provocazione in forma d’apologo 274

Pochi istanti prima di morire, stringendomi più forte la mano, la mia cara compagna ha mormorato: “Adesso devo andare, se posso ti scrivo, a presto”, parole che mi hanno stupito visto che fino ad allora era stata lucida, ma che subito dopo si sono un po’ perse nel vortice di dolore e di incombenze di quei giorni tremendi.

Quando però ho potuto recuperare un poco di calma per pensare, quelle parole mi sono tornate alla mente, e come per prevenirla mi è venuto l’impulso di portarle in soffitta, dove imbandiva la mensa per i gatti del vicinato che entravano da una finestrella lasciata aperta, una delle belle cartoline di fiori e di animali di cui avevo una scorta quasi infinita per scriverle un pensiero nelle ricorrenze, ed anche nelle non-ricorrenze. E così ho fatto, le ho scritto “Mia cara, un bacio dal tuo innamorato” sul retro di una cartolina con una cascata di glicine e l’ho appoggiata sul pavimento contro una ciotola colma di latte.
Il giorno dopo, tornando per rinnovare le mense, ho visto che la cartolina non c’era più, e la non lieve impressione mi ha lasciato lì impalato per qualche minuto; ma quando stavo per tornare di sotto ecco avvicinarsi il passo di un gatto; allora mi sono nascosto dietro un pilastro e ho atteso.
Di lì a un momento è entrata la gatta dei vicini: sdegnando il cibo ha appoggiato alla ciotola del latte una busta che teneva fra i denti ed in fretta, come attesa a sua volta, se ne è tornata da dove era venuta.
Ho preso la busta e l’ho esaminata: era aperta, con francobollo e timbro esteri ed era indirizzata al giovane Mario, il figlio dei vicini, ingegnere fresco di laurea in cerca d’impiego. Date le circostanze, prima di restituirgliela non ho nemmeno provato a resistere alla tentazione di aprirla, ed ecco ciò che vi ho letto:
“Caro Mario,
Scusa se non ti ho scritto prima, sono stata molto presa in questo primo periodo della mia nuova vita. Qui le cose procedono bene, la lingua non è un problema e mi aiutano tutti, certo ci metto molto del mio ma è giusto così.
So che tu hai più cose di me che ti trattengono a casa; ma, se ti dovessi decidere, come ti ho sempre detto sarò più che felice di cercarti un posto qui, anche grazie alle buone relazioni che mi sto facendo.
Non avere fretta ma pensaci.
Salutami tutti, a presto, un bacio da
Angela”.

6 pensieri su “provocazione in forma d’apologo 274

  1. emerge un sentimentalismo che in genere non lasci traspirare, e che apprezzo così come apprezzo la sempre forte curiosità dei tuoi soggetti 🙂
    un saluto caro e a presto
    carla

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  2. Care amiche,
    grazie di cuore.
    Sì, la compagna morta del protagonista per farsi viva ha trovato un modo tenero, e forse non privo di un po’ di malizia.
    Un caro saluto,
    Roberto

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