35. Un’opera d’arte

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Nel pensiero di don Mario Torregrossa, come in quello cristiano in generale, l’essere umano è concepito come il vertice del creato, espressione massima della bellezza, nelle intenzioni del Creatore.
Spesso accade che tale bellezza, tuttavia, non si esprima pienamente, risulti offuscata, come un’opera d’arte danneggiata che necessiti di un restauro radicale. Un’opera urgente, per don Mario, per riscoprire in tempo la bellezza della nostra umanità. La creazione artistica è un’armonia (anche nascosta e complessa) di elementi; nello stesso modo, l’essere richiede di accordare fattori, in apparenza, discordanti. Don Mario rileva, in questo senso, una piaga della nostra cultura e dello stile di vita dominante, le divisioni interne: non si tratta di semplici contraddizioni, che presuppongono un superamento in vista di un equilibrio superiore, ma di fratture esistenziali che producono esperienze parallele, abitudini antitetiche e di fatto schizofreniche, che arrivano a sfuggire alla coscienza del soggetto.
Uno, nessuno, centomila, scriveva Pirandello, cogliendo la frammentazione sociale e personale. E’ vero, la scienza conferma che l’unitarietà della coscienza è in divenire, ma avallare condizioni di scissione permanente è un male gravido di conseguenze.
Jung ha spesso dato spazio, nella sua psicologia analitica, al tema degli opposti, convinto della necessità di una loro integrazione nel processo di individuazione. Gli archetipi presenti nell’inconscio non di rado veicolano il contrario di ciò che si vive a livello di coscienza: se non se ne diventa consapevoli, proliferano sub-personalità separate tra di loro, danneggiando noi stessi e le nostre relazioni. Lo psicologo svizzero propone una consapevolezza progressivamente più unitaria, fino a coinvolgere l’archetipo chiamato Sé, l’essenza profonda, piena e autentica, di ciò che possiamo diventare, e che in realtà già siamo.
Jung considera il Sé come l’anello intermedio che conduce all’esperienza di Dio, e a volte lo identifica con Cristo, come don Mario quando afferma: “Se siamo aperti allo Spirito Santo, Cristo diventa il nostro archetipo perfetto, e quindi la definitiva possibilità di realizzazione”.

9 pensieri su “35. Un’opera d’arte

  1. Mi è venuto al mente un giardino- abbiamo un idea come vogliamo che sia nostro giardino, lo mettiamo fiori, prato, sassolini, e tutto altro per creare nostro bell’giardino, e dopo un po’ guardiamo e vediamo che non è così bello come abbiamo progettato; alcuni fiori si sono rovinate, in mezzo è cresciuta erbaccia- non è bello come volevamo. Allora, si mettiamo lavorare per sistemarla, per curarla.
    La vita mi sembra più meno uguale; bisogna curarla per far crescere le persone con buon cuore come bellissimi fiori.

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  2. “La fede è conoscenza vissuta di Cristo, un ricordo vivente dei suoi comandamenti e una verità da mettere in pratica.”
    Giovanni Paolo II

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  3. “Il segreto della vita cristiana è l’amore. Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nei cuori.”
    Papa Francesco

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  4. “Che opera d’arte è l’uomo, com’è nobile nella sua ragione, infinito nelle sue capacità, nella forma e nel muoversi esatto e ammirevole, come somiglia a un angelo nell’agire, a un dio nell’intendere: la beltà del mondo, la perfezione tra gli animali – eppure, per me, cos’è questa quintessenza di polvere?”
    Amleto (Atto II, sc. 2)

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