37. Bene assoluto e bene relativo

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Il bene è assoluto o relativo? Platone accenna al bene in sé, che si distingue da quello dipendente dalle situazioni in cui si manifesta: la forza è un bene, per esempio, ma dipende dal modo in cui si usa. La conoscenza del bene in sé, per il filosofo greco, è all’apice dello sviluppo umano: rende idonei a governare, poiché implica il superamento delle visioni parziali, contingenti, e il conseguimento d’una prassi di misura, ordine e armonia.
Il soggettivismo, invece, è restio a riconoscere la possibilità di una morale universale e di un bene condiviso. Il criterio di giudizio si riduce a un accordo raggiunto in società, al consenso della maggioranza su singole questioni.
Uno sguardo, seppur superficiale, alla storia delle comunità, dimostra che costumi accreditati come giusti a certe latitudini, in contesti diversi sono riprovati; un caso tipico è il divieto di uccidere, sospeso nei casi di guerra, di legittima difesa o negli Stati ove vige la pena capitale.
Una teoria diffusasi col tempo è quella di negare l’esistenza di un bene oggettivo e relegare le scelte morali nell’ambito privato, convivendo con sistemi anche agli antipodi col proprio.
Per il Buddismo, bene e male non risiedono in regole astratte, ma corrispondono agli effetti positivi o negativi che producono sugli altri.
Si tende, inoltre, a distinguere tra etica e diritto: quest’ultimo si fonda non sul foro interno della coscienza personale, ma sulla forza coercitiva dello Stato, per cui ci si può comportare giustamente anche senza alcun riscontro interiore, obbedendo a una norma dettata dall’esterno. Di per sé, la regola esteriore non dovrebbe prevalere sull’etica della persona: l’obiezione di coscienza dev’essere sempre garantita in un paese civile.
C’è chi afferma l’esistenza di una legge naturale, valida per tutti: la dichiarazione dei diritti dell’uomo emerge da questa convinzione.
A etica e diritto si affianca la legge religiosa, propria del credente: egli non agisce in base a norme esterne, decretate dall’alto, ma sulla scia del bene ricevuto nel suo incontro con Dio. Per una ordinata convivenza potrebbero bastare le regole dettate dalle leggi più o meno civili, ma alla vita autentica si accede con un codice interiore che vede nell’amore, capace di andare oltre se stesso, il bene oggettivo più nobile e fecondo.

10 pensieri su “37. Bene assoluto e bene relativo

  1. Poiché, in verità, chi è buono non chiede a chi è nudo: “Dov’è il tuo vestito?”, né a chi è senza tetto: “Cos’è accaduto alla tua casa?”.

    K. Gibran

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  2. è sempre speciale ricevere e fare del bene, ancor di più se un bene disinteressato e oggettivo, libero da ogni fardello. Spesso il bene oggettivo oppure assoluto è quello disarmante che ti sorprende e ti scalda nel profondo, indicando la via da seguire, per amplificarlo compiendo a sua volta una buona azione, per mantenere vivo il fuoco che ci ha riscaldato l’anima.

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  3. Non sempre fare del bene è cosa buona e giusta, soprattutto se nessuno te lo chiede e tu lo fai gratuitamente, o almeno credi di fare una cosa buona, e come spesso mi diceva il mio angelo custode, bisogna amarsi e perdonarsi,per poi dare luce a chi te lo chiede.
    E’ il regalo che mi ha fatto la vita in questi giorni e ne sono davvero felice, ora potrò finalmente guardarmi dentro e farmi tanta compagnia, adesso io “vedo” ogni giorno la luce arriva sempre un po’ di più.

    Io non ci sarò durante queste feste, vi faccio tanti auguri di un buon Avvento e di un buon Natale a tutti.

    buon Natale don Fabrizio, spero tu possa passare qualche ora con la tua famiglia e con i tuoi amici, e soprattutto speriamo nella PACE:

    ernestina.

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  4. Ci si potrebbe chiedere : che cerchiamo ? il bene o il nostro bene ? cerchiamo ciò che è più conveniente per noi o ciò che va a vantaggio del maggior numero dei miei simili ? Prima di rispondere invito a leggere una breve storiella che si intitola “i due orsi”..:
    ” una sera un uomo anziano confidò al suo giovane nipote la storia di una battaglia intima al suo cuore: figlio mio, ciò che si combatte dentro di me è una battaglia tra due orsi: Il primo malvagio e pieno di invidia ,collera, angoscia ,rimorsi avidità ,arroganza e sensi di colpa ,orgoglio sentimenti d’inferiorità ,menzogna, superiorità , ego .Il secondo buono, pieno di pace ,amore disponibilità,serenità, bontà,gentilezza, benevolenza ,simpatia, generosità, compassione, verità e fede. ” il bambino un pò confuso chiese ” chi è quello che vince ?” Il vecchio rispose semplicemente ” E’ quello che nutro di più! ” ….

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  5. @ Dante,
    ho letto bella e giusta questa fiaba… in verità è la vita!
    Ti ringrazio di averla scritta l’ho copiata su un biglietto che metterò davanti al mio letto ed ogni mattina pregherò per essere migliore.

    Buon natale a te.
    Un gran sorriso a tutti voi, e ancora buone feste di pace e riflessione a noi tutti!

    ernestina.

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  6. Ricordo un racconto di una donna che ha vissuta la morte clinica, e ha raccontato: Dio ha chiesto -quale bene hai fatto? Lei si credeva buona e giusta, ma Dio ha detto-no, nella vita hai fatto solo una cosa buona: uscendo dalla chiesa hai accarezzato una donna povera, solo questo hai fatto spontaneamente, con cuore; questo era unica cosa buona nella tua vita.
    Possiamo fare tanti azioni buoni, ma se manca amore, manca il bene assoluto.

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