61. La sua promessa

da qui

Durante un colloquio avvenuto poco prima della morte, don Mario mi disse che m’avrebbe insegnato il suo pensiero antropologico; non fece in tempo, eppure tenne fede alla promessa.
Il sacerdote, infatti, mi trasmise una parte dei suoi scritti, suggerendomi di leggere la Somma Teologica di San Tommaso, il dottore dell’Essere. Le letture e lo scambio di opinioni con lui, su questi temi, mi aprirono d’un tratto un mondo nuovo.
Shakespeare, col suo genio, aveva colto il nodo cruciale della vita: essere o non essere; si, proprio questo era il problema.
Costruire una realtà basata sul rifiuto di un Essere assoluto, ossia di Dio, conduce dritto all’autodistruzione, perché si nega il proprio essere, che sussiste soltanto se si è in Lui. Se si prescinde dalla verità nelle scelte decisive, l’edificio è destinato a crollare. Se si nega la bontà come attributo dell’essere, restano solo illusioni di bene e di felicità. Fuori dall’essere, insomma, vi è il non-essere.
Sembra uno fra i tanti approcci filosofici e teologici, ma non è così; lo si capisce dalla dimensione più immediata della vita: l’esperienza. Basterebbe considerare la parabola dell’umanità nel ‘900, per comprenderlo: l’eliminazione di Dio dalla cultura e dai sistemi filosofici e scientifici ha condotto all’implosione dell’essere e dei suoi valori, con le derive che ne sono scaturite. E’ il relativismo da cui metteva in guardia Benedetto XVI.
L’illusione di una libertà fuori di Dio finisce con l’uccidere la verità, come dimostra la scelta di Pilato che, con la sua cinica risposta (cos’è la verità?), ne decreta la scomparsa. Il vero e l’essere non sono relativi: perciò Cristo è risorto, testimoniando che l’amore è più forte della morte.
Questa coscienza prendeva forma nella nostra storia. Avevamo creduto fermamente che il Signore ci avesse rivelato il nostro essere profondo; avevamo attraversato un mare d’ansie, quasi affogati nel buio del non-essere, che ne rendeva complessa l’emersione; ora toccavamo con mano che la realtà era lì, semplice e bella, e ci faceva stare bene.
Dio ci ama, e se per scrostare la vera identità dalle scorie accumulate si passa dal dolore, la meta resta la felicità: per questo ci ha creati, e questo realizza in coloro che, nonostante tutto, continuano a credere alla sua promessa.

9 pensieri su “61. La sua promessa

  1. 2 ottobre – SANTI ANGELI CUSTODI

    “Darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi”
    (Sl.90, 11)

    ANGELI
    Voi, primi, perfetti, viziati dalla creazione, profili di vette,
    creste di tutto il creato rosse d’aurora,
    polline della divinità in fiore,
    articolazioni di luce, anditi, scale, troni,
    spazi d’essenza, scudi di delizia, tumulti
    di sentimenti in tempeste d’entusiasmo,
    e ad un tratto, uno per uno,
    specchi: la bellezza che da voi defluisce la riattingete nei
    vostri volti.

    Rilke

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  2. “Mantenere: a dieci anni era il mio verbo preferito. Comportava la promessa di tenere per mano, mantenere.”
    ERRI DE LUCA

    Quando Lui ci tiene per mano la promessa è’ già’ realizzata.

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  3. Ci sono i momenti nella vita, specialmente quando ti metti in guai, uno dopo altro, quando problemi ti corrono dietro di se e cominciano superarti, e ti mancano le forze per combattere, il diavolo comincia sussurrarti nel orecchie: guarda, che Dio in realtà non esiste, che questo è solo vostra invenzione, di voi umani, Dio non esiste. A volte sorrido in faccia al diavolo, ma a volte mi fermo, ci penso un attimo e rispondo: potrei forse anche credere che questo tutto è solo una invenzione, solo che nella mia vita ho sentito tanta presenza di Dio e per questo non posso negare dalla Sua esistenza, dalla questa realtà, e non posso dire che questo è solo nostra immaginazione, perché io ho sentito la presenza forte di Dio nella mia vita. Dio esiste veramente!

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  4. “La Verità non si può sconfiggere” ha detto don Jerzy Popieluszko, quale è stato ucciso dal comunisti.
    Comunisti hanno provato sconfiggere la fede, la Verità. Comunismo non ci sta più, ma la fede in Dio esiste.
    “La Verità non si può sconfiggere”
    ( in realtà, il comunismo non era una ideologia sbagliata, hanno sbagliato solo le persone che governavano)

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  5. Coloro che ci amano, profondamente, che hanno nel cuore il nostro vero bene, vivono la fedeltà alle loro promesse ben oltre il tempo e lo spazio. Il loro vero e grande amore è fedeltà eterna del seme donato, lanciato in un terreno buono che gli permette di germogliare, di farsi parola ancora, sempre viva.

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  6. L’ESSERE ASSOLUTO

    “Tempeste d’entusiasmo”, la tua uscita da Te, nella creazione, Bene diffusivo, che in eterno ti effondi in Te stesso, divino seno trinitario, “suprema realizzazione dell’assioma: Bonum diffusivum sui”.
    Tu l’Essere, Bellezza che da sempre si effonde, come hai potuto pensarti in una creazione che nulla aggiunge e nulla sottrae alla tua gloria, in questo tuo disseminarsi d’amore!
    La coscienza di questo mirabile ed inconoscibile Dio, “genera un senso profondo della sua trascendenza” poichè “la creatura ha in Dio la causa del suo essere, mentre Dio l’ha in sè stesso e “il Signore è uno solo”.
    Io non sò neppure come ti porto nei miei pensieri, ma in questi Tu sei, Amore, “l’importante è essere” per essere tua partecipazione, a tanto “non con la ragione sono giunto: io credo, credo perchè Tu hai parlato” e hai testimoniato Te stesso.

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  7. Dio ci ama, e se per scrostare la vera identità dalle scorie accumulate si passa dal dolore, la meta resta la felicità: per questo ci ha creati, e questo realizza in coloro che, nonostante tutto, continuano a credere alla sua promessa.

    Spero di potercela fare anche io. credere alla Sua promessa.

    ernestina.
    mi affido a Te.

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  8. “Continuate senza stancarvi il cammino intrapreso per essere dovunque testimoni della croce gloriosa di Cristo. Non abbiate paura! La gloria del Signore, crocifisso e risorto, sia la vostra forza e Maria santissima sia sempre al vostro fianco.”

    Giovanni Paolo II

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