Sclerocardia

Italo
Alla fine del giorno, ho capito una cosa: non è la religione, non è l’etnia, non è l’ideologia che conta. C’è qualcosa che  rende uomini e donne, fa essere se stessi e permette di essere felici. C’è altro che invece c’indurisce e ci nasconde dietro le maschere dell’aggressività e della paura. Sto guardando un bambino Gesù un po’ fuori dal comune, che si lancia verso me, per abbracciarmi. Mi pare la risposta più sensata al modello “cuore di pietra”, a ogni tipo di sovrastruttura che fa credere migliori o peggiori degli altri, mentre la verità è che io, senza l’altro, sono nulla, né posso sperare d’essere felice. Voglio lanciarmi come quel bambino, perché l’altro capisca che la durezza di cuore è l’unico modo per fallire, per dare e ricevere morte, per rendere inutile la vita.

10 pensieri su “Sclerocardia

  1. grazie, sei la risposta alla domanda più grande che ogni giorno un uomo, di ogni angolo del mondo, si fa, aprendo gli occhi al sorgere del sole.

    ancora e ancora grazie di averci messo nel cuore” La sola risposta.”

    ernestina.

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  2. Al mattino gettai la mia rete nel mare.
    Trassi dall’oscuro abisso cose di strano
    aspetto e di strana bellezza –
    alcune brillavano come un sorriso,
    alcune luccicavano come lacrime,
    e alcune erano rosee
    come le guance d’una sposa.
    Quando, alla fine del giorno,
    tornai a casa con il mio bottino,
    il mio amore sedeva nel giardino
    sfogliando oziosamente un fiore.
    Esitante deposi ai, suoi piedi
    tutto quello che avevo pescato.

    Lei guardò distrattamente e disse:
    “Che strani oggetti sono questi?
    Non capisco a che possano servire”.
    Chinai il capo, vergognoso, pensando:
    “Non ho lottato per conquistarli,
    non li ho comperati al mercato;
    non sono doni degni di lei”.
    E per tutta la notte li gettai
    a uno a uno sulla strada.
    Al mattino vennero dei viaggiatori;
    li raccolsero e li portarono
    in paesi lontani.

    Rabindranath Tagore

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  3. Caro Fabrizio grazie,
    di cuori di pietra ne abbiamo tanti intorno, e sovente ce ne sentiamo pesare uno dentro di noi.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  4. Alla fine non chiedo altro che Tu venga con le tue braccia spalancate sul nostro morire feroce, Sposo felice dell’umanità, Verbo di Dio: “parole in piena” di misericordia, liturgia dolce di salvezza.

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  5. SCLEROCARDIA
    Ancora sangue di Abele che grida al cospetto di Dio, questa dissacrata fratellanza.
    Grazie, Fabrizio, per lanciarti, con carità sconsiderata, nelle braccia di ogni fratello armato, per parlare in nome di Dio della sua “divina bufera” d’amore.

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  6. “..quando il fumo si dirada, un solo oggetto è ancora integro..:un quaderno coi gigli di Firenze, dai colori vividi, come se l’urlo della morte non potesse scalfirli, profanarli”.
    (Fabrizio Centofanti, Yehoshua)

    Possano quei colori essere vividi dell’attitudine dell’ uomo a farsi prossimo all’uomo.

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  7. Ogni uno di noi si fa le sue esperienze di vita, suoi ragionamenti, suoi conclusioni.
    Alcuni decidono: qualsiasi cosa succede è bello amore, dare amore, portare il bene al prossimo.
    Altri si chiudono dentro con suo dolore, non accettano il dono di amore, ma soffrono nel dolore e solitudine. A volte il dolore si trasforma nella violenza e aggressività.
    Ogni uno di noi si fa le sue ragionamenti, suoi conclusioni, ogni uno di noi si sceglie la sua strada di vita.

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  8. “che io, senza l’altro, sono nulla, né posso sperare d’essere felice.” Questo è, caro Fabry, questo è che sempre più fortemente sento. Grazie.

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  9. Grazie Vale di avermi inoltrato un articolo cosi’ toccante;contiene parole che fanno bene al cuore,che ci spingono ad amare per primi senza attendere una risposta.Ed e’ proprio questo slancio che ci dilata il cuore,rendendoci felici.Un abbraccio Margherita

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