle strade e insieme mano nella mano portiamo la luce del amore. “Il Signore ti chiama (…) e ti dice: coraggio, non temete:”
    Chi viene con noi?

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  4. Nessuno sa se e quando il mondo si rinnovera’. E’ come viaggiare da soli su una strada dai mille tornanti che celano agli occhi tutto cio’ che potresti incontrare al di la’: un masso sulla carreggiata, un’auto che sbanda o una chiazza d’olio. Perche’ no finalmente quell’ampia terrazza che tanto aspettavi con la vista sul panorama ( forse il golfo del Conero) che stavolta ti appare diverso. La pazienza ti deve guidare e mai la paura per raggiungere il punto più’ bello dove l’occhio s’appaga. Un percorso cosi’ impegnativo pero’, non lo devi affrontare da solo, un compagno puo’ certo salvarti dal fatidico colpo di sonno.

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  5. …coraggio uguale non avere paura ! mi viene di citare la battuta di un grande sportivo ,Michael Jordan: ” nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite,ventisei volte i compagni mi hanno affidato il tiro decisivo, e l’ho sbagliato .Ho fallito molte volte .Ed è per questo che ho vinto tutto.” .
    Sono d’accordo con gum che la pazienza deve fare da guida e mai la paura ….ma la paura resta ed è duplice: c’è quella di perdere le cose (ed è tanta la paura se tante sono le cose che si possiedono ) e c’è quella di fallire , di deludere . Bisogna perdere molte volte per vincere tutto
    che è ,poi, la matematica di Gesù (..più gioia nel dare che nel ricevere,; divisione più che moltiplicazione dei pani e dei pesci ) : non si insegna a scuola, si apprende a fatica in una vita crocifissa.

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  6. @ Fabrizio Centofanti.
    Caro Don, tu sei la mia guida spirituale, quante volte pensando che tu eri là, seduto ad aspettare le mie lagnanze, mi rassicurava così tanto da farle passare!
    Grazie per questo, e per tutte le volte che mi hai accolta sorridendo, non me lo aspettavo!
    Siamo esseri umani e per questo la paura è sempre con noi, ma se apriamo il cuore, come dici sempre tu, ecco che tutto torna a noi con Amore.
    Buona fortuna! sarai apprezzato come nemmeno tu te lo saresti mai immaginato.

    Con un grande sorriso ti saluto e… non credere di esserti liberato facilmente delle pecorelle( un po’ vecchiotte) smarrite!

    A te dedico le ultime tue righe:
    ” coraggio, non temete.”

    ernestina.
    Che Dio ci ascolti sempre.

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  7. .. i nostri limiti, le nostre ottusità, il nostro navigare a tentoni, la paura di essere abbandonati. Sì, abbiamo bisogno di essere sentinelle gli uni degli altri, per sostenerci, metterci in discussione, tirar fuori il meglio delle persone. Non ci spaventi l’attrito, la discussione, ma la perdita di fiducia, che è l’inizio della vera solitudine, sul bene sincero che dall’ altro può arrivare, anche quando non sembra. Il bene della buona fede, del bene velle, che cerca la sua stella polare nel Bene senza tempo e spazio.

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