MARAKE: segni forme e con/sequenze della parola

una svolta t

Marake (che io pronuncio Marakè) è un’artista torinese, altrimenti detta Mara Chemini. La conobbi qualche anno fa e mi disse che faceva delle “vigne”, ovviamente pensai alla viticoltura, in realtà si trattava di tavole, disegni che lei aveva chiamato così ritenendo che somigliassero a delle “vignette”. La rappresentazione nasce per superare un’insufficienza della parola e della scrittura alla quale l’artista è legata. Il blog di Marake si chiama Vigne-story e raccoglie una parte del suo lavoro.
Le “vigne” vengono prodotte in tiratura limitata e sono state esposte in mostre collettive e librerie. Il protagonista di queste creazioni è Calzombrello, un essere raffigurato con stivali e ombrello, e con un corpo misterioso. Calzombrello nasce, dice Marake, dalla promessa di un incontro, “ci vedremo quando pioverà”. Il desiderio porta la persona a farsi ombrello e ad aspettare l’altro rappresentato dalla luna. Il desiderio, il sentire e i mutamenti dell’esistere sono al centro di questa narrazione per immagini.
Le “vigne” sono essenziali, quasi sempre nero su bianco e conta moltissimo il titolo. “Una svolta” è la didascalia della “vigna” che vedete sopra. Le realizzazioni possono essere accompagnate da poesie o filastrocche. L’artista è solita regalare cartoline inedite ai presenti durante le mostre.

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La prima evoluzione del lavoro di Marake è stata la produzione di un video di animazione, nel 2013 l’artista realizza “SKETCHBOOK an orange dream” (con musica di Davide Ficco), presentato a Paratissima e alla Ki Gallery di Torino. Un cortometraggio composto da 300 disegni, un cartone animato digitale dove un’arancia guida il mutamento cromatico e di significato.

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Ultima realizzazione di Marake è stata “Wunderkammer” (presentata a Paratissima 2014), una successione di “teatrini”, in cui i personaggi al di là del vetro sono piccole sculture di pongo. Il titolo resta parte integrante dell’opera. Ci ritroviamo davanti a manichini ironicamente parlanti, istantanee tridimensionali di un’esistenza precaria.
Marake rappresenta così le conseguenze e le con/sequenze dello stare al mondo, muovendosi sul confine fertile fra parola e rappresentazione, fra poesia ed immagine. Un lavoro il suo che ha ottime possibilità di affermarsi come una narrazione contemporanea altra, la materializzata illustrazione di una quotidianità sempre più staccata da terra.

Max Ponte

Articolo pubblicato anche su IL VERSO DEL QUADRO

4 pensieri su “MARAKE: segni forme e con/sequenze della parola

  1. Molto interessante, io sono nata a Torino e una volta al mese devo ritornare, sono felice per questa magnifica artista!

    andrò a vedere, se posso, le sue opere “capolavoro”.

    Un abbraccio a voi che lo avete scritto qui.

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  2. Quando l’ho vista (le sue opere, Lei molto abile e brava) in una mostra a Vercelli l’ho puramente e semplicemente trovata leggera, aerea e strabiliante. Idea pura. Si respirava un’aria di leggero, di terso.

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