Creare nuovi librai a Napoli

ubik
di Giorgio Gizzi

Kraus sosteneva che la Vienna del suo tempo era la ‘stazione meteorologica della fine del mondo’.
Da quella città d’inizio secolo scorso si poteva prevedere con maggior agevolezza il futuro, vedere gli abissi che il futuro prossimo avrebbe riservato a una società occidentale in disfacimento.
Per quanti hanno a cuore i destini del libro e della lettura in Italia, la città che meglio incarna quel ruolo oggi è Napoli.
La moria di librerie del capoluogo partenopeo, verificatasi lo scorso anno, ha dell’agghiacciante: un fenomeno che ha portato una bancarella di libri in via Luca Giordano, al Vomero, quartiere alto della città, a essere il principale cliente del primo distributore editoriale nazionale. Come se, per cambiare genere merceologico, il principale venditore di borse di via Montenapoleone a Milano, per mancanza di alternative, fosse un ambulante, con rispetto parlando.
Librerie storiche e di lungo corso, magari incapaci di rinnovare la loro proposta, ma radicate sul territorio, hanno, a Napoli, abbassato le serrande per sempre, complici affitti insostenibili. Se escludiamo la Ubik di San Biagio dei Librai, l’offerta di libri in città sembra limitata ai soli tre punti vendita Feltrinelli e questo non può che essere desolante. In città c’è un grosso smarrimento al riguardo: quello della mancanza di vere librerie, lontane dal modello della grande distribuzione, è un argomento che torna spesso nelle conversazioni con quanti vado incontrando. E’ un “fatto di civiltà” mi vanno ripetendo, consapevoli che nelle librerie indipendenti si forma anche una certa idea di lettura, più personale e slow, lontana dai condizionamenti del marketing.
Quella del libraio rischia allora di essere a Napoli una professione in via d’estinzione: dove potrebbero mai crescere infatti dei nuovi professionisti, se mancano le palestre in cui formarsi?

‘Siamo tutti dentro al fosso, ma alcuni di noi guardano le stelle’, la frase di Oscar Wilde in esergo al sito della neonata associazione Librai in corso rende bene l’entusiasmo e la portata di questa impresa a cui ho volentieri aderito: formare nuovi librai a Napoli e per Napoli. Lo scopo è sfidante: formare una nuova generazione di librai laddove sembra essere più complicato. Malgrado le sue nobilissimi tradizioni, la città è capoluogo di una regione con uno degli indici di lettura più bassi d’Italia.
Dal sito dell’associazione pesco il manifesto programmatico che ha dignità, forza e coerenza :

In questi ultimi anni le librerie hanno subito cambiamenti profondi, dettati da differenti ordini di motivi. Possiamo considerare concause di tali mutamenti le trasformazioni dell’approccio ai consumi culturali, il moltiplicarsi delle pubblicazioni, il diversificarsi dei luoghi di vendita alternativi alla libreria. Ma la lista potrebbe essere ancora lunga. La staticità che ha caratterizzato le librerie nel corso del Novecento ha lasciato il posto a un desiderio di dinamismo la cui necessità si è andata teoricamente affermando, ma la cui applicabilità stenta a trovare rigore e stabilità. Di fronte alle sfide di questi decenni (non ultimi i tentativi monopolistici di Amazon, i bassi indici di lettura e le inesistenti politiche di sostegno delle attività culturali), occorre rispondere con una rinnovata professionalità e una vivace competenza. Le librerie devono dimostrare di non appartenere affatto al passato ma, al contrario, di avere ancora molto da esprimere e come presidi culturali e come veicoli di nuove idee e conoscenze. Tutto questo è possibile solo entrando in contatto con quella miniera di sperimentazioni e professionalità che esperienze diverse hanno costruito in questi anni, così da provare a dare risposte innovative alle domande che il presente e l’immediato futuro ci pongono. Le nuove generazioni di librai devono essere in grado di riconoscere e individuare sia i problemi a cui sono chiamati a far fronte sia le opportunità da imparare a sfruttare. La qualità del servizio, l’ampia competenza del libraio, l’insostituibile passione rappresentano le carte che le librerie possono giocare in questa nuova fase. Non bisogna dimenticare che il compito ultimo del libraio è dare un valore aggiunto ai libri, un valore che va ben al di là del prezzo di copertina o delle spese di spedizione. Un valore che nessun algoritmo può sostituire.
A tal fine l’offerta formativa è stata concepita per garantire un bagaglio di conoscenze completo e qualificante.

Aspetti economici, assortimento, diversificazione, gestione del magazzino, sono solo alcune delle questioni che verranno trattate durante un corso di formazione del quale si sente un gran bisogno.

Se passate da Napoli, lunedì 19 non mancate di fare un salto all’Ubik per la conferenza stampa di Librai in corso. Visitate il sito dell’associazione per saperne di più.
Se siete di Napoli e vi venisse in mente di intraprendere il lavoro più bello del mondo, non potreste trovar di meglio.

Se Napoli sarà più vivibile e ricca di stimoli, i prossimi anni, dipenderà anche da quanto germoglierà questo piccolo seme.

Un pensiero su “Creare nuovi librai a Napoli

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