Compilatore automatico di storie

di Momo Getter
MacchinadaScrivere

Scrivo storie su ordinazione. I miei clienti mi portano le loro idee (ad esempio, vogliono scrivere la storia di loro padre, vogliono scrivere la biografia del nonno, vogliono scrivere il romanzo del loro primo amore …) e io trasformo le loro parole in narrazione. Non ho mai fatto altro nella mia vita. Quando ho un po’ di tempo libero penso a quando finalmente potrò scrivere la mia storia. Ho cominciato cinque autobiografie, fino a questo momento, ma non ce n’è una che mi faccia esclamare: ecco, questa è la storia della mia vita! Forse perché ogni volta che incomincio a scriverne una le storie degli altri si intrecciano alla mia. Lo so, è un rischio che si corre quando si fa un mestiere così. Ma stavolta, ho deciso che la storia che inizio sarà interamente mia.

Ho comprato un vecchio pc su cui ho installato un programma di videoscrittura. Con le mie poche conoscenze informatiche ho programmato una macro che combina sequenze minime di parole tratte dalle storie che ho scritto sinora. La funzione automatica è pensata per ricercare la combinazione più coerente tra tutti i testi a disposizione dell’archivio di partenza. Attraverso milioni di miliardi di calcoli il programma realizza una storia di senso compiuto con un inizio, una fine e tanto di suspence. Posso impostare qualsiasi lunghezza, da un minimo di tre parole ad un massimo illimitato. Potenzialmente, il mio sistema è in grado di trovare la combinazione esatta tra tutte le storie disponibili all’interno del mio archivio. Ma, mi chiedo, tale combinazione sarebbe coerente? Voglio dire, è pensabile che una storia comprensiva di tutte le vite degli altri possa essere al tempo stesso completa e coerente? Se il personaggio di una storia muore eroicamente mentre combatte contro il nemico, lo stesso non può diventare il protagonista di un’altra storia in cui veste, magari, proprio la divisa della fazione opposta. Non c’è modo, dunque, di trovare la combinazione spaziale e temporale esatta che possa accomunare tutte le storie. Alcune di esse si svolgono qualche centinaio di anni fa, con una precisa concatenazione temporale degli eventi e con un numero finito di personaggi, altre invece si ambientano nella contemporaneità, con situazioni, atti e parole che hanno senso soltanto se rapportati all’epoca presente.
Pertanto, mi sembra di poter concludere che non c’è modo alcuno di intrecciare le storie da me scritte in un’unica combinazione completa e coerente. La mia vita di scrittore è un paradosso: ho passato tutto il mio tempo a scrivere storie per gli altri ma, riunendo i pezzi di questo enorme catalogo di vicende altrui, non c’è modo di narrare la mia vita di scrittore. Questo paradosso mi fa sentire meno vivo e meno reale di tutto quello che ho scritto sinora.

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