13. Un progetto irripetibile

da qui

Pindaro scriveva: “diventa ciò che sei, avendolo appreso”. Già allora, tra il 400 e il 500 a. C., intuiva l’unicità di ogni essere e il fatto che occorre, per raggiungere un’espressione completa di se stessi, una prassi difficile di apprendimento.
La frase lapidaria del poeta greco sintetizza un aspetto che sarebbe diventato essenziale nella psicologia analitica di Jung: il processo di individuazione, che accompagna tutto il corso della vita e richiede una crescita costante della coscienza di sé, per integrare gli elementi inconsci della personalità.
Lo psicanalista svizzero sa che il percorso è complesso e necessita di grande dedizione, dal momento che prevede passaggi dolorosi e la ferma decisione di scoprirsi nella propria individualità complessa e unica, di togliere la maschera che prima la famiglia e poi la società inducono a indossare.
Le esperienze infantili rimangono sepolte nell’inconscio, condizionano giudizi e convinzioni su noi stessi, sugli altri e sulla vita. La crescita è un percorso irto di ostacoli verso la comprensione e l’espressione delle proprie inclinazioni naturali: queste sono a base innata, e possono o meno svilupparsi, interagendo con l’ambiente; ma il mancato riconoscimento ha sempre ripercussioni negative sulla psiche del soggetto.
Il nostro essere è un fascio di limiti e di potenzialità, coscienti e inconsci. Soltanto comprendendo e vivendo fino in fondo il progetto irripetibile che siamo, per bagaglio genetico innato e per storia personale, possiamo superare i sensi di inadeguatezza e l’autostima insufficiente, così comuni oggi, cercando di vivere in pienezza il buono, il bello, il vero, nascosti sotto strati di memorie infantili (come realtà sperimentate o desideri di ciò che non si è avuto), e che attendono di svilupparsi, a beneficio nostro e di quanti ci circondano.

5 pensieri su “13. Un progetto irripetibile

  1. “Vivere in pienezza il buono, il bello, il vero”
    Si.
    “Siamo questa meraviglia, quella che Gesù ci ha insegnato in tutte le sue parole e con tutto Se Stesso morendo sulla
    croce,sotto gli occhi di Maria.
    Bella Maria, che sempre perdona con la Sua mano tesa e il Suo sguardo pieno d’Amore e Lei sa che il cammino è lungo e faticoso, eccome! ha lasciato morire Suo figlio per fare la Sua volontà e quella del Padre.
    Il più bell’esempio d’Amore che ci ha donato questa Magnifica madre; ha cercato di scoprire la verità cercandola nel suo cuore.

    ernestina

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  2. “Diventa ciò che sei, avendolo appreso”

    L’individuazione di sè è ritrovare, “nell’abissale oscurità del divino” che è in noi, l’immagine del Creatore, e non bastano intelletto e cuore se lo Spirito Santo non si libra sulla fluttuante ragione umana. Ritrovare questa traccia divina, e accostare la sua irraggiungibile forma, comporta una risalita che investa “la vocazione integrale della persona” affinchè, il tu creato da Dio, l’uomo, sia sua gloria vivente.

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