57. La roccia

da qui

Venne il giorno della verità, invocata da entrambi, perché le profezie ricevute si avveravano l’una dopo l’altra, in un succedersi logico di eventi, ma rimaneva un nodo che nessuna preghiera o sacrificio erano mai riusciti a sciogliere e che rischiava di portare il Progetto al fallimento: l’impasse nella nostra relazione, così consolidata da non lasciar intravedere vie d’uscita.
Il sacerdote poteva far tesoro dell’esperienza di fede con don Mario, cercando di resistere, nonostante le ben note insufficienze. Io venivo da vicende diverse, e consideravo la realizzazione come unico parametro dell’autenticità: se ciò che era previsto si adempiva, era ispirato dallo Spirito, altrimenti l’avrei stimato falso. Dopotutto, era il criterio indicato dal profeta Geremia.
Il giorno della verità coincideva con la festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, celebrazione quanto mai appropriata alla questione del momento. C’eravamo affidati e attendevamo fiduciosi una risposta, in un clima di preghiera intensa: la sera stessa ricevemmo il responso in un modo così esplicito, che non sarebbe stato più lecito discuterne. Ciò che ci era stato predetto era reale: la mancata attuazione dipendeva dalle nostre resistenze e dall’azione del demonio, che investiva il suo potere per distruggere il disegno del Signore.
La soluzione sarebbe stata tutt’altro che istantanea: non a caso era il giorno dell’amore crocifisso; ma la risposta era la roccia su cui costruire d’ora in poi, la stabilità tanto agognata, dopo le crisi e le incertezze di due anni a dir poco travagliati.

10 pensieri su “57. La roccia

  1. “TU, LA ROCCIA”
    E’ nel cenacolo dell’anima: intimo più intimo, che si pregava ardentemente e si “attendeva fiduciosi una risposta”, là dove sono ancora briciole d’essere intorno alla fontana delle tue parole:
    “tutta la mia grandezza sta nell’ascoltarti:
    ascoltarti nella interiore ispirazione dello Spirito,
    nelle multiformi vie della tua provvidenza,
    nella quiete profonda dell’ animo,
    nell’infiammato desiderio della volontà..” (G. Canovai)
    “Tu che solo conosci il cuore dei figli dell’uomo”, vedi come ancora tento di “divenire queste morenti cose/ possedimenti sempre dispersi”, ora che è più vicina l’eco della tua voce e tentano i tuoi segnali d’amore di varcare la mia soglia, Tu, confine dell’infinito travolto nel mio tempo, che “può morire ad ogni ora”, ancora non ti arrendi in questa storia di ombre, Amore mai stanco che ogni giorno liberi il sole.

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  2. ” non a caso era il giorno dell’amore crocifisso”
    Il mio amore crocifisso… purtroppo la vita passa attraverso la croce che puoi portare! Dio sa fin dove possiamo sopportare, almeno lo spero tanto!
    Sono tanto stanca.

    Un caro saluto al mio angelo custode al quale ho affidato i miei affetti alle sue preghiere ed io prego per lui.

    ernestina.

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  3. “Vienne il giorno della verità”
    e io, in quel giorno vorrei rispondere: ho fatto tutto che era possibile per il giusto e il Bene.

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  4. E’ così facile cadere nel peccato con aiuto di demonio, che cerca, prova, riprova, tenta, aspettando nostra caduta. E’ così facile arrendersi, mollare tutto, girarsi con le spalle alla Verità.
    E a volte, è difficile andare con la strada di Bene, perché il demonio sempre ti butta ostacoli sotto tuoi piedi, perché ogni nostro passo nella Verità di Amore è la sconfitta del demonio.

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  5. “Il Signore sempre ci aspetta per accoglierci nel suo amore: è una cosa stupenda, che non finisce di sorprenderci.”
    Papa Francesco

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  6. BENEDETTO IL SIGNORE MIA ROCCIA….. riferimento di una fede solida, affidabile su cui costruire l, edificio della chiesa. Il vangelo di oggi interpella il mio cuore: come va la tua fede? Oggi voglio pensare a questo: se il Signore trova nel mio cuore una fede, non dico perfetta, ma sincera.

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  7. L’amore non è lampo improvviso e non trova soluzioni immediate. Matura e cresce in un tempo continuo, una linea retta di situazioni, esperienze, evidenze così tanto diverse da quelle attese. Parla con molti linguaggi, colorati o silenziosi, immerge nella gioia, fa scoprire la pienezza di tutto il proprio io nell’altro. Ma, anche, e non potrebbe che essere così, inchioda crocifissi, in un (tentare il…) dono totale di sè.

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