43. I bisogni dell’uomo

da qui

Nel cammino della vita si procede da una fase all’altra in modo non lineare, perché capita di regredire a momenti di sviluppo precedenti. Questo tipo di evoluzione personale è descritta da numerosi autori, che affrontano aspetti diversi: Piaget si fonda sull’intelligenza, Freud sugli stadi della maturazione sessuale ed emotiva, Erikson considera la convergenza necessaria tra affettività ed intelligenza. Ogni passaggio è unico, e una molteplicità di fattori, innati e indotti, s’intrecciano creando situazioni contingenti, in cui la psicologia può intervenire per risolvere nodi che ostacolano o impediscono una crescita serena.
Parlavamo di attributi dell’essere: il bello, il buono, il vero, indicandone la profondità, al di là degli aspetti più superficiali. Se è importante la cura del problema occasionale, trovare gli strumenti fornitici dall’essere lo è molto di più: è l’insegnamento di don Mario Torregrossa e di quella che definirei la sua teoria e tecnica terapeutica, anche se lui, probabilmente, non avrebbe approvato simili etichette. Si tratta di un’operazione che propone elementi concreti a livello di analisi e di prassi.
Abrahm Maslow ha identificato una serie di bisogni, nell’essere umano, che vanno dal piano fisiologico a quello psicologico, in un crescendo di maturazione identitaria. Anche nella sfera dello spirito si possono individuare bisogni personali: non dimentichiamo che tale dimensione si integra, nel pensiero cristiano, con la natura umana, e ha dunque caratteri, al contempo, universali e personali. E’ urgente assecondare l’aspettativa suscitata dalla natura stessa verso ciò che è bello, buono e vero. Non si tratta di esperire un’attrazione contingente: è un anelito profondo all’unità dell’essere che è il traguardo della vita, la pienezza di senso e la grande dignità della nostra vocazione umana.

3 pensieri su “43. I bisogni dell’uomo

  1. E’ UN AFFRESCO DEL PROFONDO, questo lavoro, una riflessione della sua dimensione spirituale ed umana dove gli elementi temporali: passato e futuro: i due “infinitamente grandi”, trovano la loro specificità e la loro realtà nel presente “l’infinitamente piccolo” dove si gioca progresso e regresso nel cammino all’armonia originaria: “anelito profondo all’unità dell’essere che è il traguardo della vita, la pienezza di senso e la grande dignità della nostra vocazione umana”.
    Tu, Signore, somma Bellezza non potevi che creare bellezza.

    Grazie di cuore, Fabrizio

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  2. Si dice che più difficile è il primo passo. Come bambino quando comincia mettere primi passi cade spesso, così anche per tutti noi si può sembrare difficile uscire dal nostro egoismo, andare verso altro, seguire la strada del bene. Ma poi, con il cammino scopriamo che questa strada è bella.

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