TERRE RARE, di Sandro Veronesi

di Massimo Maugeri

Strano il destino di certi personaggi letterari. Alcuni nascono con l’idea di vivere in più libri per diventare protagonisti di una serie di storie. Altri, la maggior parte, rimangono confinati all’interno delle pagine di un unico volume. Accade però, talvolta, che anche i personaggi da “storia unica” reclamino più spazio. È quello che è capitato a Pietro Paladini, protagonista del romanzo “Caos Calmo” di Sandro Veronesi. «Come spesso succede si sono saldate suggestioni, bozze di idee e progetti che messisi insieme hanno generato un’intenzione», mi spiega l’autore. Da questa intenzione, e dall’esigenza di raccontare il cambiamento sociale che si è verificato in questi anni, è nato “Terre rare” (Bompiani), il nuovo romanzo di Veronesi che segna il ritorno di Paladini.
Nel precedente libro questo personaggio si era trovato a vivere una situazione paradossale e tragica: mentre salvava una sconosciuta dall’annegamento in mare, la moglie Lara moriva a causa di un aneurisma. Da questa vicenda dolorosa, dallo choc della perdita e dall’ingigantimento del senso di responsabilità nei confronti della figlia Claudia, che allora aveva dieci anni, si era incentrata la storia di “Caos calmo”.
«In questo nuovo romanzo», continua a raccontarmi Veronesi, «Pietro si trova costretto a fare i conti con una serie di situazioni che erano rimaste “sospese” e con le conseguenze spropositate di alcuni errori che ha commesso». In effetti il cambiamento è sostanziale. Sono passati otto anni dalla tragedia. Adesso Pietro è un cinquantunenne. Non svolge più il ruolo prestigioso di dirigente televisivo nella Milano bene. Vive nella Roma delle periferie e si trova a cogestire una società che si occupa della compravendita di auto con sede sull’Aurelia. Inoltre si è legato a una giovane donna separata; bella e da cui continua ad essere attratto, ma che forse non ama davvero. Un cambiamento che, visto sotto una certa ottica, non sembrerebbe in meglio. O no?
«È vero. In “Caos Calmo” Paladini era un manager di successo. Qui gestisce, insieme a un amico, una società che si occupa del recupero e della vendita, per conto del tribunale, delle automobili concesse in leasing. E poi, sì: è legato a questa donna molto bella ma che lui stesso considera con un certo imbarazzo un po’ classista». Un Paladini caduto in disgrazia, dunque? «No, perché – appunto – questa situazione se l’è scelta. In un certo senso ci si è nascosto; poi le vicende che si susseguono nella prima parte del romanzo, lo costringono a tornare sui suoi passi, da dove era scappato: a Milano e a quella vita nei confronti della quale aveva cominciato a nutrire un certo disprezzo».
Non c’è solo il racconto del cambiamento della vita di Paladini, in questo romanzo. Veronesi coglie l’occasione per raccontare il cambiamento che ha riguardato l’intera società. Una mutazione incentrata su una vera e propria deriva. L’autore insiste molto su questo punto: «perché», mi spiega, «questa deriva sociale è ben più dell’omologazione raccontata da Pasolini. È una sorta di miscuglio torbido e opaco sotto il quale un popolo intero si sente quasi spinto all’illegalità, che diventa la condizione più comoda in un impasto del genere».
Il concetto di “terre rare” è introdotto da Claudia, la figlia di Pietro. È un argomento di cui si occupano a scuola. Si tratta di elementi che pur trovandosi dentro minerali comuni, sono presenti in concentrazioni davvero minime. Quindi la loro estrazione diventa costosa e preziosa. Nonché inquinante. Inoltre le “terre rare” sono prodotte quasi soltanto dai cinesi, che dispongono così di un elemento cardine della tecnologia più preziosa e pregiata in circolazione.
Ai lettori il compito di scoprire le riflessioni della giovane Claudia (nonché quello di vivere le situazioni rocambolesche in cui si trova coinvolto Pietro), godendo della prosa avvolgente offerta da uno dei migliori libri pubblicati nel 2014. Un romanzo dalle rare qualità letterarie. Come le “terre” indicate nel titolo.

[articolo pubblicato sulla pagina cultura del quotidiano “La Sicilia”]

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