56. Il suo saluto

da qui

La verità si rivelò. Fu come chiudere il cerchio, dopo due anni di prove e di dolori.
Questa volta non c’erano più dubbi: avevamo pregato, uniti come mai, nella solenne liturgia, mettendo nelle mani del Signore un’unica intenzione, disposti ad accogliere ogni esito che fosse scaturito. Il giorno era trascorso con il fiato sospeso, perché sapevo che da questa risposta sarebbe dipeso il futuro del Progetto. Pensai ai possibili scenari, a cosa sarebbe accaduto se d’un tratto il percorso avesse subito una brusca interruzione. Sentivo mancarmi la terra sotto i piedi: dove avrei attinto la forza per andare avanti? Cosa avrebbe riacceso un cuore incapace di resistere al gelo della solitudine? Non restava che crederci e pregare, certi che se Dio ci aveva portato fino a qui, non avrebbe permesso che tutto si spegnesse. Il demonio cercava di bloccarci, di chiudere una storia che per lui sarebbe stata devastante, sottraendogli anime votate a un sicuro fallimento. Stavamo imparando il rischio, la fiducia, perché solo una libera adesione avrebbe raggiunto l’obiettivo: come don Mario ripeteva spesso, verità, carità e libertà sono inscindibili e non c’è niente di umano che possa funzionare senza il loro apporto simultaneo.
Il nodo si sciolse quella sera: era ciò che avevo sperato più d’ogni altra cosa. Non saremmo mai più tornati indietro; la risposta ci aveva raggiunti nel modo più serio e convincente, ponendosi una volta per tutte come pietra miliare del cammino. Del resto, il Signore lo aveva sempre detto, fin dal giorno del biglietto rosa. Accoglievamo, una volta per tutte, il suo saluto: vi lascio la pace, vi do la mia pace. E la pace, finalmente, cominciava a farsi strada.

9 pensieri su “56. Il suo saluto

  1. “Questa volta non c’erano più dubbi”

    E’ come essere raggiunti da una luce divina, riuscire a pensare secondo Dio e “cominciare a essere un segno di qualcosa”.
    Rileggere la propria vocazione è come fare nuove tutte le cose, ritrovarsi, restituire sè a se stessi in Cristo Gesù, e negli impossibili scenari, essere senza confini nell’aspra dolcezza del suo progetto.
    Mendicante di “verità, carità e libertà”, vengo a Te, Signore amato, scrigno di ogni preziosità che “hai bersagliato il cuore con le frecce del tuo amore”, che ormai “il cuore trabocca del desiderio di servirti”, “questa volta non ci sono più dubbi”.

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  2. ” e la pace,finalmente…”,e’ successo propio oggi,intorno alla chiusura, il collega mi chiama,entro nel suo studio ,e lei e’ li’, una splendida colomba bianca, che passeggia nella stanza…siamo allibiti, in oltre 20 anni che si frequenta il luogo..e’ la prima volta che succede,m i viene spontaneo , a voce udibile dico “la colomba della pace..”poi mi ravvedo,bisogna chiudere,bisogna farla uscire..con calma la raccolgo e la spingo in alto,oltre il balconcino..e penso che si’ ,la pace si sta facendo strada.,.cosi’ sia..

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  3. ” Non lasciarvi scoraggiare da coloro che, dalla vita sono diventati sordi ai desideri più profondi e più autentici del loro cuore.”
    Giovanni Paolo II

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  4. “A volte siamo tristi per il peso dei nostri peccati. Non scoraggiamoci: Cristo è venuto a togliere tutto questo, Lui ci dà la pace.”
    Papa Francesco

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  5. Rischio e fiducia, assieme, sono proprio logica e parola possibile solo nel Signore. Nel “mondo” il rischio è calcolo, talvolta necessità, si accompagna magari ad un timore, certo non alla fiducia nell’altro, piuttosto ad un soppesare le proprie forze e le proprie capacità. Vie diverse, “i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie”, non solo. Quelle vie ” sovrastano le vostre vie”, in un disegno misterioso di bellezza, di pace.

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  6. Accogliamo il suo saluto, la pace, a braccia aperte, tutti ne abbiamo un grande bisogno.

    @ Chiara
    Bella coincidenza, un segno! La pace sia con te e con tutti noi.

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