“LA CASA DEGLI ANONIMI” DI GIOVANNI AGNOLONI

Articolo e intervista di Alfredo Citro

La casa degli anonimi (copertina)Citare la parola “Connettivismo” mi reindirizza senza esitazione i pensieri a Giovanni Agnoloni, laureato in Legge, traduttore di lingua inglese, francese, spagnola e portoghese, blogger e, soprattutto, scrittore. A voler citare tutto il suo lunghissimo “curriculum letterario”, si corre davvero il rischio di finire per smarrirsi nello stesso e non trovare più la via d’uscita. Ma è un piacevole smarrirsi, quello negli anfratti nascosti del suo mondo per scoprire nuove vie, scrutare nuove svolte, raggiungerle, oltrepassarle e ritrovarsi in altre stradicciole fatte di ghiaia rozza, di asfalto liscio o di sabbia morbida, che conducono dove non sappiamo e che, eppure, desideriamo raggiungere lo stesso. Perché ascoltarlo, leggerlo, conoscerlo, è un po’ come passeggiare placidamente lungo il viale costeggiato dagli alberi quando la brezza fresca ti smuove i capelli, narrandoti storie sconosciute. Quelle storie Giovanni le ha realizzate grazie al Tragitto vissuto in questo mondo: ha attinto dallo stesso e le ha trasformate in libri, facendo del suo amore per la cultura letteraria e per la scrittura una professione schietta e decisa.

Il suo ultimo romanzo, La casa degli anonimi (data di uscita: 15 dicembre 2014), edito da Galaad Edizioni, rappresenta il terzo della serie “della fine di internet”, costituita, sino ad ora, dai due precedenti Sentieri di notte  e Partita di anime, pubblicati con lo stesso editore rispettivamente nell’ottobre 2012 e nel marzo 2014.

SENTIERI DI NOTTE – TRA CONNETTIVISMO E FEDE

Quale energia è racchiusa nel Chakra del Castello di Cracovia? E chi è Luther, l’androide che una notte del settembre 2025 si sveglia sulle sponde del lago di Lucerna accanto al cadavere del suo creatore? Un’oscura minaccia si profila all’orizzonte di un’Europa messa sotto scacco dalla Macros, multinazionale informatica che da Berlino ha preso il potere privando il continente di internet e dell’energia, mentre a Cracovia un’enigmatica nube bianca avanza inglobando la città. La salvezza sta nel cuore di quella nebbia, attraversata da uno studioso irlandese di teologia in cerca del suo passato, e nel viaggio verso la Polonia di Luther e del programmatore cieco Christoph Krueger. Un romanzo figlio della poetica del Connettivismo e di una lunga ricerca spirituale che mira al ritorno alla Fonte, a una fusione con la radice dell’Essere. Un viaggio viscerale tra l’Ombra e la Luce.”

(dalla quarta di copertina di Sentieri di notte, Galaad Edizioni)

copsentieridinotte 21. Il romanzo iniziale della serie è definito come “figlio della poetica del Connettivismo e di una lunga ricerca spirituale”. Possiamo dire che Sentieri di notte propone di coniugare estrapolazione scientifica e speculazione sociale senza escludere la Fede?

– Assolutamente sì. L’interazione tra conoscenza scientifica e sensibilità umanistica è uno dei tratti salienti del Connettivismo, e in questo senso l’indagine sociale, per un verso, e quella filosofica e psicologica, per un altro, rappresentano due aspetti fondamentali. Sentieri di notte, ma anche Partita di anime La casa degli anonimi, nascono – sia pur con gradazioni e tagli stilistici diversi – da questa vocazione contaminante e ibridante, che è frutto di una visione del mondo intrinsecamente spirituale, proprio perché, esattamente come (secondo la fisica einsteiniana), massa ed energia sono due dimensioni capaci di convertirsi l’una nell’altra, lo spirito è nella materia, e questa, a sua volta, lo esprime nelle proprie dinamiche, e in particolare nelle creature senzienti, e su tutte nell’uomo. Dire mondo, in quest’ottica, significa dire Dio, non meno di come dire “significante” equivale a evocare un significato.

PARTITA DI ANIME – LA NECESSITÁ DI UNA PRESENZA “VIVA”

Partita di anime (spin-off di Sentieri di notte e interludio prima de La casa degli anonimi) «è formato» ci spiega l’autore «da un romanzo breve ambientato ad Amsterdam poco prima dei fatti di Sentieri di notte e da un racconto breve ambientato a Firenze più o meno nell’estate del 2026. I due racconti sono introdotti da una lettera di tale Emanuela (editor fiorentina), datata 25 marzo 2027. Emanuela (che sarà un personaggio de La casa degli anonimi, i cui fatti si svolgono tra il 25 e il 28 marzo 2027) all’inizio di Partita di anime li presenta (inviandoli in allegato alla lettera) a un suo ex mai dimenticato, John Myers, personaggio minore di Sentieri di notte, che ancora nella Casa verrà evocato. E i due autori fittizi dei racconti sono Kasper Van der Maart, scrittore e saggista olandese che sarà protagonista della Casa e G.A., fantomatico scrittore fiorentino emigrato in Spagna in una comune di artisti (pure lui ricordato e “cercato” nella Casa).

Partita di anime (copertina)2. Nell’interludio della serie abbiamo a che fare con un’Europa priva di internet e con un “nuovo ingresso in scena”. Quanto la presenza di G.A. nella storia da te narrata coincide con una necessità intrinseca e al contempo attiva dell’autore di vivere ancora più appieno quanto da lui stesso raccontato? G.A. rappresenta la tua “trasposizione viva sul campo”?

– In realtà, G.A. ha le mie iniziali solo per una (provocatoria) coincidenza, che nella trama de La casa degli anonimi viene spiegata, ma il cui significato più profondo emergerà solo nell’ultimo romanzo della serie.

3. Fino a che punto la fine di internet potrebbe incidere sulla nostra quotidianità? Bisogna ammettere che questo rappresenta un elemento di argomentazione fortemente attuale. In un mondo, fatto di solitudine mascherata da socializzazione, quale quello in cui viviamo oggi (con ragazzi costantemente “intrappolati” in realtà alternative che simulano terribilmente la socializzazione senza lasciargliela vivere pienamente) diventa importante canalizzare l’attenzione verso tematiche come queste o è solo un modo diverso di fare narrativa?

– Secondo Tolkien, uno scrittore dovrebbe prima di tutto raccontare delle storie. Voglio dire, non ci sarebbe niente di peggio che scrivere un racconto “per trasmettere un messaggio”. Il messaggio è la storia, che infatti io non pianifico mai, ma mi si rivela via via, sciogliendosi – quando il momento è quello giusto – come un solitario ben riuscito. È allora che i significati insiti nella trama emergono “da soli”. E tra questi, indubbiamente, sul piano dell’osservazione della società globalizzata in cui viviamo, quello che mi sta più a cuore (e mi preoccupa) è l’omologazione mentale indotta dall’abuso dei social network, ultimo anello – per ora – di una progressiva disgregazione di legami, rapporti e sensibilità umani e sociali, che ha impoverito gran parte del mondo, soprattutto giovanile.

LA CASA DEGLI ANONIMI – TEMI CENTRALI E ATTUALI

“2027. Sono passati poco più di due anni dal crollo di Internet in Europa. I sabotaggi degli Anonimi – un gruppo di oppositori del Sistema, nato dopo il settembre 2025 – hanno provocato il collasso della Rete anche in Nord America e Nord Africa. Sullo sfondo di questo scenario globale si stagliano, come percorsi luminosi in una visione satellitare, le vicende di La casa degli anonimi (copertina)personaggi apparentemente estranei l’uno all’altro. Sorvolando in aereo i cieli olandesi, Kasper Van der Maart cerca invano di raggiungere l’Italia; in un surreale inseguimento notturno per le vie di Firenze, Emanuela e Aurelio incrociano i loro destini; dall’altra parte del mondo, attraverso le strade del Nord America, Tarek dovrà recuperare i ricordi di un passato sommerso; mentre, in Marocco, Ahmed lotta con i propri fantasmi per varcare il confine che lo separa dalla verità. Una visione parallela interseca misteriosamente le traiettorie di tutti loro: una casa, abitata da tre figure enigmatiche in cerca di risposte. La casa degli anonimi aggiunge così un altro capitolo al ciclo della “fine di Internet” inaugurato da Sentieri di notte.”

(dalla quarta di copertina de La casa degli anonimi, Galaad Edizioni)

4. Nel comunicato stampa inerente all’anteprima nazionale de La casa degli anonimi leggo che alcuni temi forti di questo tuo ultimo libro saranno: l’alterazione degli stati emotivi provocata dalla dipendenza dai social network; le incredibili variazioni climatiche del pianeta; il sogno e il viaggio come strumenti di esplorazione di verità emotive e spirituali; il mistero dell’unico passo evangelico in cui Gesù scrive. Quanto di autobiografico c’è in tutto questo? So che, almeno per me, la domanda risulterebbe banale, poiché è chiaro che ogni autore attinge naturalmente dal suo percorso di esistenza per scrivere del mondo che lo circonda o che egli crea attraverso l’ispirazione, ma m’incuriosiva sapere, ad esempio, quanto e fino a che punto La Parola colpisce e fa parte della vita di Giovanni Agnoloni, e quanto il sogno e il viaggio rappresentano per lui stesso degli strumenti preziosi per esplorare l’emotività e la spiritualità dell’essere umano.

Giovanni Agnoloni (foto di Antonio Ancarola)

Giovanni Agnoloni (foto di Antonio Ancarola)

– La Fede è un viaggio, nella misura in cui fa tutt’uno con il percorso di vita di ciascuno. Ogni persona crede in qualcosa, anche l’ateo. Se Dio si limitasse a parlare a (e tramite) i credenti, la sua sarebbe poco più che “propaganda”. Ma la verità è che il cuore di ogni percorso animico è la trasformazione, e questo è il Suo obiettivo. Anche i sogni e le sincronicità giocano un ruolo fondamentale, certo. Venendo però più al “concreto”, se, come accennavo prima e come ho evidenziato in questo mio articolo, lo spirito è (nella) materia, lo troviamo nel viaggio (inteso in senso geografico ma anche intimo) di ogni singolo individuo, non meno che negli spunti di meditazione e ispirazione artistica che può vivere nell’interazione con l’Altro. Per questo, per me, preghiera e fare sono una cosa sola, così come “viaggio” e “missione” sono sostanzialmente sinonimi: uniti da un ponte, la scrittura, che è canale misterioso di contatto col Profondo, dove si annida la Fonte, il Padre/Madre. Come ci ha mostrato Gesù quando – giustamente lo ricordi – scrive sul pavimento del tempio, nel capitolo 8 del Vangelo di Giovanni. In questo mistero La casa degli anonimi cerca di addentrarsi; anzi, credo che si tratti proprio del motore segreto di tutta la storia.

La casa degli anonimi sarà presentato giovedì 18 dicembre 2014 alle ore 18,00 Firenze, presso la Libreria-caffè letterario “La Cité” (in Borgo San Frediano 20 rosso), con l’intervento dello scrittore Vieri Tommasi Candidi, che condurrà l’incontro, e la partecipazione dello storico dell’arte Corrado Marsan.

4 pensieri su ““LA CASA DEGLI ANONIMI” DI GIOVANNI AGNOLONI

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