Domenico Vuoto, Nessuna direzione

Vuoto
di Marco Lodoli

L’arrivo delle tenebre sulla metropoli imbiancata

Leggendo Nessuna direzione di Domenico Vuoto (nome autentico o pseudonimo crepuscolare?) viene da domandarsi come mai alcuni veri scrittori rimangono pressoché invisibili, come mai non hanno avuto riconoscimenti che meritano. I tre racconti di questo esile libretto sono ambientati nei giorni della neve del 2012, quando tutta Roma si fermò imbiancata e stupita. E in questa pausa qualcuno esce dal ritmo inconsapevole del tempo e incontra la sua verità, quasi sempre dolorosa, accecante, fatale. Una vecchia signora vuol seppellire il suo gatto nel parco innevato, due coppie si incontrano per una cena devastante, un amore tra due giovani esplode in modo imprevedibile e cruento. Domenico Vuoto ritrae perfettamente questi attimi bianchi eppure scurissimi, questa sospensione ovattata crepata dall’urlo della vita: sa entrare nei pensieri rassegnati degli anziani e in quelli rabbiosi e scomposti dei ventenni, sa bene come mille invisibili premesse producono catastrofi e rivelazioni. La neve copre, ma la scrittura scopre.

Domenico Vuoto, Nessuna direzione, Edizioni Il Labirinto, Euro 12

Recensione su la REPUBBLICA lunedì 12 gennaio 2015

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