23. L’ultima parola

da qui

Negli stati Uniti, intorno agli anni Sessanta, nacque la psicologia umanistica, portatrice di una nuova visione della mente umana e di una diversa concezione filosofica dell’uomo, in cui risaltavano gli elementi sani e consapevoli della personalità, vale a dire l’intenzionalità, la creatività, la libertà.
Le teorie umanistiche pongono l’accento sul divenire dell’individuo, retto da forze interiori orientate a integrare la condotta in strutture coerenti, bisognose di un cammino che sviluppi pienamente la coscienza.
Gli autori più noti di questo movimento sono Carl Rogers e Abraham Maslow. Più tardi aderirono psicologi di estrazione eterogenea – tra i quali Viktor Frankl -, accomunati da elementi specifici: l’attenzione alla persona, l’idea che la motivazione primordiale, nell’essere umano, sia il bisogno irreprimibile di crescere, una visione ottimistica riguardo alla realizzazione delle potenzialità. L’individuo è visto come un essere coerente, unico ed irripetibile, e si dà il massimo risalto alla consapevolezza, che non si raggiunge esclusivamente in modo intellettuale, ma anche attraverso le emozioni.
L’idea di una tendenza naturale all’evoluzione psicologica era presente in Jung, per il quale l’inconscio si orienta al fine dell’individuazione.
Tutti questi autori, pur nella diversità delle storie personali e culturali, evidenziano l’importanza della dimensione etica nello sviluppo della personalità, fattore imprescindibile per l’equilibrio e la maturità psichica. Ancora una volta, quindi, teorie e studi psicologici di diversa provenienza giungono a conclusioni simili circa le potenzialità dell’essere umano. Ciò non esclude la presenza di forze negative dentro l’uomo, quella che Jung aveva definito l’“Ombra”.
Diceva Terenzio: “Sono uomo, nulla di ciò che è umano sento estraneo”; ma se l’uomo è ciò che sceglie di essere, contando su facoltà quali l’intelligenza, la volontà e la libertà, può decidere di far prevalere le forze costruttive, e di non dare alla distruttività, in alcun modo, l’ultima parola.

8 pensieri su “23. L’ultima parola

  1. sto leggendo la catechesi di Domma ed il mio ultimo pensiero è la speranza ””””””””””

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  2. “Come si decide il valore di una vita? L’importante…non è’ morire, ma cosa si fa nel momento in cui si muore. Che cosa facevo nel momento della morte? mi chiedo, avendo una risposta già’ pronta nel tepore del mio cuore.
    Che cosa facevo?
    Avevo incontrato l’altro ed ero pronta ad amare.”

    M. Barbery (L’eleganza del riccio)

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  3. “Goditi le piccole cose, perché un giorno potresti guardarti indietro e renderti conto che erano quelle importanti.”
    Robert Brault

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  4. “Se un uomo non è riconoscente per ciò che ha, è improbabile che lo sia per ciò che riceverà.”
    Frank A. Clark

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  5. Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.

    Pablo Picasso

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  6. “La Parola di Dio è capace di cambiare tutto, ma non sempre abbiamo il coraggio di credere nella Parola di Dio, di ricevere quella Parola che ci guarisce dentro.”
    Papa Francesco

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