Ancora tu

da qui

Venire qui soltanto con un groppo
alla gola, col pianto trattenuto
dei bambini, la fame del tuo volto,
dei tuoi passi sul bianco lastricato
del santuario, sicuro di donarmi
la pace, un’altra volta. Da quest’ombra
ti chiamo come allora, ti domando
un segno di presenza, l’ammissione
che proprio questo è il nodo, solo questo
il ripido passaggio che mi aspetta,
la fitta lancinante di un’assenza.

5 pensieri su “Ancora tu

  1. Non c’è assenza ne dimenticanza nei versi .
    In quella “fitta lancinante” e’ racchiusa tutta l’eterna indelebile presenza, nel cuore.
    Dolce e potente come il “pianto dei bambini”.
    Grazie per questo cuore sempre spalancato al mondo.

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  2. “…perche’ finche’ il vuoto resta aperto si rimane legati l’un l’altro per suo mezzo. E’ falso dire che Dio riempie il vuoto; Egli non lo riempie affatto, ma lo tiene espressamente aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra comunione”
    (Dietrich Bonhoeffer)

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  3. Ogni giorno si attraversano stanze vuote, ma spesso si riempiono di sorrisi di persone sconosciute che il Signore vuole lì, a riempirle con la loro presenza. Piccoli miracoli, la cura di una ferita che trasfigura il dolore in carezze

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