Come sbarazzarsi del debito pubblico. Per sempre.

debito_pubblicodi Andrea B. Nardi

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Esiste un modo semplicissimo per eliminare in radice il tragico problema del debito pubblico. Questa soluzione è propugnata da innumerevoli scuole economiche contemporanee e del passato, e suffragata da esempi storici concreti. Eccola:

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Daniele Bollea, “A mio padre Giovanni Bollea”

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Al culmine di “L’anima ricorda” (Edizioni Mondo Fluttuante, 2014), grande libro di Daniele Bollea passato quasi completamente inosservato, sintesi inedita di poesia e scienza da far tremare, sono queste quattro poesie al padre, Giovanni Bollea, grande personaggio della nostra cultura contemporanea, non tanto per aver inventato la neuropsichiatria infantile, quanto per la forza e la calma delle sue parole, per la grandezza della sua anima. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.111

SULTANE_Layout 1La vita è adesso e la morte non fa paura. Marilù Oliva, Le Sultane, Roma, Elliot, 2013

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di Giuseppe Panella

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Tre vecchiette, Wilma, Annunziata detta Nunzia e Mafalda (tutti nomi d’antan – come si può vedere) che abitano a Bologna in una (inesistente) via Damasco in un complesso di case di edilizia popolare e sono note come le Sultane, sono al centro di un romanzo di cui è difficile stabilire genere e profilo narrativo. La vicenda parte apparentemente come una storia di ordinaria mestizia e solitudine con protagonista la difficile “terza età” degli italiani medi, prosegue – sempre apparentemente – come un noir e termina con un finale (diciamo così) aperto.

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La fine della storia

da qui

E subito dopo, una domanda più stringente: possibile che nessuno comprenda che i conflitti non si appianano con la violenza delle armi, ma realizzando una giustizia solidale che assicuri un’esistenza degna? Credo che l’Italia sia una delle poche nazioni, in Europa, in cui non vige la norma del reddito minimo garantito: qualcuno sa spiegarne il motivo? Forse ha ragione Fukuyama: è la fine della storia. O forse è l’ora di capire che, la storia, può ripartire solo dalla follia apparente del Vangelo.

Domande

da qui

In molti ci chiediamo cosa sia ciò che passa sotto il nome di Isis. Inorridiamo di fronte alle sue gesta, alla violenza esibita come fosse uno spettacolo horror, offerto in un cinema d’infimo livello. S’alza un coro di guai, gridolini paurosi o urla di sdegno, sospese tra la rabbia e l’impotenza. Sempre più, tuttavia, si fa largo una domanda: chi lascia scorrazzare indisturbata questa banda di crudeli tagliagole? Chi tra i potenti, che facilmente potrebbero annientarli, ha interesse che portino scompiglio in certe zone chiave del pianeta? Quanto dovrà nuocere la nuvola di gas velenosi prima di finire nel nulla da cui è uscita?

Provocazione in forma d’apologo 284

Nella mia trafelata routine oggi c’è un motivo d’affanno in più: devo correre a casa perché aspetto Marco, mio amico e vecchio compagno di scuola, bricoleur esperto e attrezzatissimo, che deve farmi una riparazione delicata. Ricorro sempre a lui quando non si tratta di ordinaria amministrazione, anche se il suo intervento mi costerà una cena in un ristorante di grido ben più cara della parcella dell’artigiano o del tecnico più esosi; ma in certi casi non lesino, perché solo con lui ho la certezza di lavori fatti a regola d’arte.
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Maria Stella, da “Accompagnarti”

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Ho letto un piccolo libro di poesie che mi ha stupito, si intitola Accompagnarti, di Maria Stella, anglista insegnante alla Sapienza, esperta di otto-novecento inglese e traduttrice di Thomas Hardy e Ted Hughes (da ricordare un volume su Cesare Pavese traduttore, del ’77), scomparsa prematuramente nel 2004 (era nata all’Aquila nel 1950). Il libro è pubblicato da Fuorilinea, nella bella collana di poesia rosso sospeso (che però ha copertina gialla) Continua a leggere

Vivalascuola. Proposte per una didattica della letteratura

Anticipato il 22 febbraio dalle dichiarazioni della ministra Stefania Giannini e del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a un evento del PD di celebrazione del 1° anno di governo, il 27 febbraio succederà qualcosa che riguarderà la scuola. Anzi, slitta tutto al 3 marzo. Fino al 22 mattina non si sapeva bene se una “riforma” o un decreto di assunzione di precari per evitare le sanzioni che sarebbero seguite a una sentenza dall’Unione Europea o un decreto e una legge delega insieme: adesso dalle parole di Renzi pare sia da attendersi quest’ultima soluzione. D’altra parte la “Buona Scuola” è stata “blindata” in ogni sua fase, anche nella consultazione on line e nel tour. Perché non si decida per decreto d’urgenza anche su una materia fondamentale che richiede i tempi della discussione e della partecipazione come la scuola; perché non sia ignorato un disegno di legge sottoscritto da più di 1000.000 persone e che nasce da chi nella scuola vive e lavora; per chiedere che la L.I.P sulla scuola sia ammessa alla discussione parlamentare sta circolando in questi giorni una petizione al Presidente della Repubblica che invitiamo a firmare. Intanto, a scuola e su vivalascuola, ci interroghiamo su come fare meglio il nostro lavoro: ad esempio insegnare letteratura italiana. Continua a leggere

Le cose come stanno

da qui

Le cose come stanno, romanzo di Franz Krauspenhaar, è una dura requisitoria sulla vita, fatta apposta per scuotere il lettore. E’ uno di quei titoli, inoltre, dal valore autonomo, in un mondo in cui vorremmo conoscere, e mai conosceremo, esattamente questo: le cose come stanno. È un titolo che fa pensare a come ogni notizia sia truccata e rovesciata: lo sguardo danza tra le righe come a un ballo mascherato, uno spettacolo il cui autore è il primo a non credere nella sua performance. Occorre scavare e perlustrare per conoscere il vero, vedere lo stesso fotogramma da molte prospettive, scoprire che “informare” è un tentativo – maldestro o raffinato – di nascondere agli altri la realtà. Non resta che tessere reti in cui trasmettersi dati verificati di persona, creare un giornalismo indipendente da qualunque potere, macro o microscopico, una fitta ragnatela d’occhi ed orecchi con un unico obiettivo: sapere ciò che tutti dovrebbero sapere. Le cose come stanno.

I muscoli del capitano

da qui

Oggi vince chi urla di più. Lo sappiamo bene: è lo stile televisivo sdoganato da spettacoli di second’ordine spacciati per intellettuali, mentre l’unico oggetto certamente smarrito è il ben dell’intelletto. E’ una gara a chi la spara più grossa, in un mondo che si lascia convincere solo dai muscoli del capitano, per dirla con Francesco De Gregori. Continua a leggere

Seminterrato, di Fabio Ciriachi

Tunnel
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Niente di bello intorno (è normale), niente, a ben vedere, di veramente importante; a voler proseguire sul poco roseo, niente per cui valga la pena (tanta vita, quanta, per tanto poco, e troppo limitato, gioco). Certo, è solo l’impressione, il casuale disegno di cose e persone lungo un asse capitato fra i possibili: scorcio, tralice, vista d’occhio, anche un mostrare e nascondere della prospettiva che è tale solo perché si è acceso un punto di vista (le batterie che alimentano “l’essere visti” prima o poi finiranno, e niente più apparirà ad apertura d’occhi). Quindi, per cominciare, che il punto di vista non sia molesto, non sia nutrito del grigio che giudica e danna con troppo facile propensione, che toglie e guasta più di quanto non sia già di per sé tolto e guasto. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.110

Maria De Lorenzo, Un lungo desiderioChe la terra le sia lieve… Maria De Lorenzo, Un lungo desiderio. Poesie, con una postfazione di Nino Borsellino, Roma, Fermenti, 2014 ; Gliommero, poesie di Maria De Lorenzo e quindici acquarelli di Nino Tricarico, Roma, Edizioni L’Impronta, 1998

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di Giuseppe Panella

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Maria De Lorenzo non ha lasciato un’opera eccessivamente abbondante: si tratta di sei raccolte di versi in vita (tra cui il prezioso Gliommero con tredici, splendidi acquarelli del grande pittore potentino Nino Tricarico) e questo suo bel testo postumo che è, in realtà, il frutto della volontà di suo marito, il critico letterario Nino Borsellino, di impedire che il ricordo della sua scrittura si perda nell’oblio (come troppo spesso frequentemente ormai accade a tanti, troppi poeti).

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VIVA, una rivista in carne e ossa

Viva 12    

Una rivista VIVA. Intervista a Claudio Damiani

(art a part of cult/ure, 2.2.2015)

Di Donato Di Pelino

A Roma i poeti si riuniscono in una galleria d’arte. Alla Nuova Pesa(storico spazio condotto da Simona Marchini, attrice, regista e molto altro) da qualche anno si danno appuntamento i fans di  “Viva”,  una “rivista in carne ed ossa”. Ogni numero ha un tema diverso e alla presentazione sono invitati scrittori e artisti a intervenire con letture o presentazioni dei loro lavori in sintonia con l’argomento scelto. Continua a leggere

Pablo Neruda, poeta del mare

Neruda
di Augusto Benemeglio

1. A cosa servono i versi?

A cosa servono i versi se non a quella notte/ in cui un pugnale amaro ci esplora/ a quel giorno / a quel crepuscolo, a quel cantuccio offeso/ dove il cuore stremato dell’uomo si prepara a morire?”. Continua a leggere

Premio Mazara Narrativa Opera Prima 2015

REPUBBLICA ITALIANA
CITTA’ DI MAZARA DEL VALLO
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MAZARA DEL VALLO
e
L’ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO MAZARA DEL VALLO
Indicono il
“Premio Mazara Narrativa Opera Prima 2015”
PRIMA EDIZIONE

II Regolamento

Il ‘numero zero’ di Umberto Eco

Eco
di Guido Michelone

Il nuovo romanzo dell’ottantatreenne studioso alessandrino viene ambientato nei primi anni Novanta, all’indomani dell’operazione Mani Pulite sulla ‘Milano da bere’, quando, proprio nel capoluogo lombardo, viene riunita la fantomatica redazione del nuovo quotidiano “Domani” che dovrà essere stampato, in prova, per dodici numeri all’anno, fin tanto che il finanziatore (classico bauscia meneghino) deciderà se pubblicarlo regolarmente ogni mattina. Continua a leggere

Vivalascuola. Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Firmiamo e invitiamo a firmare questa lettera al Presidente della Repubblica. Perché non si decida come annunciato per decreto d’urgenza anche su una materia fondamentale che richiede i tempi della discussione e della partecipazione come la scuola. Perché non sia ignorato un disegno di legge sottoscritto da più di 1000.000 persone e che nasce da chi nella scuola vive e lavora. Per chiedere che la L.I.P sulla scuola sia ammessa alla discussione parlamentare.

Al signor Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella
c/o Palazzo del Quirinale
00187 – Roma

Egregio Signor Presidente,
nel complimentarci con Lei per l’elezione a Capo dello Stato, desideriamo innanzitutto porgerLe i nostri più sinceri e calorosi auguri di buon lavoro.

Ascoltando il suo primo discorso a Camere riunite, abbiamo particolarmente apprezzato l’attenzione che ha voluto riservare al diritto allo studio e al futuro dei nostri studenti: “garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro”. Continua a leggere