Le cose come stanno

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Le cose come stanno, romanzo di Franz Krauspenhaar, è una dura requisitoria sulla vita, fatta apposta per scuotere il lettore. E’ uno di quei titoli, inoltre, dal valore autonomo, in un mondo in cui vorremmo conoscere, e mai conosceremo, esattamente questo: le cose come stanno. È un titolo che fa pensare a come ogni notizia sia truccata e rovesciata: lo sguardo danza tra le righe come a un ballo mascherato, uno spettacolo il cui autore è il primo a non credere nella sua performance. Occorre scavare e perlustrare per conoscere il vero, vedere lo stesso fotogramma da molte prospettive, scoprire che “informare” è un tentativo – maldestro o raffinato – di nascondere agli altri la realtà. Non resta che tessere reti in cui trasmettersi dati verificati di persona, creare un giornalismo indipendente da qualunque potere, macro o microscopico, una fitta ragnatela d’occhi ed orecchi con un unico obiettivo: sapere ciò che tutti dovrebbero sapere. Le cose come stanno.

3 pensieri su “Le cose come stanno

  1. “LE COSE COME STANNO”

    Così stanno le cose: l’unica proposta da accogliere senza timori, non è un libro, un manifesto,
    un’ idea, è una Persona: Gesù-Verità, “una provocazione fatta pietra” (T. Bello) che dice “quanto è alto il rischio di credere in Dio, o meglio il rischio di sbagliare Dio”. (Turoldo)

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  2. La ricerca della verità sotto un certo aspetto è difficile, mentre sotto un altro è facile. Una prova di ciò sta nel fatto che è impossibile ad un uomo cogliere in modo adeguato la verità, e che è altrettanto impossibile non coglierla del tutto: infatti, se ciascuno può dire qualcosa intorno alla realtà, e se, singolarmente preso, questo contributo aggiunge poco o nulla alla conoscenza della verità, tuttavia, dall’unione di tutti i singoli contributi deriva un risultato considerevole. Cosicché se, relativamente alla verità, le cose sembrano stare così come si dice nel proverbio: “chi potrebbe sbagliare una porta?”, allora, per questo aspetto, essa sarà facile; invece, il fatto che si possa raggiungere la verità in generale e non nei particolari mostra la difficoltà di essa. E, fors’anche, poiché vi sono due tipi di difficoltà, la causa della difficoltà della ricerca della verità non sta nelle cose, ma in noi. Infatti, come gli occhi delle nottole si comportano nei confronti della luce del giorno, così anche l’intelligenza che è nella nostra anima si comporta nei confronti delle cose che, per natura loro, sono le più evidenti di tutte.

    (Aristotele, Metafisica, II)

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